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Blog personale e risorse per pazienti del Dott. Marco Paolemili
SCIENZA
20 marzo 2014
Quasi 150 mila studenti italiani sono consumatori abituali di droghe
I primi dati del rapporto del IFC-CNR rileva che sono cira 150 mila gli studenti italiani a consumare abitualmente dorghe. Oltre al consumo di cannabis, che pesa per il 50%, colpisce quello di cocaina (18.500 abituali), eroina (16 mila), sintetiche e allucinogeni (19 mila ciascuno)

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SOCIETA'
16 febbraio 2014
La sanità italiana è fatta di medici che si impegnano per far nascere bambini e salvare vite
Desidero condividere con voi il video che troverete a questo link. È il video messaggio del Collegio italiano dei chirurghi dal titolo “I Chirurghi per la tua salute“, che risponde alle pubblicità che invitano a chiedere risarcimenti per presunti errori medici, soprattutto chirurgici e a tutti quelli che nei medici non hanno fiducia. «Ogni chirurgo opera per la tua salute, per la tua vita».

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SCIENZA
6 luglio 2013
A Villa Giuseppina il "Premio Buon Samaritano 2013"
Sabato 6 Luglio, Villa Giuseppina, la Clinica in cui lavoro, verrà insignita del "Premio Buon Samaritano 2013" promosso dal Centro per la pastorale sanitaria della Diocesi di Roma.
SOCIETA'
17 luglio 2010
Il rapporto, assistenza domiciliare nel Lazio resta una chimera
Roma, 13 lug. (Adnkronos Salute) - Nel Lazio continua ad essere squilibrato il rapporto tra offerta ospedaliera e territoriale, la prima resta nettamente superiore. L'assistenza domiciliare rimane quindi una chimera per tutti i cittadini laziali. E' l'aspetto più importante del II Rapporto dell'Audit civico del Lazio, realizzato da Cittadinanzattiva Tribunale dei diritti del malato e in collaborazione con la Regione Lazio, presentato oggi a Roma alla presenza del governatore Renata Polverini. Il lavoro è stato condotto da 120 volontari che hanno analizzato 111 strutture laziali. In particolare: 29 ospedali, 18 distretti, 34 poliambulatori, 18 centri per la salute mentale e 12 Sert per un totale di 20 aziende di riferimento tra Asl, aziende ospedaliere e Ircss."Dai nostri dati - spiega Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva - emerge come la vera emergenza regionale sia proprio l'assistenza domiciliare". Un servizio garantito solo in alcuni giorni, nei festivi e nei prefestivi, infatti, l'unica soluzione resta sempre l'ospedale. "Anche in occasioni di banali emergenze come la necessità di applicare un catetere vescicale - sintetizza Scaramuzza - si hanno due sole possibilità: o si ricorre all'ospedale o si pagano onerose prestazioni". I cittadini lamentano anche di non ricevere spesso adeguate informazioni per poter usufruire al meglio dei servizi a loro disposizione, anche se un altro problema gravoso resta quello delle cure primarie. "Bisogna potenziare il territorio - tuona Cittadinanzattiva - questo aspetto è il vero anello debole del sistema. Chiediamo quindi alla Regione un'assistenza domiciliare attiva 7 giorni su 7". L'assistenza ospedaliera resta dunque un punto di forza di tutto il Sistema sanitario regionale (Ssr). Eppure ci sono ospedali di serie A e ospedali di serie B. Quelli che dipendono dalle Asl, ad esempio, hanno registrato performance peggiori rispetto ai loro colleghi dipendenti da aziende ospedaliere o Ircss. Sottili differenze esistono anche tra due reparti della stessa struttura. I punteggi inferiori comunque riguardano l'informazione e la comunicazione, il comfort e la personalizzazione delle cure."E' necessario sviluppare modalità di accoglienza e di assistenza ai degenti attente alle differenze culturali e agli aspetti socio relazionali che - prosegue il rappresentante di Cittadinanzattiva - fanno parte della presa in carico della persona che ha bisogno di cure in una cultura dell'umanizzazione delle cure e dell'assistenza". E' quindi necessario, prosegue l'associazione, "guarire la sindrome dell'abbandono che colpisce il cittadino quando dall'ospedale passa al territorio. Bisogna fare in modo che i cittadini la smettano di cavarsela da soli".

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SOCIETA'
7 luglio 2010
I cittadini valutano la psichiatria: ko da nord a sud
È quanto risulta dal “Rapporto Audit civico nella salute mentale: i cittadini valutano i servizi” presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva, Tribunale per i diritti del malato.

