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Blog personale e risorse per pazienti del Dott. Marco Paolemili
cinema
27 aprile 2015
Progetto "Tè corto" - Cortometraggi per stimolare la partecipazione
Vi segnalo questa importante iniziativa per la Psichiatria romana organizzata dalla Onlus Mens Sana, di cui, con onore, sono il presidente. Si tratta di un progetto che vuole utilizzare cortometraggi cinematografici di registi emergenti come stimolo alla cura e alla socializzazione dei pazienti ricoverati nel reparto di Psichiatria dell'Ospedale G. B. Grassi di Ostia.

Abbiamo bisogno di un piccolo aiuto per realizzare il progetto. La ASL non ha i fondi per acquistare un televisore nuovo, adeguato per la visione in formato digitale dei cortometraggi, e Mens Sana ha lanciato una raccolta di denaro per far partire finalmente il progetto.

Rendi realtà questo progetto, aiuta il reparto di psichiatria dell'Ospedale Grassi!

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SCIENZA
18 marzo 2012
Piccola assenza, ma tante idee in cantiere
Dopo una lunga assenza dal Blog, sono di ritorno.
Tanti progetti clinici e di ricerca si stanno sviluppando in questo periodo e cercherò di riassumerveli brevemente.

Con la mia equipe abbiamo concluso da poco la stesura di un grande progetto di ricerca sulla Sindrome da delezione di 22q11.2. Una malattia dovuta alla delezione di un pezzo del cromosoma 22, che colpisce 1 ogni 4.000 nati vivi. Raccoglie molte sindromi, dai sintomi differenti, alcuni dei quali di carattere psichiatrico, che stiamo cercando di studiare con molta precisione, nei bambini e negli adulti.

Il Dipartimento di Neurologia e Psichiatria dell'Università "Sapienza" di Roma ha aderito al Network Italiano per la Ricerca sulle Psicosi, che riunisce, oltre al nostro altri 27 centri universitari di tutta Italia. E' il più grande gruppo di ricerca sulle psicosi mai esistito in Italia, che presto collaborerà con i grandi network europei. Nel nostro Centro, sono il responsabile della valutazione dell'area "Risorse personali, funzioni cognitive e capacità funzionali" che valuterà i sintomi cognitivi e il funzionamento nella vita reale dei pazienti affetti da psicosi e schizofrenia.

Mens Sana Onlus continua ad operare nel campo della salute mentale, allargando sempre di più i suoi confini. Le persone trattate sono aumentate rispetto allo scorso anno del 60%, il programma per le dipendenze sta mostrando tassi di successo migliori del previsto e il servizio di psicoterapia segue costantemente decine di pazienti. Stanno per concludersi dei lavori nella sede della zona S. Giovanni - Colosseo e presto sarà inaugurata la nuova sala conferenze in via Merulana.

Credo che questa breve visione d'insieme delle attività che mi vedono coinvolto in prima persona, sia per ora sufficiente. Presto ognuna, e altre, di queste iniziative saranno approfondite con maggiori particolari. Per chi già da ora è interessato e desidera informazioni più approfondite può contattarmi.

SCIENZA
12 novembre 2011
Il Disturbo bipolare nei bambini e negli adolescenti
Il vostro bambino mostra dei cambiamenti di umore intensi?

Il vostro bambino ha dei cambiamenti del comportamento troppo estremi? Il vostro bambino qualche volta appare esaltato o fa cose senza senso? Avete notato altre volte che è invece molto triste? Questi cambiamenti influenzano il modo in cui il vostro bambino si comporta a scuola o casa?

Alcuni bambini e adolescenti con questi sintomi possono soffrire di un disturbo bipolare, una grave malattia mentale.

Che cos'è il disturbo bipolare?

Il disturbo bipolare è una grave malattia del cervello. E' chiamata anche psicosi maniaco-depressiva. I bambini con disturbo bipolare esperiscono insoliti cambiamenti di umore. A volte si sentono molto felici o euforici e sono molto più attivi del solito. Questa condizione viene chiamata mania. A volte invece si sentono molto triste e "giù di umore" e sono molto meno attivi del solito. Questa è la fase della depressione.

Il disturbo bipolare non è paragonabile ai normali alti e bassi che ogni bambino, e che ogni persona di qualsiasi età, si trova ad attraversare. I sintomi bipolari sono molto più imponenti di una normale fluttuazione dell'umore. La malattia può rendere difficile per un bambino andar bene a scuola o andare d'accordo con amici e familiari. La malattia può anche essere pericolosa. Alcuni giovani con disturbo bipolare arrivano a farsi del male o a tentare il suicidio.

I bambini e gli adolescenti con disturbo bipolare dovrebbero essere curati. Con l'aiuto di uno psichiatra e di uno psicologo si possono gestire i propri sintomi e condurre una vita di successo.

Chi può sviluppare un disturbo bipolare?

Chiunque può sviluppare il disturbo bipolare, a tutte le età. Tuttavia, la maggioranza delle persone con disturbo bipolare si ammala nella tarda adolescenza o nella prima età adulta. La malattia di solito dura tutta la vita.

Il disturbo bipolare dei bambini e degli adolescenti è diverso rispetto a quello degli adulti?


Quando sono i bambini a sviluppare la malattia si parla allora di esordio precoce del disturbo bipolare. Questo tipo può essere più grave del disturbo bipolare degli adolescenti e degli adulti. Inoltre i giovani con disturbo bipolare possono avere più spesso periodi di vita con presenza di sintomi e cambiare d'umore più spesso rispetto agli adulti con la stessa malattia.

Quali sono le cause del disturbo bipolare?

Diversi fattori possono contribuire al disturbo bipolare, tra cui:

I geni, perché la malattia si ripropone nelle famiglie. I bambini con un genitore o un fratello con disturbo bipolare hanno maggiori probabilità di sviluppare la malattia rispetto agli altri bambini.
Struttura cerebrale anormale e anormale funzione del cervello.
Disturbi d'ansia. I bambini con disturbi d'ansia hanno più probabilità di sviluppare il disturbo bipolare.

Le cause del disturbo bipolare non sono sempre chiare. Gli scienziati stanno studiando per saperne di più sulle possibili cause e sui fattori di rischio. Questa ricerca aiuterà i medici a predire se una persona potrà essere colpita dal disturbo bipolare. Un giorno potrà anche aiutare i medici a prevenire la malattia in alcune persone.

Quali sono i sintomi del disturbo bipolare?


I cambiamenti di umore del bipolare si chiamano "episodi di disturbo dell'umore". Il vostro bambino può avere episodi maniacali, episodi di depressione, o episodi "misti". Un episodio misto ha sia sintomi maniacali che sintomi depressivi. I bambini e gli adolescenti con disturbo bipolare possono avere più spesso episodi misti rispetto agli adulti.

Gli episodi di disturbo dell'umore durano una settimana o due, a volte più a lungo. Durante un episodio i sintomi sono presenti tutti i giorni, per la maggior parte della giornata.

Gli episodi di disturbo dell'umore sono intensi. I sentimenti sono forti e si verificano con variazioni estreme di comportamento e dei livelli di energia.

I bambini e i ragazzi con un episodio maniacale possono:

Sentirsi molto felici o euforici e agire in un modo che è insolito per loro stessi
Parlare veramente veloce di un sacco di cose diverse contemporaneamente
Avere difficoltà a dormire, ma senza sentirsi stanchi
Avere molte difficoltà a rimanere concentrati
Parlare e pensare al sesso più spesso del solito ed essere promiscui
Fare cose rischiose per la propria incolumità
Fare abuso di alcol e altre droghe   

I bambini e i ragazzi con un episodio depressivo possono:

Sentirsi molto tristi
Lamentarsi molto per dolori vari, come mal di stomaco e mal di testa
Dormire troppo poco o troppo
Sentirsi in colpa e senza valore
Mangiare troppo poco o troppo
Avere poca energia e nessun interesse per le attività divertenti
Pensare alla morte o al suicidio

I bambini e gli adolescenti con disturbo bipolare hanno altri problemi psichici?

Il disturbo bipolare nei giovani può coesistere con diversi problemi.

