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Blog personale e risorse per pazienti del Dott. Marco Paolemili
3 gennaio 2016
La Risonanza Magnetica cerebrale potrebbe individuare i pazienti a rischio di disturbo depressivo maggiore
Secondo uno studio pubblicato su JAMA Psychiatry, la risonanza magnetica funzionale (fMRI) potrebbe essere usata per predire quali pazienti con disturbo depressivo maggiore in remissione abbiano maggiori probabilità di avere ulteriori episodi di depressione.
5 aprile 2014
Gli incubi infantili sono legati a un aumento del rischio di tratti psicotici
I bambini che soffrono di frequenti incubi notturni possono essere ad aumentato rischio di avere esperienze psicotiche in adolescenza. Lo evidenzia uno studio inglese pubblicato sulla rivista Sleep

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11 settembre 2011
In Italia 374 bambini suicidi in 27 anni, la prevenzione è assente

Centinaia di bambini italiani, negli ultimi 27 anni, hanno deciso di smettere di vivere. "Abbiamo esaminato i dati dal 1980 al 2007, scoprendo che 374 piccoli dai 10 ai 14 anni si sono suicidati nel nostro Paese. Un fenomeno tragico, che non accenna a diminuire. E che ci deve spingere a riflettere. E soprattutto a fare, finalmente, prevenzione". Lo dice all'Adnkronos Salute Maurizio Pompili, responsabile del Servizio per la prevenzione del suicidio dell'ospedale S.Andrea, in occasione dell'incontro in programma oggi e domani nella struttura romana, alla vigilia della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, che si celebra ogni anno il 10 settembre. Ogni anno, prosegue l'esperto, in Italia si contano circa 4 mila suicidi, come se ogni 12 mesi scomparisse un piccolo Paese. "Un fenomeno particolarmente allarmante proprio tra i giovani e i giovanissimi, dal momento che nella fascia di età 15-24 anni rappresenta la seconda causa di morte". Il comportamento suicidario è un fenomeno complesso e solitamente una sola causa non è sufficiente a spiegarlo. "I dati appena raccolti sui bambini testimoniano che a togliersi la vita sono più spesso i maschi, con un rapporto di tre a uno rispetto alle femmine - prosegue l'esperto - Fra le cause molto spesso ci sono problemi familiari e depressione giovanile, un altro fenomeno trascurato". "Il suicidio - conclude l'esperto - è un evento tragico e drammatico, che però può essere prevenuto. Per questo emerge con forza la necessità di interventi mirati in centri sportivi, scuole e centri sociali". Interventi che potrebbero salvare centinaia di giovani vite.

Da Adnkronos Salute

SOCIETA'
21 febbraio 2011
End Polio Now: la testimonianza del Distretto Rotary 2080

Carissimi Amici,

rotariani e non, al rientro dall’INDIA, dove una squadra distrettuale si è recata per la campagna NID (National Immunization Day) per l’eradicazione della Polio, vi dobbiamo le nostre impressioni su questa esperienza di “servizio” che ci ha veramente toccato, premettendo, però, che sotto il profilo operativo il nostro apporto è stato contenuto anche se pesante per impegno.

Abbiamo affiancato i volontari di New Deli, organizzati dai Rotary Club locali, che con spirito di abnegazione e grossi sacrifici, hanno sposato la causa, sobbarcandosi, un duro lavoro, credetemi, massacrante, ma la nostra presenza come di quelli che si vi si recano per analogo “servizio” è importantissima per 3 principali motivi:

  • Incoraggia, sprona, e dà una forte carica di entusiasmo ai volontari locali in un lavoro, come detto, incredibilmente duro, casa per casa, se non quando in punti di raccolta in zone di estremo degrado; Il lavoro viene svolto con gravi rischi igienici e di sicurezza ed è per questo che non dobbiamo lasciare soli questi volontari facendogli sentire che tutto il Rotary International a livello mondiale è loro vicino.

  • Inoltre la presenza di tanti rotariani da tutto il mondo, focalizza l’attenzione, quindi l’impegno, del Governo Indiano che, messo sotto la lente di ingrandimento, è obbligato a chiudere questa campagna e ad eradicare la Polio in India. Tutto il mondo guarda come operano le autorità sanitarie locali con i volontari ed è anche per questo che il Governo indiano avverte questa responsabilità.

  • Infine i volontari rotariani di tutto il mondo - lì abbiamo trovato rotariani tedeschi, olandesi, statunitensi, canadesi, e molti provenienti da Hong Kong e dalla Nuova Zelanda , solo per citarne alcuni – sono i veri testimonial di questa lotta, con un importantissimo compito, quello di trasmettere all’interno e all’esterno dei loro Club che l’impegno è in fase finale e che non bisogna abbassare la guardia per sconfiggere questa terribile malattia e che occorre sostenere la Fondazione Rotary con ulteriori residui finanziamenti, come ha fatto nei giorni scorsi la Fondazione Melinda e Billi Gates, che, oltre alle somme già finanziate a stanziate, ha erogato un ulteriore contributo per l’eradicazione della malattia in Afghanistan e in Pakistan.

