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Porta a porta, passo dopo passo

Dopo i Booth, è stata la volta del door-to-door. Gli addetti alla vaccinazione, incaricati dal Governo indiano, hanno un registro, diviso per aree, dove sono segnate tutte le famiglie con bambini residenti nella zona, che hanno o non hanno ancora fatto vaccinazioni o richiami. Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto: chi non si è presentato ai Booth per farsi vaccinare, viene vaccinato a domicilio. In alcune zone più povere e meno controllabili (dove non ci sono citofoni, cassette della posta o buon vicinato) viene apposto un adesivo sull'uscio (certe case la porta non la hanno) per segnalare l'avvenuta vaccinazione. Solitamente a non vaccinarsi sono gli smemorati, quelli meno attenti alla salute dei propri figli e i bambini più benestanti (termine molto relativo negli slums e relativo un po' ovunque qui a Delhi) che non si sono voluti avventurare tra la folla di persone molto povere, vaccinate spesso per strada o in locali molto fatiscenti.
Si raggiungono così molti altri bambini, qualcuno era a scuola o nessuno si è presentato alla porta (c'è gente che la mattina non è in casa, ma ci sono ancora delle resistenze e qualcuno non apre la porta), i vaccinatori ripasseranno la settimana prossima.
Noi fra qualche giorno andremo via, ma la macchina non si ferma di certo e tanti e tanti altri volontari, medici, infermieri e assistenti continueranno a vaccinare i piccoli Indiani, passo dopo passo, giorno dopo giorno, fino a quando anche l'India sarà un paese Polio free. 

Pubblicato il 26/1/2011 alle 12.54 nella rubrica Diario.

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