Abuso di sostanze. Adulti e bambini affetti da disturbo bipolare sono a rischio di bere o assumere droghe.
Deficit di attenzione / iperattività, o ADHD. I bambini con disturbo bipolare e ADHD possono avere difficoltà a rimanere concentrati.
Disturbi d'ansia, come ansia da separazione. I bambini con entrambi i tipi di disturbi, potrebbero essere costrette a ricoveri in ospedale più spesso di altre persone con disturbo bipolare.

A volte problemi del comportamento possono coesistere con gli episodi di alterazione dell'umore. I giovani possono prendere un sacco di rischi, come guidare troppo veloci o spendere troppi soldi. Alcuni giovani con disturbo bipolare pensano al suicidio. Prestate attenzione ad eventuali segni di pensieri suicidi. Prendete sul serio questi segni e chiamate subito il medico del bambino. Il rischio che il suicidio venga messo in atto è alto nel disturbo bipolare.

Come viene diagnosticato il disturbo bipolare?

Un medico esperto esaminerà attentamente il vostro bambino. Non ci sono esami del sangue o scansioni del cervello in grado di diagnosticare il disturbo bipolare. Invece, il medico farà domande sullo stato d'animo del bambino e sul sonno. Il medico indagherà anche sull'energia del vostro bambino e sul suo comportamento. A volte i medici s'informeranno sui problemi di salute in famiglia, come la depressione o l'alcolismo. Il medico può utilizzare dei test per verificare se una malattia diversa dal disturbo bipolare stia causando i sintomi del vostro bambino.

Come viene trattato il disturbo bipolare?

In questo momento non esiste una cura definitiva che porta alla guarigione del disturbo bipolare. Spesso i medici trattano i bambini che hanno la malattia in modo molto simile con cui trattano gli adulti. Il trattamento può aiutare a controllare i sintomi. Il trattamento funziona meglio quando è costante nel tempo perchè può prevenire ulteriori episodi di alterazione dell'umore.

1. Farmaci. Diversi tipi di farmaci possono essere utili. I bambini rispondono ai farmaci in modi diversi, da individuo a individuo. Alcuni bambini potrebbero necessitare di più di un tipo di farmaco, perché i loro sintomi sono spesso complessi. A volte hanno bisogno di provare diversi tipi di medicine per capire quale sia la migliore.

I bambini devono prendere il minor numero e le più piccole quantità di farmaci possibile. "Start low, go slow", dicono gli psichiatri americani: "Partire con poco, procedere piano". Riferite sempre al medico del bambino qualsiasi problema con gli effetti collaterali. Non smettete di dare il farmaco al bambino senza il consulto del medico. L'arresto improvviso di un farmaco può essere pericoloso, e può rendere i sintomi bipolari più aggressivi.

2. Psicoterapia. Diversi tipi di psicoterapia possono aiutare i bambini con disturbo bipolare. La terapia può aiutare i bambini a cambiare il proprio comportamento e gestire le proprie routine. Può anche aiutare i giovani andare più d'accordo con la famiglia e gli amici. Spesso la terapia comprende anche i membri della famiglia.

Cosa si possono aspettare i bambini e i ragazzi dal trattamento?

Con il trattamento, i bambini e gli adolescenti miglioreranno col passare del tempo e il disturbo tenderà ad attenuarsi. E' molto d'aiuto la collaborazione dei medici, dei genitori e dei giovani. Lavorando insieme si ottengono risultati migliori.

A volte il disturbo bipolare si modifica col tempo. Quando questo accade, anche il trattamento deve cambiare. Ad esempio, il bambino può avere bisogno di provare un farmaco diverso. I sintomi possono tornare dopo un po' di tempo in cui tutto è andato bene, e più regolazioni dei dosaggi possono essere necessarie. Il trattamento può richiedere tempo, ma affrontare subito la malattia aiuta molti bambini e ragazzi ad avere un minor numero di sintomi bipolari.

I familiari possono fare in modo che il trattamento sia più efficace. Provate a tenere una tabella degli stati d'animo del bambino, comportamenti e durata del sonno. Questo è chiamato un "grafico giornaliero dell'umore". Può aiutare voi e il vostro bambino a capire e monitorare la malattia. Un grafico può anche aiutare il medico a verficare se il trattamento sta funzionando.

Come posso aiutare mio figlio?

Aiutate innanzitutto il vostro bambino o adolescente ad avere una giusta diagnosi e un trattamento efficace. Se pensate che possa avere un disturbo bipolare, fissate per prima cosa un appuntamento con il medico di famiglia per parlare dei sintomi che avete notato.

Se il bambino ha il disturbo bipolare, ci sono alcune cose di base che potete fare:

Avere pazienza con lui/lei
Incoraggiate vostro figlio a parlare e ascoltate lui o lei con cura
Siate comprensivi con gli episodi di disturbo dell'umore
Aiutate vostro figlio a distrarsi
Aiutate vostro figlio a capire che il trattamento può aiutarlo a stare meglio.

In che modo il disturbo bipolare influenza i genitori e la famiglia?


Prendersi cura di un bambino o di un adolescente con disturbo bipolare può essere stressante anche per i genitori. Si devono affrontare gli sbalzi d'umore e altri problemi, come ad esempio comportamenti e attività rischiose. Questo può sfidare qualsiasi genitore. A volte lo stress può ledere i vostri rapporti con le altre persone, e si può rischiare di perdere il lavoro o molto del proprio tempo libero.

Se vi state prendendo cura di un bambino con disturbo bipolare, prendetevi cura anche di voi stessi. Se mantenete il vostro livello di stress a livelli accettabili riuscirete a vivere meglio. Anche questo potrebbe aiutare il vostro bambino. Ecco perchè Mens Sana propone sempre un aiuto e un sostegno psicologico anche ai genitori.

Per avere maggiori informazioni e per prendere un appuntamento con i professionisti di Mens Sana presso le nostre sedi, potete chiamare lo 0683390682 oppure scrivere a info@mens-sana.biz

SCIENZA
3 settembre 2011
Introduzione: I farmaci per la Salute Mentale
I farmaci sono usati per trattare i sintomi dei disturbi mentali, come la schizofrenia, la depressione, il disturbo bipolare (a volte chiamata psicosi maniaco-depressiva), i disturbi d'ansia e i deficit di attenzione-iperattività (ADHD). Talvolta i farmaci vengono utilizzati assieme ad altri trattamenti, come la psicoterapia. Gli articoli di questa guida descriveranno: I tipi di farmaci usati per trattare i disturbi mentali Gli effetti collaterali dei farmaci Le istruzioni utili per l'assunzione di farmaci Le avvertenze sui farmaci pubblicate dalle agenzie di vigilanza sui farmaci. Questo sezione, dunque, non fornisce informazioni sulla diagnosi di disturbi mentali. La scelta del farmaco più adatto, della dose e del tipo di trattamento deve essere basato sui bisogni individuali di una persona e sulla sua situazione medica, sotto la imprescindibile cura di un medico. Le informazioni sui farmaci sono aggiornato frequentemente, perché nuovi studi ogni hanno vengono completati circa l'efficacia e la sicurezza delle medicine che assumiamo. In queste pagine terremo aggiornate le informazioni relative, per fornire un servizio sempre all'altezza. Vedrete che ogni volta che verranno nominati i farmaci avranno due nomi, il nome generico, ovvero la molecola che ha le proprietà farmacologiche e tra parentesi, il nome commerciale più noto. Un esempio: fluoxetina (Prozac), un antidepressivo. Che tipo di farmaci sono, quelli usati per trattare disturbi mentali? Vengono chiamati psicofarmaci perché il loro target è quello di regolare le funzioni neuronali e neurotrasmettitoriali che caratterizzano le funzioni e i disturbi psichici. Essi spesso non possono curare la malattia, ma fanno in modo che le persone si sentano molto meglio, dando loro la possibilità di lavorare, uscire di casa, avere un partner e fare una vita normale. Esiste una differenza individuale molto marcata riguardo la risposta a questi tipi di farmaci, funzionano cioè in modo diverso in persone diverse. Alcuni ottenere grandi risultati dai farmaci e aver bisogno di loro solo per un breve periodo. Per esempio, una persona con la depressione può sentirsi molto meglio dopo aver preso un farmaco per alcuni mesi, e forse non ne avrà mai più bisogno. Persone con disturbi come la schizofrenia o il disturbo bipolare, o persone che soffrono di depressione per lunghi periodi o hanno una grave ansia, potrebbero dover assumere farmaci per un tempo molto più lungo. Alcune persone sviluppano gli effetti collaterali dei farmaci (ovvero quegli effetti dovuti all'interazione del farmaco con altre aree del corpo, che producono effetti non voluti) e altre persone non ne presentano. Le dosi da assumere possono essere piccole o grandi, a seconda del farmaco e della persona che lo assume (ricordate la differenza individuale alla risposta?). I fattori che possono influenzare il modo in cui i farmaci funzionano nelle persone includono: Il tipo di disturbo mentale, quali depressione, ansia, disturbo bipolare e schizofrenia L'Età, il sesso, e la dimensione corporea (persone più grandi avranno un volume più grande in cui il farmaco si distribuirà) Le malattie fisiche (che possono colpire la funzionalità del fegato e dei reni, che sono gli organi deputati al metabolismo e alla eliminazione dal corpo dei farmaci) Abitudini come il fumare e il bere (perché tali sostanze posso interagire direttamente o indirettamente con il farmaco) La genetica (esistono varianti genetiche di enzimi metabolizzatori dei farmaci che li rendono più lenti o più veloci nel loro lavoro) Altri farmaci e integratori a base di erbe / vitamine (che interagiscono con il farmaco, rallentandone o accelerandone il metabolismo e quindi i suoi effetti). La dieta (che può aiutare l'organismo a funzionare meglio o può rallentarlo) Se i farmaci vengono presi come prescritto (dimenticare le dosi, assumerli nelle ore diverse da quelle indicate possono rendere l'effetto quasi o totalmente nullo).