Quali sono in sintesi i pensieri di chi ha portato a termine questa servizio?

Li trascrivo di seguito, così come mi sono pervenuti e credo che sia utile pubblicarne le foto perché devono essere ricordati per il loro spirito rotariano che travalica la lotta alla Polio.

Grazie

Roberto Scambelluri


Alberto Cecchini

Nella povertà si riesce a cogliere il senso della vita. Ogni goccia di vaccino non solo ha dato una speranza ad una giovane vita ma ha rafforzato il nostro essere rotariani. Il futuro del Rotary darà necessariamente spessore per un maggiore coinvolgimento attivo dei soci.

Ingegnere

Eradicatore della Polio


Cristina Cecchini

Siamo state piccole gocce che contribuiranno a creare un immenso mare

Biologa

Eradicatore della Polio


Giampaolo Cioccia

Il nostro intervento rappresenta una goccia in un oceano che sicuramente insieme alle altre piccole gocce contribuirà a formare un grande mare. Bastano due gocce di vaccino, meno di 50 centesimi di euro, per fare la differenza tra una vita normale ed un’esistenza ulteriormente aggravata dalla disabilità della Polio.

Ritengo questa sfida rappresenti un obbligo morale per tutti noi.

Medico

Eradicatore della Polio


Francesco Mengucci

Due gocce per dire addio alla Polio, un sorriso per gettare un ponte tra i continenti e creare amicizia

Dottore Commercialista

Eradicatore della Polio


Marco Paolemili

La gioia più grande è stata quella di rendere un pò più facile il futuro di un bambino che ha molto meno di quello che ho avuto io.

Medico

Eradicatore della Polio


Salvatore Posca

Rotary, due braccia per cingere un mondo di amicizia

Farmacista

Eradicatore della Polio


Piergiorgio Poddighe

Forse due gocce di vaccino antipolio non lo salveranno dalla fame e dalla povertà. Il Rotary si deve quindi impegnare per garantire migliori condizioni di vita favorendo l’istruzione

Avvocato

Eradicatore della Polio


Roberto Scambelluri

Rientro in Italia con un gran turbamento, ma il Rotary mi riporterà ancora dove l’infanzia ed i più deboli soffrono per le pessime condizioni di vita e riporteremo ancora, dove servono, gocce di pace, gocce di salute, gocce di istruzione e promozione sociale perché singole gocce insieme sollevano transatlantici.

Questo è il nostro impegno che mettiamo nelle vostre mani , soprattutto dei giovani, per chiudere questo capitolo. END POLIO NOW

Avvocato

Eradicatore della Polio



diari di viaggio
26 gennaio 2011
Porta a porta, passo dopo passo
Dopo i Booth, è stata la volta del door-to-door. Gli addetti alla vaccinazione, incaricati dal Governo indiano, hanno un registro, diviso per aree, dove sono segnate tutte le famiglie con bambini residenti nella zona, che hanno o non hanno ancora fatto vaccinazioni o richiami. Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto: chi non si è presentato ai Booth per farsi vaccinare, viene vaccinato a domicilio. In alcune zone più povere e meno controllabili (dove non ci sono citofoni, cassette della posta o buon vicinato) viene apposto un adesivo sull'uscio (certe case la porta non la hanno) per segnalare l'avvenuta vaccinazione. Solitamente a non vaccinarsi sono gli smemorati, quelli meno attenti alla salute dei propri figli e i bambini più benestanti (termine molto relativo negli slums e relativo un po' ovunque qui a Delhi) che non si sono voluti avventurare tra la folla di persone molto povere, vaccinate spesso per strada o in locali molto fatiscenti.
Si raggiungono così molti altri bambini, qualcuno era a scuola o nessuno si è presentato alla porta (c'è gente che la mattina non è in casa, ma ci sono ancora delle resistenze e qualcuno non apre la porta), i vaccinatori ripasseranno la settimana prossima.
Noi fra qualche giorno andremo via, ma la macchina non si ferma di certo e tanti e tanti altri volontari, medici, infermieri e assistenti continueranno a vaccinare i piccoli Indiani, passo dopo passo, giorno dopo giorno, fino a quando anche l'India sarà un paese Polio free. 