Il Tribunale del malato ha concluso un'indagine a campione su un centinaio di servizi di psichiatria su tutto il territorio italiano. In ogni azienda sanitaria coinvolta sono emerse una o più violazioni. Locali troppo spesso fatiscenti, urgenze poco coordinate e scarsa integrazione socio-sanitaria, denunciati anche casi limite di violazioni dei diritti umani. Servizi psichiatrici tra luci e ombre ma, questa la costante, strutturalmente poco accoglienti per i locali fatiscenti e poco curati. Aspetti critici restano la sicurezza dei pazienti, la scarsa accessibilità, orari dei servizi e reperibilità in emergenze-urgenze, l'informazione, il rapporto con le famiglie e l'integrazione con gli altri attori della sanità. Solo il 40% dei centri di salute mentale ha le linee guida per pazienti a rischio suicidio.

«Bisogna sanzionare chi viola palesemente i diritti umani con trattamenti sanitari obbligatori anche nei casi in cui non sono necessari; situazioni in cui si legano le persone, si tengono le porte chiuse a chiave, si fa un uso massiccio di psicofarmaci come unica risposta - denuncia Francesca Moccia, coordinatore nazionale del Tribunale del malato -sviluppare le reti del mutuo-aiuto e delle esperienze che a queste si ispirano; rafforzare i servizi nella dimensione territoriale per ridurre i ricoveri ospedalieri».

Fonte:
Salute di Repubblica, pag. 34
POLITICA
28 giugno 2010
I tagli alla spesa? Costano vite umane.
Secondo uno studio riduzioni radicali alla spesa socio-sanitaria in tempo di crisi aumentano la mortalità tra i cittadini

I sistemi sanitari dell'Europa lamentano budget in crisi, annunciano "sforbiciate" selvagge alla spesa sanitaria. Uno studio pubblicato online sul British Medical Journal da un team di ricercatori britannici ha valutato i dati sanitari relativi a 15 Paesi europei - Italia inclusa - tra il 1980 e il 2005. Secondo il team diretto da David Stuckler dell'Università di Oxford (GB), i tagli alla spesa sanitaria adottati in tempo di crisi da numerosi Paesi europei per ridurre i deficit, si traducono - scrivono gli scienziati - "in un parallelo aumento del rischio di morte per cause legate a malattie collegate a questioni sociali, come cardiopatie e patologie da abuso di alcolici. Dunque, nonostante i Governi possono pensare di proteggere la salute salvaguardando i budget sanitari, la spesa in questo campo è importante per il benessere e la stessa sopravvivenza della popolazione". Sono stati analizzati i dati sulla spesa sociale (investimenti per asili nido, assistenza disabili e anziani, pensioni e maternità) e sanitaria (ricoveri, farmaci, interventi chirurgici) dal 1980 al 2005 in 15 Paesi europei, registrando le relazioni tra salute e spesa. Quello che hanno concluso i ricercatori è stato che quando l'esborso è elevato, i tassi di mortalità calano, e viceversa. Sulla base di alcuni modelli matematici i ricercatori stimano che per ogni riduzione di 70 sterline (circa 85 euro) a persona nella spesa socio-sanitaria, aumenti del 2,8% la mortalità legata all'alcol e dell'1,2% quella da malattie cardiovascolari. Se queste proiezioni si dovessero rivelare esatte, vorrebbe dire che anche tagli modesti possono avere un impatto significativo sulla salute. Sembra invece che ridurre le spese in altri settori, come quello militare, non abbia un impatto così negativo sulla salute, oltre che rappresentare una buona fonte per diminuire le tasse o aumentare gli investimenti in salute pubblica o istruzione. «L'analisi rivela che la gente comune può arrivare a pagare il prezzo finale dei tagli di budget - concludono gli autori - che potenzialmente possono costare loro la vita». Non crediamo che i politici italiani ed europei daranno peso a questo studio, ma siamo certi che il peso dei tagli e i sacrifici sulle spalle della popolazione avranno un peso ben più alto di qualsiasi ipotetico guadagno.