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SCIENZA
29 giugno 2011
La Schizofrenia
Conoscete qualcuno che sembra come aver perso contatto con la realtà? Avete mai sentito parlare di persone che affermano di "sentire voci" che nessun altro può udire? O di vedere o sentire cose che nessun altro percepisce? Oppure persone che credono a cose che non sono assolutamente vere?

A volte le persone con questi sintomi sono affette da schizofrenia, una grave malattia. Leggere questa pagina web vi aiuterà a saperne di più.

Che cos'è la schizofrenia?

La schizofrenia è una malattia grave del cervello. Molte persone affette da schizofrenia sono fortemente disabili a causa dei loro sintomi.

Le persone affette da schizofrenia possono sentire voci di altre persone che nessun altro può sentire. Possono pensare che altre persone stiano cercando di far loro del male. A volte i loro discorsi non hanno alcun senso. La malattia rende difficile mantenere un lavoro o prendersi cura di se stessi.

Chi si può ammalare di schizofrenia?


Chiunque può sviluppare la schizofrenia. Colpisce uomini e donne in modo uguale, in tutti i gruppi etnici. Anche gli adolescenti possono sviluppare la schizofrenia. In rari casi, anche i bambini ne sono affetti.

Quando ha inizio questa malattia?

I sintomi della schizofrenia di solito iniziano in una età compresa tra i 16 e 30 anni. Gli uomini spesso sviluppano sintomi in età più giovanile rispetto alle donne. Solitamente la schizofrenia non esordisce più superati i 45 anni.

Quali sono le cause della schizofrenia?

Diversi fattori possono contribuire alla schizofrenia, tra cui:

I geni, perché la malattia viene spesso a trovarsi nelle famiglie
L'ambiente, come virus e problemi di nutrizione prima della nascita
Il cervello, con una diversa struttura e chimica cerebrale alterata.

Gli scienziati hanno imparato molto sulla schizofrenia in questi anni. I progressi più importanti riguardano l'identificazione di geni e strutture del cervello che possono giocare un chiavr ruolo nella malattia. Alcuni esperti ritengono che la malattia inizi prima della nascita, ma non si mostri fino a molti anni più tardi. Con ulteriori anni di studio, i ricercatori potrebbero essere in grado di prevedere chi svilupperà la schizofrenia.

Quali sono i sintomi della schizofrenia?

I sintomi della schizofrenia possono variare d'intensità. Ci sono tre principali tipi di sintomi.

1. I sintomi positivi si riferiscono ad una distorsione del pensiero. Sono i cosiddetti sintomi psicotici. Le persone con questi sintomi sono talvolta, ma non sempre, in grado di distinguere ciò che è reale da ciò che è immaginato o creduto. I sintomi positivi includono:

Allucinazioni: quando una persona vede, sente, odora o prova cose che nessun altro può esperire con i propri sensi. "Sentire le voci" è comune per le persone con schizofrenia. Le voci può tormentare la persona per un lungo periodo prima che la famiglia o gli amici notino un problema.
Deliri: quando una persona crede cose non sono hanno un fondamento di verità. Per esempio, una persona può credere che la radio o la televisione stiano parlando direttamente a lui o lei. A volte possono credere di essere in pericolo, oppure che altre persone stiano cercando di far loro del male.
Disturbi del pensiero: modi di pensare che non sono abituali o utili. Le persone con disturbi del pensiero possono avere difficoltà nell'organizzazione dei loro pensieri. A volte smettono di parlare nel mezzo di un pensiero. Altre persone compongono parole che non hanno alcun significato.
Disturbi del movimento: i movimenti del corpo possono apparire tesi e agitati. Il disturbo del movimento può consistere nella ripetizione di certi movimenti più e più volte. In estremo, una persona può smettere di muoversi o parlare per un periodo più o meno lungo: una rara condizione chiamata "catatonia".

2. I sintomi negativi si riferiscono invecde alla difficoltà di mostrare emozioni o funzionare normalmente. Quando una persona con schizofrenia ha dei sintomi negativi, potrebbe apparire come affetto da depressione. Le persone con sintomi negativi possono:

Parlare con voce monotona
Non mostrare alcuna espressione nel viso, come un sorriso o un cipiglio
Avere difficoltà a divertirsi e a provare piacere
Avere problemi di pianificazione di una attività, come fare la spesa
Parlare molto poco agli altri, anche quando ne hanno bisogno.

3. I sintomi cognitivi non sono facili da notare, ma possono rendere difficile avere un lavoro o prendersi cura di se stessi. I sintomi cognitivi includono:

Problemi nell'utilizzare le informazioni a disposizione per prendere decisioni
Problemi nell'utilizzare e ricordare le informazioni appena apprese
Disturbi dell'attenzione.

Gli adolescenti possono ammalarsi di schizofrenia, anche se può essere difficile da diagnosticare in un primo momento. Questo perché i sintomi possono apparire come problemi che molti adolescenti hanno. Una schizofrenia che si sta sviluppando in un adolescente può apparire in diversi modi:

Il ragazzo/a Inizia a ricevere brutti voti a scuola
Cambia amici o lascia le amicizie d'un tempo
Ha difficoltà a dormire
E' irritabile o lunatico.

Come viene trattata la schizofrenia?

Non c'è una cura definitiva per la schizofrenia, ma due tipi principali di trattamento sono efficaci a controllare i sintomi: i farmaci e i trattamenti psicosociali.

1. Farmaci. I diversi tipi di farmaci antipsicotici possono aiutare enormemente e la reazione ai vari tipi di farmaci dipende molto dal paziente. A volte una persona ha bisogno di provare diversi farmaci per trovare quello che funzioni veramente.

I farmaci possono causare alcuni effetti indesiderati. La maggior parte degli effetti indesiderati comunque tendono a sparire dopo pochi giorni. Altri richiedono più tempo. I pazienti dovrebbero sempre riferire al proprio medico di questi problemi. Gli effetti collaterali più comuni includono:

Visione difficoltosa, con problemi nella messa a fuoco
I movimenti del corpo difficilmente controllabili, più spesso agitazione
Vertigini
Sonnolenza
Aumento del battito cardiaco
Sensazione di irrequietezza
Problemi mestruali
Fotosensibilità
Eruzioni cutanee
Rigidità del corpo.

Alcuni tipi di antipsicotici possono causare significativi aumenti di peso, che se non controllati possono portare a diabete o aumento del colesterolo. Altri tipi possono causare disturbi del movimento per cui una persona non può controllare alcuni movimenti muscolari, in particolare intorno alla bocca.