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diari di viaggio
23 gennaio 2011
Stiamo facendo la storia
La vaccinazione è cominciata, centinaia di migliaia di "booth", cioè di postazioni adibiti alla vaccinazione sono stati allestiti in tutta l'India. Si parte la mattina presto, per proseguire fino alle 17. E' domenica e la gente se la prende comoda, non c'è molta gente che arriva nelle prime ore del mattino, anche se molto dipende dalla zona, più o meno popolata (parliamo comunque di densità abitative altissime), già più o meno vaccinata. Eppure verso le 10.30 un Booth di Delhi ha già raggiunto quota 150 vaccinazioni.
I Booth sono allestiti un po' ovunque, spesso negli ambulatori delle equivalenti delle nostre Asl, ma anche per strada, nei consultori, insomma dove la gente possa facilmente individuarli e raggiungerli. Si vaccinano i bambini da 0 a 5 anni, ma arriva anche qualche bambino di 9 o 10 anni, che è ancora rimasto indietro. Date le condizioni di salute di gran parte della popolazione, per essere efficace il vaccino ha bisogno di numerosi richiami, anche 12, rispetto ai 2-3 che venivano fatti fino a pochi anni fa nei paesi occidentali.
Basta due gocce in bocca per essere vaccinati e questa è la chiave del successo. Grandi resistenze c'erano state quando il vaccino era iniettivo, molte mamme non volevano far vaccinare i loro figli, cosa c'era veramente dentro quella siringa? Molti bambini maschi di religione musulmana non erano stati vaccinati: dei leader religiosi locali avevano messo in giro che il vaccino rendesse sterili (fesserie pari a quelle dette dai preti cattolici africani, secondo i quali il virus del HIV può passare attraverso i pori del preservativo). Invece il vaccino orale è innocuo e si può provare: ai signorotti locali o alle mamme diffidenti puoi dimostrarlo ingerendo tu due gocce dalla stessa boccettina che darai a suo figlio. Quindi male non farà, giusto?
Così i casi di Polio stanno andando giù come non sono mai andati prima, il 2010 è stato un successo, ma c' ancora da fare e non basterà il 2011 a fermare la Poliomielite. C'è ancora molto da fare e c'è bisogno dell'aiuto di tutti.
diari di viaggio
22 gennaio 2011
I numeri del National Immunization Day in India (fino ad oggi)

709.000 punti di vaccinazione

2.500.000 vaccinatori

1.170.000 squadre di vaccinazione

155.000 supervisori, con 155.000 veicoli (macchine, motociclette, biciclette, barche, elefanti, cammelli)

225.000.000 dosi di vaccino per la poliomielite, portati in giro per la nazione in 2 milioni di borse porta vaccino

6.300.000 pacchi di ghiaccio per tenere a temperature tutti i 2 milioni di borse

209.000.000 di case visitate

172.000.000 di bambini immunizati

diari di viaggio
22 gennaio 2011
Gli Indù si proteggono
Il tempio di Akshardham non è menzionato dalla gran parte delle guide turistiche probabilmente perchè è stato eretto negli ultimi anni, ma è una meraviglia che bisogna assolutamente visitare per la sua bellezza architettonica e artistica e per la sua immensa carica spirituale.
E' un tempio induista, il più grande e più importante dell'India e credo anche del mondo.
Accanto alla sua grandezza, si nota la sicurezza: imponenti misure per controllare zaini, macchine fotografiche e automobili. All'interno del complesso si può introdurre solo il portafoglio, che viene controllato all'interno, vietato qualsiasi altro tipo di oggetto. La nostra guida minimizza e dice che qui in India non ci sono problemi di sicurezza, è seriamente preso dalla scralità del tempio (è Induista e ci spiega molto della sua religione), mente chiaramente sul rischio attentati. Alla fine ammette: "Beh, almeno qui non ce ne sono ancora stati". Musulmani contro Induisti, caste come i Sikh (la guida non ci porta a visitare il loro tempio, noi abbiamo il sospetto che sia perchè non lo facciano entrare poichè non appartenente ai Sikh), ricchi e molto poveri: qui ci sono tutti i presupposti perchè qualcosa accada. Il 26 gennaio sarà la festa della Repubblica, le misure di sicurezza aumenteranno ancora.

Lasciatemi in ultimo ricordare il Mahatma (grande anima) Ghandi, siamo stati a visitare la sua tomba. Abbiamo reso omaggio al padre della nonviolenza e dell'indipendenza indiana. Chissà cosa penserebbe oggi della sua India, che si è comprata la Jaguar, simbolo della nobiltà Inglese, ma che ancora mostra una povertà vastissima, un gap ricchi-poveri che non sembra essersi affatto ristretto.

diari di viaggio
21 gennaio 2011
L'arrivo a New Delhi

Viaggio scomodo, completamente senza chiudere occhio. Le poltrone della classe economica della Jet Airlines, sembrano essere peggiori anche di quelle dell'Alitalia.

Il nostro albergo, l'hotel Le Meridien è fantastico, ma la prima cosa che si nota sono le telecamere, la sicurezza, i controlli delle auto e il metal detector all'entrata. Questo hotel non è l'India, che è quella che si vede dalle finestre dell'hotel, mettendo il naso un po' fuori. Evidente l'India ricca qualche paura dell'India che resta povera nonostante lo sviluppo economico tra i più alti del mondo, lo ha.

