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Il Parlamento vota contro una Sanità migliore

La Camera ha approvato, "quasi all'unanimità", un emendamento al cosiddetto Ddl Brunetta, che cancella per la dirigenza medica l'obbligo di destinare almeno il 30% della retribuzione al salario di risultato.

Medici,non tutti, e politici, quasi tutti, sono i primi a non voler un miglioramento della Sanità italiana. Il nostro Parlamento ha cancellato un incentivo alla produttività, cioè uno stimolo a lavorare meglio per i medici. Margherita Miotto del PD, prima firmataria dello sciagurato emendamento afferma: "Legare la remunerazione dei medici alla produttività poteva cambiare la natura stessa del Servizio sanitario nazionale, che - conclude la Miotto - deve produrre salute e non solo prestazioni".La prestazione in campo sanitario e non solo, è ciò che si offre al paziente. Le liste di attesa si allungano sempre più, la qualità dei servizi è in forte calo, numerosi sondaggi indicano che i medici lavorano con sempre meno voglia (un sondaggio di ieri a cura di Univadis indica che più del 30% dei medici intervistati cambierebbe lavoro se potesse tornare indietro). Cosa fanno allora i politici? Tagliano ogni possibilità che i medici lavorino con più motivazione, spinti a rendere di più, offrendo un servizio migliore e più efficiente. Meglio soldi facili, non legati alla produttività.
Come si misurerebbe allora, secondo la Miotto, la salute se non in base al numero e alla qualità delle prestazioni effettuate dal Servizio Sanitario Nazionale? E perchè togliere ai medici la giusta eventualità che se l'ospedale in cui lavorano va male guadagnino meno o di più? Gli utenti, i consumatori, non premiano sempre il prodotto che ritengono migliore? E cos'è un esame diagnostico, una visita, un ricovero o un'operazione se non un prodotto che genera salute, dal momento che viene anche pagato tramite tasse e ticket sanitari?
I pazienti hanno diritto a prestazioni migliori e compito delle aziende sanitarie è crescere e fornire una qualità migliore. La salute è un diritto, ma lo è più quella ad una salute migliore.

Pubblicato il 12/2/2009 alle 22.40 nella rubrica La Politica.

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