E 'importante segnalare qualsiasi di questi effetti collaterali al medico. I pazienti non devono interrompere l'assunzione di un farmaco senza l'aiuto di un medico. L'interruzione improvvisa del farmaco può essere pericolosa, e può rendere i sintomi della schizofrenia peggiori.

2. Trattamenti psicosociali. Questi trattamenti consentono ai pazienti di affrontare la vita di giorno in giorno. I trattamenti sono utili dopo aver trovato un farmaco che funziona. I trattamenti includono:

Psicoeducazione della famiglia: esistono modi diversi per aiutare tutta la famiglia imparare ad affrontare la malattia e aiutare i loro cari
capacità di gestione della malattia: strumenti per conoscere la malattia e gestirla giorno per giorno
Riabilitazione: un aiuto per ritrovare un lavoro e le abilità della vita quotidiana
Gruppi di auto-aiuto: sostegno reciproco tra persone affette da questa malattia e le loro famiglie
Psicoterapia incentrata su come convivere con la malattia e imparare a gestire e affrontare i sintomi, come le voci o i deliri.

Le persone affette da schizofrenia sono violente?

La maggior parte delle persone affette da schizofrenia non sono violente. Tuttavia, alcuni di loro presentano problemi di aggressività. La violenza avviene di solito a casa contro i membri della famiglia.

Il suicidio è un problema che si manifesta in alcune persone affette da schizofrenia. La probabilità di tentare un suicidio, infatti, è più alta che nelle persone non affette. Se conosci qualcuno che parla di suicidio, aiutalo a trovare un aiuto in fretta.

Problemi di droga e alcool?

L'assunzione di droghe illegali e di eccessive quantità di alcol sono problemi che si riscontrano nelle persone affette da schizofrenia. Quando un paziente fa uso di droga, è meno propenso a seguire un piano di trattamento e a curarsi, con la conseguenza che la malattia peggiora.

Molti esperti credono droga e alcol non causino la schizofrenia, ma possano rendere i farmaci antipsicotici meno efficaci. Inoltre, droghe come la marijuana fanno peggiorare i sintomi o possono essere un fattore di rishcio per l'insorgenza della malattia.

E 'molto comune per le persone affette da schizofrenia fumino molte sigarette. Anche il fumo può rendere i farmaci meno efficaci. E' difficile queste persone smettere di fumare perché ciò potrebbe rendere i loro sintomi peggiori per un periodo di tempo. E' spesso però una necessità aiutare tutti i pazienti con schizofrenia a smettere di fumare.

Come posso aiutare qualcuno che conosco che soffre di schizofrenia?

Le famiglie sono di solito quelli che hanno sulle spalle tutto il peso della gestione di una persona con schizofrenia. I membri della famiglia possono aiutare il loro caro ad assumere i farmaci e sottoporsi agli altri trattamenti. Possono anche imparare come aiutare il loro caro a rendere la sua vita migliore possibile.

Assistere e sostenere un membro della famiglia con la schizofrenia può essere difficile. Alcuni pazienti decidono di smettere il trattamento, smettere di prendere le medicine. Se questo accade, può essere necessario l'aiuto dello psichiatra, che può disporre un trattamento sanitario obbligatorio, o del pronto soccorso di un ospedale. I medici del pronto soccorso possono infatti controllare la persona e decidere se ha bisogno di aiuto professionale urgente.

E 'importante però rispettare una persona con schizofrenia. Ma non si deve permettere loro di attuare comportamenti pericolosi per se stesso o per gli altri. Ecco perchè è importante rimanere sempre in contatto con il proprio psichiatra.

Contattaci per saperne di più sulla schizofrenia o per aiutare te stesso, o una persona a cui vuoi bene ad affrontare al meglio questa malattia. Chiama lo 0683390682 o manda una email a info@mens-sana.biz per sapere come possiamo aiutarti.

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SCIENZA
19 marzo 2011
Il Disturbo da Stress Post Traumatico

Cos'è il disturbo da stress post-traumatico o PTSD (Post traumatic stress disorder)?

Il PTSD è un disturbo d'ansia che si può sviluppare dopo aver visto o aver preso parte a un evento pericoloso.

Quando si è in pericolo, è naturale avere paura. Questa paura provoca molti cambiamenti nel corpo in una frazione di secondo, aiutandolo a prepararsi a difendersi contro il pericolo o a evitarlo. Questa reazione, chiamata di "lotta o fuga", è una sana reazione e ha come significato il proteggere la persona da un male imminente. Ma nel PTSD, questa reazione è modificata o danneggiata. Le persone che hanno un PTSD possono sentirsi stressate o spaventate, anche quando non sono più in pericolo.

Chi ne può soffrire?

Chiunque può ammalarsi di Disturbo da stress post-traumatico, a qualsiasi età. Ne possono essere colpiti i veterani di guerra e i superstiti di aggressioni fisiche e sessuali, di abusi, di incidenti, di disastri naturali, e molti altri eventi gravi.

Non tutte le persone con PTSD hanno però vissuto in prima persona un evento pericoloso. Alcune persone si ammalano PTSD dopo aver assistito ad un evento che ha danneggiato o messo in forte pericoloun amico o un familiare. Anche aa morte improvvisa e inaspettata di una persona cara può anche causare un PTSD.
Quali sono i sintomi di PTSD?

Il PTSD può causare molti sintomi. Questi sintomi possono essere raggruppati in tre categorie:

1. Sinotmi di Ri-esperienza:

* Flashback, ovvero rivivere il trauma più e più volte, anche con i sintomi fisici come un cuore che batte forte o la sudorazione
* Brutti sogni o incubi rigurdanti quella o situazioni simili
* Pensieri spaventosi.

I sinotmi di ri-esperienza possono causare problemi nella routine quotidiana di una persona. Questi possono scaturire da pensieri della persona o da sentimenti esperiti. Parole, oggetti o situazioni che ricordano l'evento possono innescare il rivivere la brutta situazione.

2. Sintomi di Evitamento:

* Stare lontani da luoghi, eventi o oggetti che ricordano l'esperienza
* Sentirsi emotivamente insensibili
* Forte senso di colpa, depressione, o preoccupazioni
* Perdita di interesse in attività che sono state piacevoli in passato
* Difficoltà nel ricordare l'evento pericoloso.

Molte cose che ricordano alla una persona l'evento traumatico possono innescare questi sintomi di evitamento. Questi sintomi possono indurre una persona a cambiare la propria routine personale. Ad esempio, dopo un brutto incidente d'auto, una persona che guida spesso evitare di guidare o perfino di salire in macchina.

3. Sintomi di Ipervigilanza:

* Spaventarsi facilmente
* Sensazioni di tensione o "essere sul punto di"
* Difficoltà a dormire, e/o avere scoppi d'ira.

I sintomi di ipervigilanza sono di solito costanti, anzichè essere attivati dalle cose che ricordano l'evento traumatico come i precedenti. Possono far sentire la persona molto stressata e arrabbiata. Questi sintomi possono rendere difficile lo svolgimento dei compiti quotidiani, come dormire, mangiare, o concentrarsi.

E 'naturale avere alcuni di questi sintomi dopo un evento pericoloso. A volte le persone hanno sintomi molto gravi che vanno via comunque da soli dopo alcune settimane. Questo si chiama disturbo acuto da stress, o ASD. Quando i sintomi durano più di un paio di settimane e diventano un problema importante, potrebbero essere segni di un PTSD. Alcune persone con PTSD non mostrano alcun sintomo per settimane o mesi.

I bambini reagiscono in modo diverso rispetto agli adulti
I bambini e gli adolescenti possono avere reazioni estreme al trauma, ma i loro sintomi possono essere anche molto diversi dagli adulti. Nei bambini molto piccoli, questi sintomi possono includere:

* Pipì a letto, quando in precendenza avevano imparato a usare il bagno
* Dimenticare come parlare o di non essere in grado più di parlare
* Rivivere e riprodurro l'evento spaventoso durante la ricreazione a scuola nei giochi con i coetanei
* Essere insolitamente appiccicosi con un genitore o con un altro adulto.

I bambini più grandi e gli adolescenti di solito mostrano sintomi più simili a quelli osservati negli adulti. Essi possono anche sviluppare comportamenti distruttivi o irrispettosi. I bambini più grandi e gli adolescenti possono sentirsi in colpa per non essere stati in grado di prevenire lesioni o decessi a cui hanno assistito. Possono anche avere pensieri di vendetta.