Al momento non riesco a caricare le foto sul sito perchè hanno dimensioni troppo grandi. Dovrò rimpicciolirle, ma da qui non credo di riuscirci. Volevo dare una dimensione della differenza dal "dentro" e "fuori" di cui parlavo prima. Oltre le bellezze dei templi e dei palazzi delle dinastie indiane (quelle che c'erano prima della dominazione inglese e quello che rimane dalla distruzione operata dai sudditi di sua maestà), non si possono non notare le condizioni igieniche in cui vive la popolazione: terreno fertile per malattie come la Poliomielite, che ha una trasmissione orofecale.
La situazione peggiore, per ora l'abbiamo vista a Delhi vecchia, dove la situazione del mercato, dominato dalla grande moschea, ci da' un quadro (e ci preoccupa anche un po') di quello che sarà il nostro lavoro.

Perchè in India c'è ancora lo Poliomielite? Non sono solo le condizioni igieniche naturalmente, quello che ha inciso di più è stato un problema culturale: in alcuni villaggi le madri non permettevano che i loro figli venissero bucati con delle siringhe (ora abbiamo un vaccino orale, ma una volta si usava quello intramuscolare). Credo che comunque il governo indiano non vi abbia messo prima il dovuto impegno.


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SCIENZA
22 luglio 2010
L'uso dell'alcool negli anziani
Chiunque, a qualsiasi età, può avere problemi di alcolismo. "A Zio Giorgio è sempre piaciuta la sua grappa, e la sua famiglia non riesce a vedere che il suo problema col bere peggiora come lui diventa più vecchio. Nonna Beatrice è stata un'astemia per tutta la vita, ha iniziato con un bicchierino ogni sera per aiutarsi a prendere sonno dopo la morte del marito. Ora, nessuno si rende conto che ha bisogno di un paio di bicchieri ogni giorno per far passare le giornate".

Queste sono storie comuni. Il fatto è che le famiglie, amici e operatori sanitari spesso non si preoccupano dell'assunzione di alcol negli anziani. Inoltre, come il corpo gestisce l'alcool può cambiare con l'età: si può bere sempre la stessa quantità di alcol, ma nel frattempo il tuo corpo è cambiato...

L'alcol può agire in modo diverso nelle persone anziane rispetto ai giovani. Alcune persone anziane possono sentirsi "sù" senza aver dovuto aumentare la quantità di alcol. Questo star "sù" rende più alta la probabilità di avere incidenti, comprese le cadute, le fratture e gli incidenti stradali.


Bere troppo alcool nel corso di un lungo periodo può:

Aumentare della frequenza di alcuni tipi di cancro, danni al fegato, disturbi del sistema immunitario e del sistema nervoso.
Peggiorare alcune condizioni di salute, quali l'osteoporosi, il diabete, l'ipertensione e le ulcere.
Provocare alcuni problemi medici, difficili da diagnosticare e trattare. Per esempio, l'alcol provoca cambiamenti nel cuore e nei vasi sanguigni. Questi cambiamenti possono portare un dolore sordo che potrebbe essere un segnale di avvertimento di un attacco cardiaco.
Aumentare difficoltà di memoria, che possono essere scambiate per sintomi di Morbo di Alzheimer.

Alcool e farmaci

Molti farmaci soggetti a prescrizione, quelli da banco, o i rimedi a base di erbe, possono essere pericolosi o addirittura mortali se mescolati con l'alcool e bisogna rendersi conto che gli anziani assumono spesso molti farmaci ogni giorno. Prima di prendere qualsiasi medicinale quindi, rivolgetevi al medico per sapere se è possibile tranquillamente bere alcolici assieme. Ecco alcuni esempi di problemi causati da alcool mescolando con alcuni medicinali:

Se si prende l'aspirina e si beve alcol, il rischio di sanguinamento gastrico o intestinale è aumentato.
Se combinato con l'alcool, i farmaci per l'allergia e il raffreddore (gli antistaminici) possono far sentire molto sonno.
L'alcol utilizzato con alte dosi di paracetamolo, un antidolorifico comune, può causare danni al fegato.
Alcuni farmaci, come sciroppi per la tosse e lassativi, hanno un elevato contenuto di alcool. Se si beve nello stesso tempo, il livello di alcool nel sangue salirà pericolosamente.
L'alcol utilizzato con dei sonniferi, antidolorifici, ansiolitici o antidepressivi può essere mortale.

Quando l'alcool è troppo?

L'Istituto nazionale per l'abuso di alcool e l'alcolismo, parte del National Institutes of Health americano, raccomanda che le persone sane e con più di 65 anni non dovrebbero bere più di 7 bicchieri a settimana e non più di 3 bicchieri in un singolo giorno.

Un bicchiere, o unità alcolica, equivale a:

Una lattina da 33 cl di birra normale
Un normale bicchiere di 5 grammi di vino rosso o bianco
Un bicchierino di superalcolici (spiriti) come gin, vodka o whisky.

Quando bere diventa un problema?

Alcune persone sono state forti bevitori per molti anni. Ma, proprio come con Zio Giorgio, nel corso del tempo la stessa quantità di alcol ha una "funzione" più potente. Altre persone, come la nonna Beatrice, possono sviluppare problemi di alcolismo più tardi nella vita. A volte questo è il risultato di importanti cambiamenti come la morte di amici o di una persona cara, trasferirsi in una nuova casa o il peggioramento della salute. Questi tipi di cambiamenti possono portare solitudine, noia, ansia o depressione. In realtà, la depressione in adulti più anziani spesso è correlata o causata dal bere troppo.

