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Mi vergogno di essere Italiano

Mi vergogno di vivere in un paese che tratta con i terroristi foraggiando chi ci odia, mi vergogno di vivere in un paese dove non esiste meritocrazia, dove vince chi frega o chi è figlio di qualcuno che conta più di te. Mi vergogno di ascoltare ogni giorno la morale di personaggi che sono più immorali di me, che col naso ancora sporco di coca e con ancora addosso il profumo di una puttana mi parlano di famiglia, di valori, di peccato e virtù. Mi vergogno di vivere in un paese di imbroglioni, di ladri, di truffatori, in un paese dove chi meglio lo sa fare più sarà forte e rispettato. Mi vergogno di vivere in un paese dove bisogna aver più paura della giustizia che della malavita, dove poi non si sa chi siano i buoni e i cattivi. Mi vergogno di vivere nel paese di Peppone e Don Camillo, di fascisti e comunisti, tutti seduti allo stesso tavolo, tutti in realtà gretti democristiani statalisti. Mi sono stufato di vivere in un paese dove le sole donne che vanno avanti sono quelle che aprono le gambe al pene di un capo, quelle stesse che poi si fanno paladine delle pari opportunità, insultando tutte le donne intelligenti maltrattate.
Non sono Italiano, non sono Europeo, non sono cittadino del Mondo, io sono Marco e basta. Voglio essere rispettato come uomo, voglio essere libero di volare e di cadere a terra e farmi male solo con le mie mani. Sono Italiano perchè il fato ha voluto che nascessi quì, non devo nulla al mio Stato, non ho il dovere di sentirmi parte di una "patria" che mi maltratta ogni giorno. Sarò Marco in ogni parte dell'universo in cui vivrò e rispetterò soltanto chi rispetterà me. Voglio fare del mio meglio, per me e per gli altri, non certo per l'orgoglio di essere Italiano.

Pubblicato il 22/3/2007 alle 19.9 nella rubrica Pensieri e testimonianze.

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