Come viene diagnosticato un PTSD?

Un medico che abbia esperienza nell'aiutare le persone con malattie mentali, come ad esempio uno psichiatra o psicologo, è in grado di diagnosticare il PTSD. La diagnosi viene fatta dopo pochi colloqui con la persona che presenta sintomi di PTSD.
Per essere diagnosticato con PTSD, una persona deve avere tutti i seguenti, per almeno 1 mese:

* Almeno un sintomo di ri-esperienza
* Almeno tre sintomi di evitamento
* Almeno due sintomi di ipervigilanza
* I sintomi rendono difficile la vita di ogni giorno, l'andare a scuola o al lavoro, lo stare con gli amici, e il prendersi cura di compiti importanti.

Perché alcune persone si ammalano di PTSD e altre no?

E 'importante ricordare che non tutti coloro che vivono un evento pericoloso sviluppano questo disturbo. In realtà, nella maggior parte delle persone questo non si svilupperà (pensate a tutte le persone che hanno vissuto durante una guerra).

Molti fattori giocano un ruolo importante nella genesi di questo disturbo. Alcuni di questi sono fattori di rischio, che rendono una persona più vulnerabile al PTSD. Altri fattori, chiamati fattori di resilienza, possono invece aiutare a ridurre il rischio d'insorgenza della malattia. Alcuni di questi fattori di rischio e resilienza sono presenti prima del trauma e altri diventano importanti, durante e dopo un evento traumatico.

I fattori di rischio per il PTSD comprendono:

* Aver già vissuto altri eventi pericolosi e traumi
* Avere una storia di malattia mentale
* Subire lesioni durante l'evento
* Vedere persone ferite o uccise
* Aver esperito sensazioni di orrore, impotenza, o paura estrema
* Aver avuto poco o nessun sostegno sociale, dopo l'evento
* Affrontare uno stress supplementare dopo l'evento, come la perdita di una persona amata, il dolore e il pregiudizio, o la perdita di un lavoro o della casa.

I fattori di resilienza che possono ridurre il rischio di PTSD comprendono:

* La ricerca di sostegno di altre persone, come amici e familiari
* Trovare un gruppo di sostegno dopo un evento traumatico
* Sentirsi in pace con la coscienza circa le proprie azioni fatte di fronte al pericolo
* Avere una strategia di coping, o un modo di affrontare l'evento cattivo e imparare da esso
* Essere in grado di agire e di rispondere in maniera efficace pur sentendosi impauriti.

I ricercatori stanno studiando l'importanza dei fattori di rischio e resilienza. Con ulteriori studi, potrà essere possibile un giorno prevedere la vulnerabilità al PTSD.

Come si cura un PTSD?

I principali trattamenti per le persone con PTSD sono la psicoterapia (una terapia che si basa molto sul "parlare"), i farmaci, o entrambi. Ognuno di noi è diverso, quindi un trattamento che funziona per una persona può non funzionare per un'altra. E 'importante che chiunque abbia un PTSD sia curato da uno psichiatra, che abbia esperienza con questo disturbo. Alcune persone con PTSD hanno bisogno di provare trattamenti diversi prima di trovare quello che funziona per i loro sintomi.

Psicoterapia

La psicoterapia è la terapia "basata sul parlare". Si tratta di un parlare con un professionista della salute mentale e non un chiacchierare!. La Psicoterapia può essere individuale o di gruppo. La durata è di solito dalle 6 alle 12 settimane, ma può richiedere più tempo. La ricerca mostra inoltre che il sostegno dei familiari e degli amici può essere una parte importante della terapia.

Molti tipi di psicoterapia possono aiutare le persone con PTSD. Alcuni psicoterapia hanno come obiettivo diretto i sintomi del PTSD. Altre terapie si concentrano sul contesto sociale, familiare, o sui problemi al lavoro. Il medico o il terapista può combinare terapie differenti a seconda delle esigenze della persona.

Una delle terapie più utili è la terapia cognitivo-comportamentale, o CBT (Cognitive Behaviour Terapy). La terapia cognitivo-comportamentale si avvale di molte tecniche, tra cui:

* Terapia espositiva. Questa terapia aiuta le persone a controllare il loro volto e la paura. Li espone al trauma che hanno vissuto in modo sicuro. Essa utilizza immagini mentali, la scrittura, o visite al luogo in cui l'evento è accaduto. Il terapeuta utilizza questi strumenti per aiutare le persone con PTSD a far fronte ai loro sentimenti spiacevoli.
* Ristrutturazione cognitiva. Questa terapia aiuta le persone a dare un senso ai brutti ricordi. A volte la gente ricorda l'evento in modo diverso da come è accaduto. Possono sentirsi in colpa o vergognarsi di ciò che non è loro colpa. Il terapeuta aiuta le persone con PTSD guardare a quello che è successo in modo realistico.
* Inoculazione dello Stress. Questa terapia cerca di ridurre i sintomi di PTSD, insegnando al paziente come ridurre l'ansia. Come la ristrutturazione cognitiva, questo trattamento aiuta le persone a guardare i loro ricordi in modo sano.

Altri tipi di trattamento possono comunque aiutare le persone con PTSD. Generalmente esse insegnano modalità diverse di reazione a eventi spaventosi che innescano i sintomi di PTSD. Sulla base di questo obiettivo generale, abbiamo diversi tipi di terapia:

* Tecniche di rilassamento e di controllo della rabbia.
* Fornire consigli per dormire meglio, la dieta e esercizio fisico.
* Aiutare le persone ad identificare e trattare il senso di colpa, la vergogna, e altri sentimenti circa l'evento.
* Aiutare le persone a visitare luoghi e persone che ricordano il trauma.

Farmaci

La US Food and Drug Administration (FDA) ha approvato due farmaci per il trattamento di adulti con PTSD:

* Sertralina (Zoloft)
* Paroxetina (Sereupin)

Entrambi questi farmaci sono antidepressivi o meglio inibitori della ricaptazione della serotonina, che vengono utilizzati anche per curare la depressione e l'ansia. Essi possono contribuire a controllare i sintomi di PTSD, come tristezza, preoccupazione, rabbia e altri sentimenti insostenibili. Prendendo questi farmaci è possibile rendere più facile efficace la psicoterapia, che rimane la terapia principale.

A volte le persone, dopo l'assunzione di questi farmaci mostrano effetti collaterali. Gli effetti possono essere fastidiosi, ma di solito vanno via in pochi giorni. Eventuali effetti collaterali o reazioni inusuali devono essere segnalate immediatamente al proprio medico.
Gli effetti indesiderati più comuni degli antidepressivi come la paroxetina e la sertralina sono:

* Mal di testa, che di solito scompare entro pochi giorni.
* Nausea (sensazione di malessere allo stomaco), che di solito scompare anch'essa entro pochi giorni.
* Insonnia o sonnolenza, che possono verificarsi durante le prime settimane. A volte la dose di farmaco deve essere ridotta o il momento della giornata in cui viene somministrato deve essere adeguato per contribuire a diminuire questi effetti collaterali.
* Agitazione (sensazione di nervosismo).
* Problemi sessuali, che possono colpire sia gli uomini e le donne, compresa la riduzione del desiderio sessuale, e l'avere problemi a godere del sesso.

I risultati di una revisione globale degli studi su pazienti pediatrici condotto tra il 1988 e il 2006 ha suggerito che i benefici dei farmaci antidepressivi potrebbero superare i potenziali rischi anche per i bambini e gli adolescenti. Lo studio è stato finanziato in parte dal National Institute of Mental Health americana, finanziato quindi dal Governo Americano e non dalle case farmaceutiche.
Altri farmaci

I medici possono prescrivere anche altri tipi di farmaci, come quelli elencati di seguito. Ci sono poche informazioni su perchè questi siano utili per le persone con PTSD.