Non tutti quelli che bevono alcolici ogni giorno hanno un problema col bere. E non tutti i bevitori problematici bevono ogni giorno. Potrebbe avere bisogno di aiuto una persona che si nasconde quando beve, assume più di sette bicchieri a settimana, o si fa del male o fa male agli altri quando beve.

Chiedere aiuto

Se si vuole smettere di bere, la prima cosa da fare è chiedere aiuto. Inizia a parlarne con il medico di base: può essere in grado di darti consigli sul trattamento. Anche i servizi sociali locali possono fornire un aiuto. Queste sono alcune cose che potete provare:

Chiedete al vostro medico quale medicina possa essere utile per voi.
Parlate con un consulente esperto che conosce i problemi di alcol nelle persone anziane.
Trovate un gruppo di sostegno per gli anziani con problemi di alcol.
Cominciate un programma di 12-step, come gli AA (Alcolisti Anonimi), che offrono sostegno alle persone che vogliono smettere di bere.
Trovate una persona, un familiare o una terapia di gruppo che possa capirvi e sostenervi.

Ci sono molte cose che potete fare per ridurre o smettere di bere:

Contare quanti grammi di alcol ci sono in ogni bevanda e farvi un rapido conto.
Tenere traccia del numero di bicchieri bevuti ogni giorno.
Decidere quanti giorni alla settimana si desidera bere, pianificando alcuni giorni senza alcol.
Non bere più di una bevanda alcolica in un'ora. Al posto di alcol, bere acqua, succhi, o altre bevande.
Assicurarsi di mangiare quando si beve. L'Alcol entrerà nel vostro sistema più lentamente se si mangia del cibo.
Prendersi il tempo per pianificare il proprio futuro. Ecco alcune cose, come esempio:

Sviluppare interessi che non riguardano l'alcool.
Evitare persone, luoghi e momenti della giornata che possono scatenare la voglia di bere.
Pianificare altre attività da svolgere quando si avrà voglia di bere.
Imparare a dire "no, grazie" quando viene offerta una bevanda alcolica.
Ricordare che rimanere in buona salute significa potersi divertire di più, provare il piacere delle cose della vita, come la nascita di un nipote, un lungo viaggio, una visita inaspettata o una festa.
Nessuno vuol farsi del male o vorrebbe ferire gli altri come conseguenza dell'aver bevuto troppo alcool. Tuttavia, ciò può accadere se si beve più di quanto si dovrebbe. Bisogna essere consapevoli di come il proprio corpo cambia con l'età. Stare attenti a questi cambiamenti, regolando la quantità di alcool può permettere di continuare a bere tranquillamente e continuare a godersi la vita al meglio.

Nei centri di Mens Sana sono disponibili programmi di trattamento specializzati per anziani con problemi di alcol. Per avere maggiori informazioni o per prendere un appuntamento potete chiamare lo 0683390682 oppure mandare una email a info@mens-sana.biz


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SCIENZA
4 gennaio 2010
Come riaggiungere gli studi medici
Studio Medico Dott. Paolemili - Via di Monteverde 85 Interno 2 - Piano Terra


Linee autobus nelle vicinanze: 31 e 33: Fermate su Viale dei Colli Portuensi, 44 Fermata su Piazza C. A. Scotti

Clicca qui per vedere una mappa del luogo

Studio Medico presso l'Associazione Mens Sana - Centro Sanitario Romano: Via Labicana 62 - Piano -1

Clicca qui per vedere una mappa del luogo

Linee Metro nelle vicinanze: Metro A: Manzoni, Metro B: Colosseo
Linee Autobus nelle vicinanze: C3, 85, 87, 186, 571, 810, 850, 117
Linea Tram nelle vicinanze: 3

DIARI
13 agosto 2009
Quando pensi che finalmente si possa staccare la spina...
Ogni tanto anche il mio blog da' qualche segno di vita. E' la CEI che lo stimola, per costringere i medici a non staccare la spina, perchè il blog non è clinicamente morto.
Facevo un giro su vari blog, in una pausa in reparto, così mi sono ricordato di possederne uno anche io. Pensavo me lo avessero staccato, e invece no!
Ogni tanto penso di tornare a scrivere, ma per ora ho solo ripreso a pensare da vero libertario, dopo che, passato il periodo elettorale e non essendo stato eletto, il PDL che non è un partito, non ne ha voluto sapere di fare politica attiva. Chi ha la poltrona se la tenga stretta, gli altri se ne vadano a quel paese, verranno richiamati ogni tanto per fare la claque e e nelle tornate elettorali per portare voti.




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DIARI
22 gennaio 2009
Proviamo a togliere qualche ragnatela da questo blog
E' molto tempo che non scrivo su questo blog. Ogni tanto però torno a farvi visita e penso che sarebbe ora di togliere un po' di ragnatele. Mi servirebbe un po' di tempo e dovrei scrollarmi di grosso un po' di pigrizia. Ci proverò.

