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Diego Galli, ovvero il futuro inesistente dei Radicali

Per fare carriera nel Partito Radicale bisogna essere amici di Marco Pannella e non sto soltanto pensando ad amicizie intime, ma politiche. Daniele Capezzone, unico ancora liberale liberista e libertario all'interno di Radicali Italiani e Rosa nel Pugno tutta, è uscito dalle grazie del Vate perchè ha deciso di seguire la sua coscienza e, nonostante il pragmatismo che ha visto il partito schierarsi nel centrosinistra, ha continuato a portare avanti le idee e le iniziative che contraddistinguono un liberale radicale. I Radicali si sono sempre contraddistinti per la loro coscienza, come disse una volta un ragazzo che intervistai, i Radicali sono il Grillo Parlante della politica italiana, quelli che non smettono mai di ricordare a tutti quali siano le priorità per il nostro paese.

Ora quella coscienza viene posta in discussione da Emma Bonino, il Ministro che ha fatto delle affermazioni sulla Cina che sono un colpo di spugna su parte della sua azione politica precedente, volta al rispetto e alla conquista dei diritti civili. "Trovo che questo modo di sottrarsi spinti da una irrefrenabile esigenza di coscienza non depone sicuramente a favore di assunzioni di responsabilità, perché oltre che alla propria coscienza uno ha anche il dovere di condividere per lo meno le motivazioni" questa frase della Bonino, che si riferisce alla posizione di Capezzone rispetto la fiducia a Prodi è la summa del suo pragmatismo, nuovo però per lei.
Ma veniamo a Diego Galli. Molti di voi se lo ricorderanno perchè da vero campione di liberalismo decise di denunciare Daw per il video Casa Pannella, proprio lui, quello che decise quasi da solo che i contenuti di Radio Radicale sarebbero passati sotto la licenza Creative Commons.
Diego Galli è un amico di Pannella, ma non è assolutamente comparabile a Daniele Capezzone. E' un volenteroso (non nel senso di aderente ai "Volenterosi"!) ma non è dotato di intelligenza politica personale. Infatti scrive un pezzo su Notizie Radicali nel quale cita un editoriale di Umberto Galimberti sulla dittatura della coscienza, avvalorando però la tesi che i Radicali di coscienza non ne hanno più e, a parte le trovate mediatiche come la registrazione clandestina del conclave di Caserta e le rivelazioni sull'ultimo Consiglio dei Ministri che ha proposto i famosi 12 punti, sostiene apertamente il Governo. Questa è demagogia, in linea con quella dell'Esecutivo di Prodi, che toglie i costi di ricarica dei cellulari e aumenta le tasse a tutti dall'altra, che toglie il bollo sulle euro 4 e l'aumenta a tutte le altre (possedute si presume da meno abbienti che non si possono permettere una macchina nuova).

Diego Galli allora si mette a fare il saggio, nella speranza che queste sue filosofiche riflessioni che additano Daniele Capezzone, proprio lui, l'unico Radicale che ha fatto qualche proposta seria in Parlamento, come retorico e demagogico.

Anche nel mio lavoro ci sono gli scagnozzi del capo che non perdono occasione per attaccare chi è in difficoltà per farsi vedere forti e fedeli. Queste persone si chiamano avvoltoi e anche se faranno carriera, rimarranno sempre dei mediocri, a discapito dell'organizzazione che ahimè un giorno saranno chiamati a guidare.

Ora mi aspetto una bella querela dal liberale Diego Galli, sarà per lui una nuova occasione di dimostrarsi forte, di mostrare i suoi muscoli pompati ad acqua torbida. Si accomodi pure.

Pubblicato il 1/3/2007 alle 12.44 nella rubrica Pensieri e testimonianze.

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