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radio
19 ottobre 2007
Venerdì 19 ottobre: la politica è un Doppio Sogno
Oggi sono stato ospite della trasmissione di Cityradio "Doppio Sogno". Con me, a parlare di politica e giovani, Gabriele De Giorgi, un giovane del neonato Partito Democratico.
Potete scaricarvi il podcast della trasmissione a questo link


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SCIENZA
7 marzo 2007
Dal Galileo alla Binetti
Un breve pezzo di Filippo Facci da Il Giornale del 6 marzo 2007, con il quale concordo in pieno. Mi riprometto di parlare a breve (ho degli esami da fare adesso) di questa diatriba pseudoscientifica tra sostenitori della "patologia omosessuale" e sostenitori dell'inclinazione sessuale.

Le questioni biogenetiche sono certo le questioni del futuro, ma ciò non significa che si debbano rimettere in discussione anche i fondamentali della civiltà moderna. Con la scusa delle libere opinioni, di questo passo, vedremo dibattiti in par condicio anche con chi sostiene che il Sole giri attorno alla Terra, mentre altri ribadiranno che le donne hanno il cervello più piccolo e che i bambini schizofrenici dovremmo riportarli dall'esorcista. Ha fatto bene Paolo Guzzanti, ieri, a rimettere qualche puntino sulle i: gli omosessuali esistono come esistono i mancini, è una questione cromosomica, esistono anche tra gli animali, è un fattore naturale e non psicologico: punto, ripunto e strapunto. È acclarato, almeno su questo non c'è nessuna discussione da fare, nulla da dimostrare. Chi sostenga (parlamentare, poi) che gli omosessuali siano affetti da psicopatologie, o non ha studiato o è in malafede, e non si vengano a citare libri di pseudoscienziati alla Joseph Nicolosi o paccottiglia del genere. Chi vuole esser contrario ai Dico faccia pure, ci mancherebbe, ma per tutto il resto non ci riprovi, perché cozzerebbe contro intransigenze che non indeboliscono l'Occidente: sono l'Occidente.



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radio
6 febbraio 2007
Generazione L vola! Grazie Radicali per averci scaricato!
Poche settimane fa ci hanno escluso dal palinsesto di Radio Radicale: Generazione L non era utile al partito, non aveva portato niente a Torre Argentina. Adesso la nostra trasmissione va in onda solo su internet... E' stata una ventata di ossigeno, il sito continua a crescere, 20.373 visitatori nella scorsa settimana. E pensare che a settembre, quando eravamo utili al partito facevamo 10.500.
Beh, che dire, abbandonare i Radicali ha fatto bene a me, ma anche a Generazione L. "Non sei più attuale" è un'espressione tipica di Marco Pannella. Forse il vate comincia a perdere colpi. E credo che lo pensi uno scaricato molto più illustre di me, Daniele Capezzone. Sono sicuro che anche lui avrà grande fortuna.



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politica interna
17 ottobre 2006
Finalmente la stampa "indipendente" si accorge dell'effimero Veltroni, sindaco di Veltronia
Benvenuti a Veltronia Rinascimento de’ noantri


• da La Stampa.it del 16 ottobre 2006


di Giancarlo Dotto

Sean Connery e Vincenzo Mollica, Nicole Kidman e Serena Dandini, Woody Allen e Francesco Totti. Hollywood e la Garbatella. Nel mondo perfetto di Veltronia gli opposti si incontrano, si baciano e si affacciano spesso dallo stesso balcone. E’ sempre festa a Veltronia, la città del tempo sospeso dove gli umani non sono vivi, né morti e nemmeno zombie. Sono icone o cacciatori di icone. Dispensatori o questuanti di autografi planetari. Pellegrini, turisti, cineasti, tifosi, non importa, purché masse in fuga dall’angoscia.

Ogni scusa è buona, questa volta è la settima arte, la prossima sarà la terza età o la quarta dimensione. L'icona assoluta è lui, Walter, il più amato ma anche il più angosciato degli italiani, inventore non a caso dello slogan «Nessuno resti solo». Un principe rinascimentale più che un sindaco. La sua corte è fatta di scrittori, musici e registi. Anime belle. I suoi assessori si chiamano Borgna e non Borgia. Gli intellettuali hanno profili delicati, soavi sentimenti e sorridono malinconici. Goffredo Bettini prima o poi scriverà il suo inno, Sandro Veronesi lo ha scritto già da un pezzo.

Il glamour di Veltronia è ormai leggenda. I suoi eventi sono già eventi solo per il fatto di essere annunciati. Reinventi il cinema o le notti, il successo è garantito. Il sindaco veglia, dosa, distribuisce, un asso a shakerare. Ingaggia James Bond e lo presta a pranzo a Berlusconi, si fa intervistare lo stesso giorno da Giuliano Ferrara e dal New York Times. Lo accusano di essere un patologico regressivo e un festaiolo impenitente? Ecco, in risposta, il ritratto ammirato di un docente della John Cabot University.