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2 marzo 2008
6 Marzo ore 18.00: apertura della campagna elettorale nel 16° Municipio


La Nuova Politica per il XVI Municipio


Apertura della campagna elettorale con

Marco Paolemili - Candidato al XVI Municipio
Fabio De Lillo - Candidato al Comune di Roma
Stefano De Lillo - Consigliere della Regione Lazio


Giovedì 6 Marzo ore 18.00
Grand Hotel Gianicolo
Viale delle Mura Gianicolensi 107

Info: 320 6975533
sentimenti
23 dicembre 2007
I più sinceri auguri a tutti

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diari di viaggio
3 settembre 2007
Prologo tragicomico (ma vero) del mio viaggio negli USA

La sorte, mista alla negligenza dell'aeroporto di Fiumicino e dell'Alitalia ce l'hanno messa tutta per farmi odiare l'America. Tutto comincia all'alba del giorno della partenza: fermati dai Carabinieri. Un controllo alla patente e al libretto con i nostri occhi fissi all'orologio che scorre inesorabile. Per fortuna tutto è a posto e i due agenti sbrigano in fretta la faccenda e arriviamo in tempo all'aeroporto. Abbiamo lo scalo a Malpensa come la maggior parte dei viaggiatori che si ostinano a volare con l'Alitalia. La trovata insana giustificata da chissà quale logica politica colpisce anche il personale di volo, che ogni giorno deve raggiungere lo sperduto aeroporto per poi imbarcarsi sui voli che attraversano il mondo. Pensate che spreco di tempo e di denaro, e pensare che è solo una delle voragini del bilancio della compagnia di bandiera italiana.

Visti i minacciosi titoli dei giornali ("Caos a Fiumicino, migliaia di bagagli restano a terra") e memori di trascorse vacanze nelle quali le nostre valigie arrivarono a brandelli, si decide di sigillare il bagaglio con il servizio offerto (a pagamento, 7 euro) da Securebag. La macchina che impacchetta le valigie s'inceppa, lo fa spesso ci dice l'addetto, basta aspettare un po' e ripartirà. Il ragazzo è di parola, la macchina ricomincia a girare e le nostre valigie sono pronte ed assicurate dal furto e dal danneggiamento. Si va al Check-in di corsa, abbiamo perso tempo, fra quaranta minuti parte il nostro volo. Purtroppo quaranta minuti è il tempo massimo per imbarcare bagagli e controllare bilgietti e documenti, non si passa ci dice un ragazzo con aria da fighetto strafottente. Per fortuna non sono tutti come l'abbronzato che, se ci fossero dubbi, ti convince che è ora di chiudere questo carrozzone italico volante. Una signora capisce che abbiamo una coincidenza per Boston e poco tempo da perdere e trova due posti sul volo successivo, che parte poco dopo. E' l'unico lato positivo della transumanza verso Malpensa, per far partire quasi tutte le tratte internazionali da lì, bisogna collegarlo bene almeno con la capitale!
Finalmente si parte, va tutto liscio e per problemi di overbooking veniamo spostati anche in Business class. Non c'è che dire, la differenza è stridente. Vedo dietro di me i poveri dell'economy stipati in poltroncine senza lo spazio nemmeno per stendere i piedi e capisco quale fortuna ci sia capitata. E' la giusta rivincita, pensavo mentre l'hostess mi chiedeva quale vino preferivo bere e cosa mangiare per pranzo, ma l'America mi avrebbe salutato in ben altro modo.

Il questionario ridicolo in cartoncino verde (che ho sbagliato a compilare e meno male che me ne sono accorto in aereo!) e il controllo passaporti degli USA sono leggendari, così per regalarmi qualche emozione in più, il poliziotto con la faccia da pacioccone americano più adatto ad una partita di baseball che a difendere l'America da terroristi e trafficanti, decide bene di non farsi convincere dalle mie risposte e di mandarmi ad un secondo controllo passaporti. Patricia, la mia insegnante d'Inglese, me lo aveva detto: "vedrai che appena arrivato là avrai qualche difficoltà con la lingua, gli Americani non parlano un buon inglese". Non avrei mai pensato però che le incomprensioni potessero arrivare a spedirmi in una stanza gremita di uomini e donne, alcune con burqa, mediorientali. "Adesso che gli dirò che di mestiere faccio il medico, come praticamente tutti i più illustri membri di Al Queda, questi mi mandano a Guantanamo". Tante domande, qualche questionario da riempire per gli islamici ma non per me e ci rilasciano tutti, nessuno di noi era lì per far saltare in aria gli Stati Uniti, eravamo tutti in vacanza.

