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Eluana ora è libera

Eluana Englaro è morta finalmente. E' sfuggita finalmente alla speculazione politica che ha violentato le sue libertà, la sua dignità e quella della sua famiglia.
Se Peppino Englaro ha una colpa, è quella di non aver ceduto alle usanze italiane, all'eutanasia illegale della somministrazione di morfina per bloccare i centri del respiro. Voleva che la vita di sua figlia non finisse per la seconda volta, voleva restare un cittadino e non essere un criminale.
Eluana, e come lei tante altre donne e uomini, aspettavano una legge e la aspettavano da anni. Invece ancora una volta la politica italiana ci ha dimostrato che dobbiamo rivolgerci alla giustizia per difendere i nostri diritti contro lo Stato, composti da individui a cui abbiamo espresso un voto di "fiducia".
Finisce male la vita di Eluana, che esce di scena e si sottrae all'ennesima commedia all'italiana, fatta di moralismo che nasconde la tragedia di un paese senza midollo.
Mi tornano in mente Luca Coscioni e Piero Welby, anch'essi uccisi dalla mancanza di libertà e dal vuoto legislativo di un paese che non è un garante ne' della libertà, ne' della sicurezza.
Ora che il Parlamento pensi a fare una legge non dettata dall'umore e dalla propaganda.
Non c'è bisogno di decidere domani, ma neanche far passare altri anni. Sono piene le cliniche di persone come Eluana e tante altre potranno trovarsi davanti un simile destino.
Serve una legge che rispetti le direttive anticipate del malato, nel rispetto delle libertà individuali che hanno nella libertà di cura e di vita e di morte la loro massima espressione.

Pubblicato il 9/2/2009 alle 22.2 nella rubrica Pensieri e testimonianze.

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