Nell'utopia realizzata di Veltronia sono allegri tutti, persino i tassisti, incazzati per definizione e per vocazione. C'è il sole quando serve, le notti sono bianche e le citazioni puntuali. Quando Walter cita il suo collega Galeano parte una ola, i suoi si danno il cinque. Non sgarra una citazione il Major. Non ti delude mai. Tutti in fila nel mucchio, compresa Barbara Palombelli, Rutelli in frac ma, peccato, senza cilindro, a ritirare il pass o l'invito. E se non sei uno dei cinquemila accreditati o diecimila invitati, è arrivato il momento di fare i conti con la tua vita, qualcosa non è andato per il verso giusto. Tutti in fila a sgomitare per un pezzo d'apertura anche i critici, che escono da anni di depressione. Prima avevano solo una mostra e ora ne hanno due, due mostre, la mostra Venezia contro la mostra Veltronia, Massimo contro Walter. Nel mondo perfetto di Veltronia le gaffe sono irrilevanti, gli incidenti insignificanti. Sfumano in lontananza le proteste dei senzatetto («Lotta dura casa sicura») e dei senzainvito. La rabbia di Sofia Loren (ma non è stata invitata nemmeno Silvana Pampanini). Nanni Moretti? Veltronia non si addice ai suoi cattivi umori. E Cacciari? Va a sfogarsi con un paio di ulcere e il mal di fegato a Markette. Lancia anatemi, interrato nella sua barba e nel suo rancore. E Walter che fa? Smania, si agita, risponde per le rime? No, stravince. «Sono troppo amico di Massimo e di Venezia, per replicare». Il suo modello, casomai, è la Las Vegas del suo altro grande amico Oscar B. Goodman. Siamo tutti amici di Walter o prossimi a diventarlo. L'ossessivo che è in lui deve tutto sanare e controllare. Leggendari i suoi sudori freddi. Anche le coliche hanno le ore contate a Veltronia.

Quando esagera con la festa e con la colica, va a espiare in Afriche lontane o vicine. Leonardo Di Caprio a Tor Bella Monaca è il suo capolavoro, la sintesi del suo mondo perfetto. Dove tutto si concilia. Dove il presente è bello, ma il futuro di più, è meraviglioso, e i giovani sperano, non si sa cosa, però scortati dalla voce di Fellini che evoca la Magnani. Nessuno resta solo a Veltronia. Guai a restare solo. I vecchi hanno l'assistenza telematica, i parchi saranno wireless e le navette passano ogni tre minuti. I muri non saranno più imbrattati e spariranno dalle strade anche le cacche dei cani. Anzi, i cani smetteranno di fare la cacca. Si capisce così perché il Paese si divida oggi tra quelli che vivono a Veltronia e quelli che aspirano a viverci. Inscatolati nel loro metallo, nella morsa del traffico, soffocati dai fumi della polluzione, i romani sospirano, pestano le cacche dei cani, qualche volta bestemmiano e mai parcheggiano. E invidiano molto gli abitanti di Veltronia.



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politica interna
3 ottobre 2006
Monteverde Nuovo: che fine ha fatto il mercato?
Da RomaOne.it

Roma, 2 ottobre 2006 - Far tornare alla vita il mercato rionale di Largo Sant' Eufrasia Pellettier, a Monteverde Nuovo, nel XVI Muncipio. La richiesta arriva del Comitato cittadino "Colli Portuensi" che ha presentato una petizione chiedendo al Consiglio Comunale di intervenire contro lo stato di abbandono in cui da troppo tempo si trova la piazza.

Questa la vicenda. Nel 2005 nel quartiere sono iniziati i lavori per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo, così il mercato è stato provvisoriamente trasferito tra via Arcangelo Ilvento e via Virginia Agnelli. Il cantiere è terminato più di un anno fa, ma i box sono rimasti ancora nella collocazione "d'emergenza".
Il risultato? Largo Sant' Eufrasia è oggi una distesa di cemento fredda e abbandonata che aspetta ancora di essere restituita alla vita sociale e commerciale.