"The best is yet to come": su tre bagagli due non compaiono sul nastro, smarriti. Al banco dell'Alitalia, per compilare il modulo di smarrimento bagagli c'è la fila, più di dieci passeggeri sul volo da Malpensa a Boston hanno perso almeno un bagaglio. Con un pezzo di carta al posto dei bagagli, con addosso una maglietta, un paio di pantaloncini, scarpe da ginnastica, boxer e uno zaino e null'altro in un clima freddo e ventoso, un taxi (che scopriremo in seguito aver fatto un giro lunghissimo al posto di un semplice tunnel per arrivare a Trinity Place) ci porta in albergo. A parte il fatto che la connessione wireless è fuori servizio sino al giorno seguente, alla reception sono gentili, una ragazza si scusa per i disguidi con la valigia, come se parlasse a nome di tutta Boston e di tutti gli Stati Uniti d'America. Le spiego che la colpa non è la loro, ma di Fiumicino che in questi giorni è in tilt. Si rassicura un po', ancora una volta gli americani hanno fatto più bella figura di noi.

Di peripezie ne sono successe tante altre in questo viaggio. Al numero di telefono lasciato dall'Alitalia per avere notizie dei bagagli risponde ancora oggi una segreteria telefonica che invita a lasciare un messaggio e un recapito telefonico per essere ricontattati. Credo che non esistano registrazioni al mondo con più parolacce, insulti e bestemmie di quella custodita negli uffici Alitalia. Uno dei bagagli, il mio, mi viene recapitato cinque giorni dopo a New York, il beauty case di Nicoletta è smarrito chissà dove, a seconda di chi risponda all'Alitalia questo può trovarsi a Boston o a Roma in attesa di essere spedito a casa. Altra nota di colore a New York: la stanza da noi prenotata tramite internet non risulta nel registro delle prenotazioni dell'albergo. Ma anche lì sono gentili, Antoniette Sinatra una italoamericana della reception, col suo italiano insicuro dal forte accento siciliano, risolve tutto. Si prodigherà anche per un problema, anche qui, con la connessione wireless, ma i tentativi di far capire all'uomo dell'assistenza tecnica che Windows Mobile che sta sul mio palmare è diverso da Windows XP risulteranno vani.

A parte un distributore di bevande che si spegnerà non appena avrò inserito un dollaro e un rubinetto saltato nella doccia di un Motel di Trevose, vicino Philadelphia, che allagherà tutto il bagno di acqua bollente (il gestore indiano, probabilmente un fachiro, riuscirà a fermare l'acqua e immergerà entrambe le braccia nell'acqua fumante per recuperare il rubinetto come se niente fosse), il "resto" del viaggio trascorre tranquillo. Le vicende tragicomiche alla Fantozzi non hanno influenzato la mia ammirazione per gli States, se mai mi hanno fatto riflettere: quando tutto va storto, quando ci sono difficoltà, bisogna rimboccarsi le maniche e andare sempre avanti. Ragionamento da perfetto americano.


PS: Le mie riflessioni americane sono state tante altre, le scriverò via via nei prossimi giorni. Ho deciso di scrivere un sintetico prologo, perchè di scrivere una edizione aggiornata de "La Democrazia in America" non credo sia nelle mie possibilità. Da ogni paese possiamo imparare qualcosa, chiunque può portare via qualcosa di buono e metterlo a frutto in casa propria, un po' come fecero Cristoforo Colombo e i suoi marinai meno di seicento anni fa. Io spero di riuscire a farlo e di tornare ad imparare altro da questa nazione, che rimane ancora una di quelle da cui imparare di più.

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permalink | inviato da marcopaolemili il 3/9/2007 alle 23:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
VIAGGI
4 agosto 2007
USA
Cari amici, parto.
Vado negli USA: Boston, New York, Philadelphia e Washington.
Un viaggio di piacere, non di studio, ma sono sicuro che tornerò con qualche riflessione da fare.
Ci si vede a fine Agost
o!

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permalink | inviato da marcopaolemili il 4/8/2007 alle 12:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
SOCIETA'
22 luglio 2007
Midsummer party, il giorno dopo

Due Circoli Giovani, un locale alla moda e una grande capitale, mettete insieme questi ingredienti: i Circoli Giovani di Roma Monteverde e Roma Eur, l’”Area” che anima le notti sullo splendido sfondo dello Stadio dei Marmi al Foro Italico e Roma, città che aspira a dettare la cultura del XXI secolo, e l’evento è fatto. La notte del 20 luglio è la notte di questi due Circoli Giovani, nati meno di un anno fa e attivissimi nel promuovere cultura, politica e non solo. “Midsummer party” hanno chiamato la loro serata, una festa per chiudere una stagione intensa. “Siamo soddisfatti del cammino fatto sin’ora, l’entusiasmo intorno a noi è cresciuto giorno dopo giorno e abbiamo così tante idee per il futuro che è già il momento di mettersi al lavoro per settembre” dichiara Marco Paolemili, Presidente del Circolo Giovani di Roma Monteverde.



