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Possiamo dirci cattolici o laici credenti?

«In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325)».

Questo il comunicato stampa odierno del Vicariato di Roma. Senza voler fare polemiche politiche-culturali, credo che sia necessario riflettere sulla dottrina cattolica e sul principio che distingue il laico che crede nell'uomo libero e chi invece crede che della vita propria non si possa disporre, o almeno ciò non possa comprendere anche la decisione di terminarla. Dobbiamo rispettare questa visione della dottrina cattolica, anche se non condivisibile nemmeno per quanto concerne il suicidio, e renderci conto del nodo cruciale che distingue la laicità dal cattolicesimo. Per il laico è l'uomo ad essere al centro, all'apice dell'esistenza. Per il laico credente, Dio è lo spirito, il trascendente, che è dentro di lui. Dio è in lui. Il cattolico, secondo la dottrina corrente, vede Dio al di sopra di lui e perciò, benché sia libero in vita, dovrà rendere conto, e anche la vita che è un dono, a Dio.

Sono visioni differenti, nessuna può avere la pretesa di essere esatta per chi non la condivide e soprattutto sono visoni personali. Lo Stato non può entrare in questa diatriba, perchè non ne ha le competenze, né il valore morale. L'etica dello Stato deve essere quella di garantire a tutti i suoi cittadini la libertà di vivere la propria vita, senza che essa sia minacciata nella sua stessa esistenza.  

Detto ciò, i funerali religiosi che erano stati organizzati presso la parrocchia di Don Bosco a Roma per volontà di Mina Welby, la moglie di Piergiorgio, cattolica praticante, che a questo punto come tutti noi dovrebbe riflettere su quale differenza ci sia tra l'essere cattolici e l'essere credenti in Dio non si terranno. Come è giusto che sia, secondo la dottrina cattolica.

I  funerali laici di Piergiorgio Welby si terranno però lo stesso, perchè Dio in definitiva non è dottrina, ma è parte di noi perchè vive in noi, Domenica 24 dicembre alle ore 10.30 in Piazza San Giovanni Bosco a Roma.

 

Pubblicato il 23/12/2006 alle 13.46 nella rubrica Pensieri e testimonianze.

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