"I delegato del Sindaco, Fabrizio Panecaldo, ci aveva promesso che i lavori sarebbero ripresi in tempi rapidi - ha detto Marco Paolemili, presidente e portavoce del Comitato - Ma non è stato così".
E poi ha aggiunto: "Ci siamo rivolti all'opposizione in Consiglio Comunale grazie alla quale presenteremo un'interrogazione al Sindaco, al Delegato e alla Giunta. Non intendiamo aspettare ancora, vogliamo che la piazza e il mercato siano al più presto restituiti alla città"




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SOCIETA'
3 settembre 2006
Adultera torturata in Cecenia
Il New York Times ha diffuso in esclusiva qualche giorno fa un video che mostra una ragazza incinta, Malika Soltayeva, 23 anni, sospettata di aver tradito il marito con un soldato russo cristiano, mentre viene umiliata e torturata dalla polizia cecena. I poliziotti le rasano i capelli e le sopracciglia, che tingono entrambi di verde, sulla fronte ha una croce verde simbolo di vergogna per una donna nella cultura musulmana, la insultano e le ordinano di spogliarsi. L'umiliazione e la violenza continuano poi per strada. I poliziotti le ordinano di danzare, la colpiscono ripetutamente con calci sulla schiena. Il video continua con altri casi di altre presunte adultere ma con lo stesso brutale sadismo dei poliziotti.

Poco meno di duemila anni fa vi era un uomo che disse: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra", stavano lapidando un'adultera. Ancora oggi quelle parole non sono ascoltate.




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radio
24 giugno 2006
Il mio Sì su Radio Radicale
La trasmissione di venerdì di Generazione L non poteva non occuparsi di referendum. Ascoltatela, ascoltate le mie ragioni e anche quelle di Luca e Enrico




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politica interna
22 giugno 2006
Roma: FI si divide in "dirigenti e secessionisti"

A guidare i "ribelli" ci sarebbe De Lillo. Solidale con lui Paolemili: "Personaggi locali di Forza Italia non rispettano le volontà popolari e fanno calare nomine e responsabili dall'alto"

Rosa Melucci, da RomaOne

Roma, 21 giugno 2006 - "Fedeli a Forza Italia, la restituiremo agli elettori". Marco Paolemili, primo dei non eletti azzurri al XVI Municipio, fa chiarezza sulla cosiddetta questione degli "scissionisti" del movimento azzurro, gli stessi che si riuniranno domani sera alle 21, all'Hotel Ergife.

Già nelle ultime ore, si sono formati in dieci delle diciannove ex circoscrizioni di Roma, i gruppi del ''Partito della Libertà con Silvio Berlusconi'', come annunciato dal primo degli eletti di Forza Italia nel Municipio XVIII Alessandro Tannini, in seguito alla frattura emersa nel partito all'indomani delle "spartizioni" post-elettorali.
Frizioni che hanno portato il consigliere comunale Fabio De Lillo a lasciare il gruppo di FI per passare a quello misto. "I quattro consiglieri: Michele Baldi, Marco Pomarici, Antonio Augemma e Pasquale De Luca", ha dichiarato De Lillo a La Repubblica, avrebbero imposto all'assemblea degli azzurri "uno schema già pronto: il primo capogruppo, il secondo alla commissione Lavori pubblici, il terzo segretario del consiglio comunale e il quarto alla commissione Urbanistica". Una presa di posizione che ha generato non poche tensioni all'interno di FI, come ci racconta Paolemili: "La base del movimento si è ribellata a questo modo di agire di alcuni personaggi locali - spiega - che cercano di ostacolare l'affermazione di nuovi nomi nel partito".

Paolemili racconta poi che, in realtà, le tensioni all'interno di Forza Italia sarebbero sorte già prima delle scorse elezioni politiche. "I vertici del movimento azzurro ci hanno imposto di non far uscire i nostri nomi prima della conclusione delle politiche - ci racconta - anche se in realtà le liste dei candidati alle locali, circoscrizioni incluse, erano già state tracciate da tempo". Paolemili solidarizza quindi con De Lillo e chiarisce: "Certa stampa ci ha chiamati scissionisti, una definizione nella quale non ci ritroviamo: gli unici ad essere rimasti fedeli a Forza Italia - continua - siamo proprio noi".

Paolemili esprime quindi il malcontento per l'elezione a capogruppo di Forza Italia in Campidoglio
di Michele Baldi, ex An passato al partito di Berlusconi, e insiste sul "caso Fabio De Lillo, uno dei pochi, insieme a suo fratello Stefano, ad aver portato un accrescimento della presenza di FI sul territorio" (XVIII Municipio). Per il primo dei non eletti azzurri al XVI Municipio "Forza Italia continua a non rispettare le volontà popolari, a far calare nomine e responsabili dall'alto, senza l'approvazione della base, con la conseguenza che è stata evidente agli occhi di tutti: - sottolinea deciso - un partito che a Roma si è dimezzato".