L’”Area” conferma il successo delle scorse estati, migliaia di Romani la scelgono nelle notti sempre più calde, buona musica che fa ballare tutti, ambiente accogliente e dal design più trendy. Ottimo palcoscenico per i ragazzi del Circolo che a Roma si conferma una realtà, un successo trainante che li ha visti affermarsi sulla scena politica della capitale, dando un contributo al centrodestra romano non soltanto in termini di quantità, ma soprattutto di qualità. Se pensate però che i giovani dell’Eur e di Monteverde siano solo dei festaioli alla moda vi sbagliate di grosso, “Coniugare politica e vita di tutti dei giorni è per noi fondamentale” commenta Marco Paolemili “il nostro obiettivo è una nuova cultura politica, come dice il nostro Presidente Marcello Dell’Utri, e questa non deve creare caste d’elite, ma sostituirle con la società vera”. Dunque questi ragazzi hanno deciso di essere per prima cosa amici che lavorano insieme, con iniziative concrete come petizioni popolari per la città, incontri di formazione e informazione per chi vuole conoscere delle verità che non troverà su nessun media e per chi vuole imparare a fare politica in modo serio e costruttivo. Due Circoli di qualità che, assieme ai tanti altri nati a Roma in quest’ultimo anno, si danno appuntamento già a settembre con un’agenda piena d’incontri pronti a lasciare il segno.

La serata è stata anche l’occasione di portare Il Circolo Giovani fuori dai confini istituzionali. Molte persone si sono fermate al tavolo allestito dai due Circoli e hanno chiesto informazioni, incuriositi soprattutto dallo spirito di questi ragazzi, così poco formali, così diversi dai classici movimenti giovanili, così aperti a nuove idee e nuovi contributi, che si possono raccogliere anche seduti su un divanetto di una discoteca, forse perché anche più sinceri e più vicini alla vita comune delle persone, che la politica dimostra sempre più spesso di dimenticare e a volte di ignorare volutamente. “Se nelle scuole e nelle università” ragionano i ragazzi dell’Eur e di Monteverde “l’egemonia della sinistra è palese, tra studenti e ancor più tra docenti, fuori da questi luoghi c’è un mondo più libero e perciò sicuramente più creativo, sul quale vogliamo investire. Chi pensa che non esistano solo i Rossi e i Neri, è un ragazzo pronto per Il Circolo Giovani”.


“E’ la prima volta che due Circoli romani collaborano e danno vita a un evento insieme, la nostra idea è di continuare su questa strada, perché il nostro movimento vuole abbracciare tutta la città, per contare significativamente a Roma e dimostrare che una cultura diversa è possibile, anzi già esiste” è il
programma per il futuro dichiarato da Barbara Mannucci, Presidente del Circolo Giovani di Roma Eur.

I  Presidenti hanno ringraziato tutti i ragazzi che hanno animato la notte dell'"Area", questa festa è stata soprattutto per loro, senza i quali non si sarebbe potuto muovere nemmeno un passo. Ora è tempo di vacanze, tempo di ricaricare le batterie, di riposare la mente... anche se sembra che la testa di questi ragazzi non conosca la parola "riposo".




permalink | inviato da marcopaolemili il 22/7/2007 alle 23:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
DIARI
28 gennaio 2007
Leviamo un po' di ragnatele da questo blog?
Questo blog è fermo dal 31 dicembre, cioè vuol dire che sono 28 giorni che non scrivo più nulla, nonostante non abbia smesso di pensare, anzi! Ma smonto e rimonto, procedo mettendo in discussione tutto quello che penso, alla ricerca di un pensiero solido che guidi le mie scelte.
E il blog ne risente, forse perchè non è mai stato troppo personale, è stato più un sito personale che un vero e proprio blog, cioè un web log, un diario scritto sul web e perciò condiviso col mondo intero.
Io non ho mai scritto un diario, soprattutto perchè sono pigro, ma anche perchè prima di formulare un pensiero di senso compiuto, devo mettere insieme tanti pezzi, cancellarne i più, sconfessare e invalidare ogni mio pensiero. Un metodo "scientifico" duro da portare avanti, ma che almeno mi fa sentire vivo, poichè penso.
Cercherò quindi di far diventare questo spazio (che, sempre se avessi più spirito d'iniziativa e meno pigrizia, farei diventare più carino e accogliente, nonchè più multimediale) un grosso taccuino, compreso di cancellature. E di questo taccuino faranno parte anche i commenti, compresi quelli letti e riletti su Berlusconi che è un cretino, un nemico della democrazia, su Dell'Utri il mafioso. Anche quelli fanno parte della realtà, della fenomenologia non solo della blogosfera, mi aiuteranno a riflettere.
Vi chiedo di ricordarmi di scrivere ogni tanto, più che ricordarmi di spronarmi!



permalink | inviato da il 28/1/2007 alle 19:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
10 luglio 2006
Cameriere Zidane, portami dello champagne

CAMPIONI DEL MONDO!



Forza Italia!

Alla faccia di chi non lo dice perchè odia Berlusconi e alla faccia di questo cretino che se ne torna a casa con una baguette nel...





permalink | inviato da il 10/7/2006 alle 12:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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