1. Benzodiazepine. Questi farmaci possono essere dati per aiutare le persone a rilassarsi e dormire. Le persone che assumono benzodiazepine possono avere però problemi di memoria o diventarne dipendenti.
2. Antipsicotici. Questi farmaci sono in genere somministrati a persone con altri disturbi mentali come la schizofrenia. Persone che assumono farmaci antipsicotici possono aumentare di peso e hanno una maggiore probabilità di avere malattie cardiache e diabete.
3. Altri antidepressivi. Come la sertralina e paroxetina, la fluoxetina (Prozac) e il citalopram (Elopram), possono aiutare le persone con PTSD a sentirsi meno tesi o tristi. Per le persone con PTSD che hanno anche altri disturbi d'ansia o depressione, gli antidepressivi possono essere utili nel ridurre i sintomi di queste malattie concomitanti.

Se conosci qualcuno che pensi possa avere un disturbo da stress post traumatico, la prima cosa e la più importante che puoi fare è quella di aiutarlo ad ottenere la giusta diagnosi e trattamento. Potrebbe essere necessario prendere un appuntamento per il tuo amico o parente e andare con lui o lei alla prima visita con il medico.
Per aiutare un amico o un parente, è possibile:

* Offrire sostegno emotivo, comprensione, pazienza, e incoraggiamento.
* Imparare a conoscere il PTSD in modo da poter capire che cosa il vostro amico o parente sta vivendo.
* Parlaree con il vostro amico o parente, e ascoltaterlo attentamente.
* Imparate soprattutto a capire i suoi sentimenti. Vi aiuterà a comprendere le situazioni che possono innescare i suoi sintomi.
* Invitate i vostri amici o parenti ad uscire per distrazioni positive come passeggiate, gite e altre attività.
* Ricordategli sempre che, con il tempo e il trattamento, miglioreranno.

Dove posso trovare aiuto?

Se non sei sicuro su dove andare per chiedere aiuto, rivolgiti al tuo medico di famiglia. Le altre persone che sicuramente che possono aiutarti sono gli specialisti della salute mentale, come psichiatri, psicologi, assistenti sociali.

Presso le nostre sedi troverai sempre qualcuno di questi professionisti in grado di aiutarti ad affrontare questo disturbo. Per maggiori informazioni o per prendere un appuntamento potete chiamare lo 0683390682 o mandare una email a info@mens-sana.biz

SCIENZA
5 dicembre 2010
Diabete e depressione, cosa arriva prima?
È il diabete che aumenta il rischio di depressione o viceversa? La correlazione tra queste due condizioni fa ipotizzare che la relazione causale sia in entrambe le direzioni, stando a quanto riferiscono gli autori di un articolo apparso sulla rivista Archives of Internal Medicine.

Nel 1996, An Pan e colleghi dell'Harvard School of Public Health di Boston hanno valutato la correlazione tra le due condizioni patologiche in 65.381 donne di età compresa tra 50 e 75 anni.

I partecipanti hanno completato un questionario iniziale sulla propria anamnesi e alcuni questionari di follow-up ogni due anni fino al 2006. Sono stati classificati come depressi coloro che hanno riferito sintomi di depressione, che facevano uso di antidepressivi e che hanno avuto una diagnosi per tale condizione da un medico. Le donne che hanno ricevuto invece una diagnosi di diabete hanno poi dovuto completare un questionario su sintomi, test diagnostici e trattamenti.

Durante i 10 anni di follow-up, 2844 donne hanno ricevuto una diagnosi di diabete di tipo 2 e 7415 soggetti una diagnosi di depressione. Queste ultime avevano anche un rischio di sviluppare diabete aumentato del 17 per cento, dopo aver normalizzato i risultati per altri fattori di confondimento quali l'attività fisica o l'indice di massa corporea (BMI). In particolare, nelle donne che hanno riferito di consumare antidepressivi il rischio di sviluppare diabete risulta aumentato del 25 per cento.

Ribaltando la prospettiva, le donne con diabete hanno mostrato di avere un rischio di sviluppare depressione più alto del 29 per cento e addirittura del 53 per cento se in terapia insulinica.

“Una diagnosi di diabete può portare ai sintomi di depressione per diverse ragioni: la depressione può essere il risultato di cambiamenti biochimici direttamente causati dal diabete o dal suo trattamento, oppure dallo stress di una condizione così debilitante”, sottolineano gli autori dello studio.

SCIENZA
21 novembre 2010
Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo
A tutti può succedere di controllare le cose due volte. Ad esempio, controllare la stufa prima di lasciare casa, per assicurarsi che sia spenta. Ma le persone con Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) sentono il bisogno di controllare le cose più e più volte, o avere certi pensieri o eseguire routine e rituali più e più volte. Nel DOC i pensieri e i rituali causano sofferenza e sono d'intralcio della vita quotidiana.

I ripetuti e fastidiosi pensieri che provano queste personone si chiamano ossessioni. Per cercare di tenerle sotto controllo, le persone con DOC ripetono rituali o comportamenti, che sono chiamati compulsioni. Le persone con disturbo ossessivo compulsivo non riescono a controllare questi pensieri e questi rituali.

Esempi di ossessioni sono la paura dei germi, di essere contaminatp o di fare del male agli altri, può essere anche un preoccupante o disdicevole pensiero di tipo religioso o sessuale. Esempi di compulsioni sono il contare ripetutamente le cose, lunghe sequenze di pulizia, il lavaggio continuo del corpo o parti di esso, o il mettere le cose in un certo ordine. In generale sono azioni non sono necessari, come il verificare le cose più e più volte.

Le persone con DOC hanno questi pensieri e fanno questi rituali per almeno un'ora, quasi tutti i giorni, spesso più a lungo. Il motivo per cui il DOC rende la vita quasi impossibile è che chi ne soffree non riesce a fermare i pensieri o i rituali, in modo che a volte si arriva a perdere la scuola, il lavoro o gli incontri con gli amici.

Quali sono i sintomi del disturbo ossessivo compulsivo?

Le persone con DOC:

* Hanno ripetuti pensieri o immagini relative a molte cose diverse, come la paura dei germi, sporco o intrusi; violenza; far male ai propri cari; compiere atti sessuali, idee o pensieri in conflitto con le proprie credenze religiose.
* Compiono gli stessi rituali più e più volte, come lavarsi le mani, bloccare e sbloccare le porte, contare, conservare oggetti non necessari, o ripetere una stessa procedura più e più volte.
* Hanno pensieri e comportamenti indesiderati che non possono controllare.
* Non ottengono piacere dai comportamenti e dai rituali, ma solo un breve sollievo dall'ansia causata dai loro pensieri.
* Passano almeno un'ora al giorno sui pensieri e rituali, che provocano disagio e intralcio della vita quotidiana.

Quando si manifesta il DOC?

Per molte persone, questo disturbo inizia durante l'infanzia o l'adolescenza. La maggior parte delle persone viene diagnosticata a circa 19 anni. I sintomi di DOC possono andare e venire, migliorare o peggiorare in tempi diversi.

C'è un aiuto possibile?

Aiutare le persone con disturbo ossessivo compulsivo è possibile, indispensabile. Il primo passo è quello di andare dal proprio medico per parlare dei propri sintomi. Le persone che pensano di avere un DOC possono stampare o far vedere questa pagina web al proprio medico, per aiutarsi a parlare dei loro sintomi. Il medico farà un esame per verificare che un altro problema fisico non sia la causa dei sintomi. Il medico di base allora potrà effettuare un invio ad uno specialista della salute mentale, ovvero ad uno psichiatra.

Ci sono diversi tipi di trattamento per il disturbo ossessivo compulsivo. Una cura importante è rappresentata dalla psicoterapia con uno psicologo uno psichiatra abilitati. Nello specifico la psicoterapia cognitivo comportamentale è particolarmente utile per il trattamento del DOC. Si insegna alla persona modi diversi di pensare, di comportarsi e reagire alle situazioni che li aiuteranno a sentirsi meno ansiosi e timorosi senza avere pensieri ossessivi o agire compulsivamente.

Il trattamento farmacologico è molto spesso utilizzato insieme alla psicoterapia. E 'importante sapere che alcuni di questi medicinali può richiedere diverse settimane per iniziare ad avere effetti terapeutici. I tipi di farmaci usati per trattare il DOC sono  gli antidepressivi e gli ansiolitici. Questi tipi di farmaci sono usati per trattare altri problemi, come la depressione evidentemente, ma sono anche utili per il DOC. Questi farmaci hanno effetti collaterali lievi, che di solito non sono un problema per la maggior parte delle persone, specialmente cominciando ad assumere una dose bassa, che viene aumentata lentamente nel tempo.