La spaccatura che divide gli azzurri romani sembrerebbe insanabile: arroccati da una parte ci sarebbero Chicchitto, Antoniozzi, Tajani, Pomarici, Baldi e Aurigemma; dall'altra parte Armeni, Barelli e Sodano. A dirla tutta, non è sempre neanche chiarissimo chi stia con chi e in quale direzioni stia andando il partito che, di sicuro, non sta reagendo bene alla batosta elettorale registrata alle ultime amministrative.




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finanza
10 giugno 2006
La Robin Hood Tax
Continuiamo a parlare di economia, in modo molto soft perchè non sono un economista.
Vi consiglio la lettura di questo breve articolo di Massimo Gramellini.
Ridurre le imposte ai poveri ed aumentarle ai ricchi è sacrosanto. Ma chi sono i ricchi? Prodi con il suo "parecchi milioni" e Bertinotti col suo giustizialismo egualitario vorrebbero forse mettere sullo stesso piano una famiglia che si è comprata con i risparmi sudati una seconda casa e il riccone con lo yacht ormeggiato chissà dove? (Avrei detto in Costa Smeralda, ma pare che quel genio del Presidente della Regione Sardegna, ne abbia fatti scappare parecchi).
Tassiamo i veri beni di lusso, ma non le imprese dei loro proprietari che danno lavoro a noi poveracci che il fisco, per qualcuno, vorrebbe paragonarci ai nostri "padroni".



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politica interna
8 giugno 2006
Violante è più scandaloso di D'Elia
Galileo, che difende come me la scelta di Sergio D'Elia, ci segnala la lettera di Pietro Milio, che esprime solidarietà al deputato della Rosa nel Pugno. Io vi voglio segnalare però delle parole forti, apparse sulle pagine de Il Giornale. Sono quelle di Stefania Craxi, che ricorda che tanti altri carnefici siedono sui banchi del Parlamento. Luciano Violante è il capo di questi Torquemada, che hanno fatto uso politico della giustizia, utilizzando la custodia cautelare e l'avviso di garanzia, per esempio, come armi di tortura. Carnefici, sì, perchè come ci ricorda Stefania Craxi tanti suicidi in cella e tra le mura di casa si sono consumati a causa di una persecuzione giudiziaria che aveva come unico scopo quello di spazzare via una classe dirigente scomoda, annientare partiti avversari e preparare il terreno al PDS e al suo nuovo corso. Pagarono solo in pochi, colpevoli più che per aver preso tangenti, per esser stati avversari politici. Oltre ai suicidi in quegli anni l'incidenza di tumori negli indagati aumentò drasticamente e  molti di essi morirono a causa delle malattie. Anche i miei colleghi psichiatri si occuparono di questo fenomeno: la depressione, gli eventi di vita stressanti, causano un diminuzione delle difese immunitarie che finiscono così per favorire l'insorgenza di tumori.
Tra quei morti ci furono dei colpevoli, che avrebbero meritato un giudizio più umano però (come sostiene anche Nessuno tocchi Caino, l'associazione di Sergio D'Elia, per l'appunto), ma ci furono anche molti innocenti, che ebbero la vita spezzata solo perchè facenti parte del Partito Socialista o della Democrazia Cristiana o semplicemente perchè individui scomodi.
Quegli esecutori siedono accanto a Sergio D'Elia, sono Violante, D'Ambrosio, Giordano, Di Pietro. La differenza tra loro e D'Elia è una sola: quest'ultimo ha pagato per i suoi crimini e ha dedicato il resto della sua vita alla difesa dei suoi ex compagni di cella, gli altri signori invece continuano ad usare la giustizia e non hanno ancora pagato per i loro crimini.
  



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politica interna
24 maggio 2006
Paolemili: “Noi siamo i sì-global”
Intervista di Domenico Naso, su Ideazione.com



Marco Paolemili è romano, ha 25 anni, e si candida al XVI Municipio della capitale nelle liste di Forza Italia. Blogger attento ai nuovi mezzi di comunicazione, Paolemili è espressione dell’area liberale del partito di Silvio Berlusconi. La sua avventura elettorale si svolge interamente a Monteverde, storica e graziosa zona di Roma. Un’avventura iniziata dal suo blog e che è continuata per le vie del quartiere, tra la gente, a discutere dei problemi quotidiani.
E’ questa l’impronta che Paolemili ha voluto dare alla sua campagna elettorale: un dialogo continuo e instancabile con gli elettori, vissuto giorno dopo giorno. Marco parla di fermate degli autobus, di piazze da riqualificare, di mercati rionali e marciapiedi da mettere a posto. Niente sofismi, dunque, quasi a voler dimostrare che anche un giovane liberale può e deve farsi carico di problemi reali, risolvendoli dal basso.

In un quadro non certo incoraggiante per l'iniziativa politica dei giovani che senso ha per te una candidatura alle elezioni? Con che spirito e con quali obiettivi un giovane come te si affaccia alla politica?

Credo che, anche se sta diventando sempre più difficile, sia ancora possibile cambiare il corso degli eventi. La politica è fatta di persone, fortunatamente. Non sono un giovanilista, non amo le associazioni giovanili e non sono innamorato della cosiddetta "questione generazionale". I giovani devono fare esperienza da subito sul campo, cominciare a fare la gavetta partendo dal gradino più basso, il Municipio, che però costituisce una buona palestra per imparare a capire cosa sia il consenso dei cittadini, l'importanza della rappresentatività e della competenza in politica. So benissimo che pochi ce la faranno, molti non arriveranno mai a sedere sui banchi del Parlamento, ancora meno saranno ministri. Io spero di essere tra quelli, spero che con tanto lavoro (e anche con un po' di fortuna) possa un giorno diventare importante per la politica del mio paese.

Cosa si può fare, all'interno della Casa delle Libertà, per dare maggior spazio alle nuove generazioni? Un ringiovanimento della classe politica quali conseguenze potrebbe causare?

E' una battaglia dura. Bisogna partire da una premessa, però. La Casa delle Libertà è una coalizione e, anche se dovesse diventare un partito unico, presenta al suo interno movimenti e idee diverse. La destra non è tutta uguale e personalmente io ritengo di far parte della componente liberale, quella che, ahimè, soffre di più. Dobbiamo trovare un'identità, dobbiamo chiederci chi siamo e trovare una risposta. Noi siamo i "sì global", dobbiamo avere una cultura liberale che si fonda sulle idee di Hayek, Smith, Mill, Einaudi, Friedman, per citarne solo alcuni. Moderati non è una parola che ci si addice, perché dietro questo termine sterile si cela purtroppo la mancanza di iniziativa, coraggio e a volte inventiva dei ragazzi liberali come me. Dobbiamo con forza caratterizzarci, rompere col passato e proporre ai nostri coetanei un modello diverso dall'imperante conformismo che ci vuole tutti fascisti o comunisti e perciò ciechi alle reali esigenze e agli attuali problemi dell'Italia e del mondo. Solo così sarà possibile ringiovanire davvero, e non solo anagraficamente (che non rappresenterebbe una rivoluzione), la classe politica. Se dobbiamo essere uguali ai nostri padri, tanto vale lasciar loro al potere.

Le amministrazioni locali possono essere una buona palestra per formare una nuova classe dirigente? In che modo possono contribuire alla nascita di un nuovo modo di fare politica?

Come accennavo prima, la gavetta è sempre necessaria, anche se molti giovani sembrano far finta di non capirlo e si scagliano contro la flessibilità del lavoro e il precariato. Anche in politica si deve crescere col tempo: un buon politico deve partire dalle strade, dalle piazze, deve studiare, come mi ha detto una persona che ho incontrato, all'"Università del marciapiede". Solo se avrà conosciuto i primi anelli della catena che lega i cittadini alle istituzioni, saprà quanto sia importante e strategico che questi anelli non siano deboli e non si spezzino. Pare che molti in Forza Italia non l'abbiano capito, infatti i grandi risultati si sono ottenuti quando è stato il leader Berlusconi a scendere in campo in prima persona, mentre il radicamento nel territorio vacillava. La nostra nuova politica deve cominciare da qui, presentando un modello alternativo liberale di partecipazione, ma essendo realtà nelle città e nei paesi. In questo lavoro ci può aiutare il Web e soprattutto il blog. Ho scelto apposta di aprire il mio blog alla campagna elettorale, per stabilire un dialogo costante con gli elettori e presentarsi a 360° gradi di frontre a loro. E' molto più virtuale essere un volto su un manifesto, un fotogramma alla televisione, un nome su un giornale che essere un blogger nella rete.

Cosa possono fare concretamente le circoscrizioni per rendere più efficiente l'azione amministrativa?