Alcune persone si trovano meglio con la psicoterapia, mentre altri si sentono meglio con i farmaci. Altri ancora traggono giovamento da una combinazione delle due cose. Parlate con il vostro medico riguardo il trattamento migliore per voi.

Perché le persone si ammalano di DOC?

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo ricorre a volte nelle famiglie, ma nessuno sa per certo perché alcuni individui lo sviluppino, mentre altri no. Quando le sostanze chimiche nel cervello, i neurotrasmettitori, non sono ad un livello fisiologico, si può scatenare disturbo ossessivo compulsivo. I farmaci possono aiutare spesso le molecole del cervello a tornare al giusto livello.

Per migliorare il trattamento, gli scienziati stanno studiando diversi medicinali e nuove terapie. In centri di ricerca italiani, europei e americani vengono svolti diversi programmi a cui i pazienti possono decidere di partecipare. Di solito, questi trattamenti sono gratuiti.

Presso in nostri centri, psichiatri e psicoterapeuti trattano regolarmente persone affette da Disturbo Ossessivo Compulsivo. Per prenotare una visita o per avere maggiori informazioni potete chiamare lo 0683390682 oppure mandare una email a info@mens-sana.biz

SCIENZA
25 ottobre 2010
Rituali e ansia: il disturbo ossessivo compulsivo
"Non potevo fare niente senza rituali. Hanno invaso ogni aspetto della mia vita. Il contare mi ha veramente bloccato. Mi lavo i capelli tre volte anzichè una volta sola, perché tre è un numero che porta fortuna. Mi ci vuole molto tempo per leggere perché devo contare le righe di un paragrafo. Quando imposto la mia sveglia di notte, devo impostarla su un numero che non sia 'cattivo'. " Caterina - 19 anni

"Sapevo che i rituali non avevano senso, e mi vergognavo profondamente di loro, ma non riuscivo a superarli fino a quando ho cominciato la terapia". Carlo - 36 anni

"Vestirsi di mattina è sempre stato duro, perché avevo una routine, e se non seguivo la routine, sarei diventata ansiosa e avrei cominciato a vestirmi da capo. Avevo sempre paura che se non avessi fatto qualcosa, i miei genitori sarebbero morti a breve. Mi piacerebbe non avere questi pensieri terribili di poter danneggiare i miei genitori. Sono completamente irrazionali, ma i pensieri m'innescano più ansia e comportamenti più insensati. A causa del tempo che ho trascorso con i rituali, non sono riuscita a fare un sacco di cose che erano importanti per me." V
alentina - 22 anni


Le persone con disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) hanno persistenti e fastidiosi pensieri (ossessioni) e utilizzano rituali (compulsioni) per controllare l'ansia che questi pensieri producono. La maggior parte delle volte, i rituali finiscono per controllare loro.

Per esempio, se le persone sono ossessionate da germi o sporcizia, possono sviluppare una coazione a lavarsi le mani più e più volte. Se sviluppano una ossessione per gli intrusi, possono bloccare e chiudere a chiave le porte molte volte prima di andare a letto. La paura dell'imbarazzo sociale può indurre le persone con DOC a pettinarsi i capelli compulsivamente di fronte a uno specchio a volte tanto da essere "catturati" dallo specchio e non potersi più allontanare da esso. L'esecuzione di tali rituali non è piacevole. Nel migliore dei casi, produce un sollievo temporaneo dall'ansia creata dai pensieri ossessivi.

Altri rituali comuni sono la necessità di controllare ripetutamente le cose, toccarle (soprattutto in una particolare sequenza), o contarle. Alcune ossessioni comuni includono avere pensieri frequenti di violenza e di danneggiamento delle persone care, pensare persistentemente di compiere atti sessuali con persone che non apprezzano, o avere pensieri che sono vietati dal loro credo religioso. Le persone con DOC possono anche essere preoccupate per l'ordine e la simmetria, hanno difficoltà a buttare le cose (finedo così per accumularle), o tendono ad accumulare oggetti non necessari.

Anche le persone sane hanno anche rituali, come ad esempio il controllare se la stufa è spenta più volte prima di uscire di casa. La differenza è che le persone con DOC effettuano i loro rituali, anche se il farlo interferisce con la vita quotidiana e nonostante trovino la ripetizione angosciosa. Sebbene la maggior parte degli adulti con DOC riconoscono che quello che stanno facendo è privo di senso, alcuni adulti e la maggior parte dei bambini non riescono a rendersi conto che il loro comportamento è fuori dal comune.

Il DOC colpisce circa 2 milioni di Europei adulti e il problema può essere accompagnato da disturbi del comportamento alimentare, altri disturbi d'ansia, o depressione. Colpisce uomini e donne in numero approssimativamente uguale e di solito appare durante l'infanzia, l'adolescenza o la prima età adulta. Un terzo degli adulti con DOC sviluppa sintomi sin da bambino e la ricerca indica che il DOC potrebbe avere una familiarità.

Il decorso della malattia è molto vario. I sintomi possono andare e venire, diminuire nel tempo, o peggiorare. Se il DOC diventa grave, una persona può arrivare a smettere di lavorare o di svolgere i normali lavori di casa. Le persone con DOC cercano spesso di aiutare se stessi, evitando situazioni che scatenano le loro ossessioni, oppure possono usare alcool o droghe per calmarsi.

Il DOC di solito risponde bene al trattamento con determinati farmaci e/o alla psicoterapia in cui le persone devono affrontare le situazioni che causano paura o ansia diventando meno sensibili (desensibilizzati) a queste. Negli Stati Uniti e in Europa molti ricercatori stanno studiando nuovi metodi di trattamento per le persone con un disturbo ossessivo compulsivo che non risponde bene alle terapie usuali. Questi approcci includono combinazioni di farmaci diversi, così come la stimolazione cerebrale profonda.

SCIENZA
11 settembre 2010
Il disturbo borderline di personalità
Il disturbo Borderline della Personalità (BPD) è una grave malattia mentale caratterizzata da instabilità pervasiva degli stati d'animo, dei rapporti interpersonali, dell'immagine di sé e del comportamento. Questa instabilità danneggia spesso la vita familiare e professionale, la pianificazione a lungo termine del proprio futuro e il senso individuale di auto-identità. Originariamente pensato per essere al "limite" (da qui il nome borderline) della psicosi, questo disturbo interessa la regolazione delle emozioni. Anche se meno noto della schizofrenia o del disturbo bipolare (malattia maniaco-depressiva), il BPD colpisce il 2 per cento degli adulti, per lo più giovani donne. Vi è un elevato tasso di autolesionismo, così come una significativa quota di suicidi e tentativi di suicidio. I pazienti hanno spesso bisogno dei servizi di salute mentale, e rappresentano il 20 per cento circa delle ospedalizzazioni psichiatriche. Eppure, con un buon aiuto, migliorare nel tempo è possibile e molti pazienti sono tornati in grado di condurre una vita soddisfacente.

Sintomi

Mentre una persona con depressione o disturbo bipolare in genere mantiene lo stesso umore per settimane, una persona con disturbo borderline di personalità può esperire periodi intensi di rabbia, depressione e ansia che possono durare poche ore, o al massimo un giorno o poco più. Questi momenti possono essere associati a episodi di aggressione impulsiva, autolesionismo, e abuso di droghe o di alcool. Distorsioni della coscienza e del senso di sé possono portare a frequenti cambiamenti di obiettivi a lungo termine, problemi di carriera, lavoro, amicizie, identità di genere e di valori. A volte le persone con disturbo borderline si considerano come fondamentalmente cattive, o indegne. Possono sentirsi ingiustamente incomprese o maltrattate, annoiate, vuote e non hanno idea di chi siano. Tali sintomi sono più gravi quando si sentono isolate e prive di sostegno sociale.