Molto dipende dai Comuni e dal decentramento amministrativo. A Roma abbiamo 19 Municipi che potrebbero egregiamente risolvere molte delle istanze dei cittadini, ma il loro ruolo è troppo misero, concepito più come avamposto dei partiti, come fabbrica di consensi, che come struttura amministrativa dotata di potere decisionale. Bisogna dotare i Municipi e le Circoscrizioni di autonomia finanziaria, con la possibilità che le tasse e le imposte locali (come quelle per i passi carrabili, le occupazioni di suolo pubblico, le spese per le richieste di documenti) possano essere a disposizione di queste realtà. E' necessaria anche una legge obiettivo per queste municipalità, con la possibilità per le giunte di segnalare ai Comuni quali sono le "grandi opere" da realizzare nei quartieri con maggiore urgenza. Tutto ciò comporterebbe una migliore efficienza di queste istituzioni, un miglior rapporto con i cittadini, che si sentirebbero più rappresentati e più determinanti per il proprio presente e futuro e quindi più partecipi alla vita politica del paese. Questo significa amministrare bene una città, ecco perché credo che scegliere candidati politici di alto livello istituzionale, troppo lontani dalle strade, non sia una scelta felice, perché non va nella direzione che auspico per migliorare la situazione di Roma. Facciamo in modo che il cambiamento arrivi dal basso, non cambieremo molto modificando le leggi elettorali o proponendo qualche emendamento alle leggi finanziarie. Dobbiamo cambiare la mentalità e il senso stesso della politica italiana.

24 maggio 2006



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politica interna
9 maggio 2006
Largo Sant'Eufrasia Pelletier: una piazza dimenticata
Largo Sant'Eufrasia Pelletier, dopo tre anni di lavori, aspetta ancora il ritorno del mercato rionale. Dopo aver costruito e venduto i box la ditta ha abbandonato il cantiere, non terminando il progetto approvato e finanziato dal XVI Municipio e dal Comune di Roma. Così una piazza importante non può tornare a vivere, con notevole disagio per i cittadini e con gravi perdite per i negozianti della piazza. Le tante promesse di Bellini, come sempre, si sono rivelate bugie. Anche gli abitanti della zona, che hanno aspettato speranzosi, se ne sono accorti. Non possiamo tollerare che questo scempio prosegua, l'amministrazione si adoperi a far ripartire i lavori immediatamente e a rispettare i propri impegni presi, non lo dimentichino mai, con tutta la cittadinanza. 



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politica interna
6 maggio 2006
XVI Municipio, Marco Paolemili Forza Italia: subito lo sgombero del Campo nomadi di Via di Villa Troili
Comunicato stampa:
 
Walter Veltroni si è recato quest'oggi, 6 maggio, proprio vicino al campo nomadi di Via di Villa Troili per tagliare l'ennesimo nastro, evitando saggiamente però di passare vicino all'accampamento Rom, vera piaga per i cittadini di Bravetta e Pisana. Dopo lo sgombero del campo nel XV Municipio, chiediamo anche noi, ha dichiarato Marco Paolemili candidato di Forza Italia per il XVI Municipio, che anche questa situazione d'illegalità e disagio venga finalmente sanata. Non è possibile che cittadini della nostra città, che pagano le stesse tasse e hanno gli stessi diritti del resto dei Romani, debbano subire ogni giorno furti e rapine e debbano vivere con persone che si rifiutano di rispettare le norme sociali e igieniche che regolano la nostra società. Questi sono i problemi, continua Paolemili, che Veltroni e Bellini nel Municipio, fanno finta di non vedere, condannando, dopo essersi fatti i loro conti elettorali, molti dei nostri concittadini al degrado e all'abbandono. Il campo di Villa Troili deve essere sgomberato e subito, conclude il candidato di Forza Italia, non vogliamo aspettare altro tempo ed essere oggetto della solita demagogia dell'amministrazione di sinistra.   



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SOCIETA'
26 aprile 2006
Nasce RazBlog
Vi invito, da oggi, a visitare RazBlog, il nuovo progetto destinato a cambiare il destino del web e dei media vecchi e nuovi. Sul sito, parte di un disegno più grande ancora in via di sviluppo, troverete tutte le informazioni sui principi, gli obiettivi e su come partecipare da subito a RazBlog. Scoprirete come noi blogger saremo ancora una volta i protagonisti assoluti di questo progetto che, tra l'altro, mi vede insiema ad Galileo e Sannita, impegnato nella redazione della politica interna.
Ancora non siete andati a vedere?




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