Le persone con disturbo borderline di personalità spesso hanno modelli altamente instabili dei rapporti sociali. Mentre possono sviluppare intensi ma tempestosi legami, i loro atteggiamenti verso la famiglia, gli amici e le persone care possono improvvisamente passare dall'idealizzazione (grande ammirazione e amore) alla svalutazione (rabbia intensa e antipatia). Pertanto, esse possono attaccarsi immediatamente e idealizzare l'altra persona, ma quando si verifica una leggera separazione o un conflitto, passano improvvisamente da un estremo all'altro con rabbia e accuse all'altro di non prendersi cura di loro. Anche con i familiari, gli individui con disturbo borderline sono molto sensibili al rifiuto, reagiscono con rabbia e angoscia a separazioni come una vacanza, un viaggio di affari, o un improvviso cambiamento di programma. Questi timori di abbandono sembrano essere legati a difficoltà di sentirsi emotivamente legati a persone importanti, quando sono fisicamente assenti, lasciando alla persona con disturbo borderline un sentimento di perdita e inutilità. Le minacce e i tentativi di suicidio si possono verificare a causa della rabbia per l'abbandono percepito e delle delusioni.

Le persone con disturbo borderline di personalità presentano altri comportamenti impulsivi, come la spese eccessive, l'alimentazione incontrollata e il sesso a rischio. Il BPD spesso si verifica insieme ad altri problemi psichiatrici, in particolare al disturbo bipolare, la depressione, i disturbi d'ansia, l'abuso di sostanze e altri disturbi di personalità.

Trattamento

I trattamenti per il BPD sono migliorati negli ultimi anni. La psicoterapia individuale e di gruppo sono efficaci per molti pazienti. Negli ultimi 15 anni, un nuovo trattamento psicosociale denominato terapia dialettico comportamentale (DBT) è stato sviluppato specificatamente per il trattamento del BPD, e questa tecnica sembra in effetti promettente. I trattamenti farmacologici sono spesso prescritti sulla base dei sintomi specifici mostrati dal singolo paziente. I farmaci antidepressivi e gli stabilizzatori dell'umore possono essere utili per individui depressi o con l'umore labile. I farmaci antipsicotici possono essere utilizzati anche quando non ci sono distorsioni particolari del pensiero.

Recenti risultati della ricerca

Anche se la causa del disturbo borderline è sconosciuta, sia fattori ambientali che genetici sono reputati svolgere un ruolo nella predisposizione dei pazienti ai sintomi e ai tratti borderline. Gli studi dimostrano che molti, ma non tutti, gli individui con disturbo borderline hanno una storia di abuso o di separazione, nell'infanzia o nell'adolescenza. Una percentuale che va dal 40 al 70 per cento dei pazienti borderline riferisce di aver subito abusi sessuali, di solito non da un parente. I ricercatori ritengono che il BPD scaturisca da una combinazione di vulnerabilità individuale allo stress ambientale, abbandono o abuso e da una serie di eventi che innescano l'insorgenza del disturbo, nei giovani adulti. Gli adulti con disturbo borderline di personalità hanno anche notevolmente più probabilità di essere vittima di violenza, compreso lo stupro. Ciò può derivare dall'impulsività e dalla scarsa capacità di giudizio nello scegliere partner e gli stili di vita.

I meccanismi cerebrali alla base dell'impulsività, dell'instabilità dell'umore, dell'aggressività, della rabbia e dei sentimenti negativi sono stati studiati e sono tuttora sotto oggetto di indagini scientifiche. Gli studi suggeriscono che le persone predisposte all'aggressività impulsiva hanno un'alterata regolazione dei circuiti neuronali che modulano  le emozioni L'amigdala, una piccola struttura a forma di mandorla in profondità all'interno del cervello, è una componente importante del circuito che regola le emozioni negative. In risposta a segnali provenienti da altri centri del cervello che indicano una minaccia, è responsabile dei sentimenti di paura ed eccitazione. Questo potrebbe essere più evidente sotto l'influenza di droghe come l'alcol, o lo stress. Le aree nella parte anteriore del cervello (area pre-frontale) agiscono per smorzare l'attività di questo circuito. Recenti studi di brain imaging mostrano che le differenze individuali nella capacità di attivare le regioni della corteccia cerebrale prefrontale al pensiero di essere coinvolti in attività inibitoria possono predire la capacità di sopprimere le emozioni negative.

Serotonina, noradrenalina e acetilcolina sono i messaggeri chimici in questi circuiti che svolgono un ruolo nella regolazione delle emozioni, come tristezza, rabbia, ansia e irritabilità. I farmaci che aumentano la serotonina possono migliorare la sintomatologia di tipo emotivo. Allo stesso modo, i farmaci stabilizzatori dell'umore, che sono conosciuti per potenziare l'attività del GABA, principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello, possono aiutare le persone che soffrono di sbalzi di umore.

Le persone con Disturbo Borderline di Personalità possono essere aiutate. Se ti sei riconosciuto in questa descrizione o se conosci persone a te care che potrebbero soffrire di questa malattia, parlane con il tuo medico.


Presso i nostri centri potrai trovare le terapie più adeguate, farmacologiche e psicoterapiche. Telefona allo 06 83390682 o manda una emali a info@mens-sana.biz  per ulteriori informazioni o per prendere un appuntamento.

 

Riferimenti bibliografici:

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Gardner DL, Cowdry RW. Suicidal and parasuicidal behavior in borderline personality disorder. Psychiatric Clinics of North America, 1985; 8(2): 389-403.

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Davidson RJ, Putnam KM, Larson CL. Dysfunction in the neural circuitry of emotion regulation - a possible prelude to violence. Science, 2000; 289(5479): 591-4.

SCIENZA
12 agosto 2010
Il Disturbo d'Ansia Generalizzato
Tutti noi possiamo preoccuparci di cose come la salute, il denaro, o i problemi familiari in un momento o l'altro della nostra vita. Ma le persone con Disturbo d'Ansia Generalizzato (DAG) sono estremamente preoccupati per queste e per molte altre cose, anche quando c'è poco o nessun motivo di preoccuparsene. Possono essere molto preoccupate solo del dover superare la giornata. Pensano che le cose andranno sempre male. A volte, l'inquietudine costante rende le persone con DAG quasi impossibilitate nel svolgere le normali attività quotidiane.

Questa è una lista di sintomi comuni del Disturbo d'Ansia Generalizzato:

Preoccuparsi molto di cose di tutti i giorni per almeno sei mesi, anche se vi è poca o nessuna ragione di preoccuparsi di ciò;
Non poter controllare le preoccupazioni costanti;
Sapere che ci si preoccupa molto di più di quanto si dovrebbe;
Incapacità a rilassarsi;
Difficoltà di concentrazione;
Facilità a spaventarsi
Difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno.
Sintomi somatici comuni sono:
sensazione di stanchezza per nessun motivo;
mal di testa;
tensione muscolare e dolori;
fatica a deglutire;
tremori o contrazioni;
irritabilità;
sudorazione;
nausea;
sensazione di stordimento;
sensazione di restare senza fiato;
andare al bagno di frequente
vampate di calore.

Quando cominicia il Disturbo d'Ansia Generalizzato?


Il DAG si sviluppa lentamente. Inizia spesso durante il tempo che intercorre tra l'infanzia e l'età adulta. I sintomi possono andare incontro a miglioramenti o peggioramenti in tempi diversi e spesso peggiorano nei periodi di stress.

Le persone con DAG possono rivolgersi a un medico molte volte prima di capire che hanno questo disturbo. Chiedono ai loro medici di aiutarli per i sintomi del DAG, come mal di testa o difficoltà ad addormentarsi, ma non sempre l'aiuto di cui hanno bisogno è quello giusto. E' anche vero che una diagnosi certa di DAG può richiedere un certo tempo. Diverse condizioni mimano molti dei sintomi del DAG.

Esiste un aiuto?

Vi è sempre aiuto per le persone con DAG. Il primo passo è quello di andare da un medico per parlare dei propri sintomi. Le persone che pensano di avere un DAG possono discutere con il proprio medico di quello che hanno letto su questo sito e il medico farà un esame per verificare che un altro problema fisico non possa essere la causa dei sintomi. Il medico può effettuare poi un invio ad uno specialista psichiatra.

I medici possono prescrivere farmaci per contribuire ad alleviare il DAG. E 'importante sapere che alcuni di questi farmaci possono necessitare di un paio di settimane per iniziare a funzionare.

I tipi di farmaci usati per curare il DAG sono elencati di seguito. Alcuni sono usati per trattare altri problemi, come la depressione, ma sono anche utili per DAG:

antidepressivi,
farmaci anti-ansia,
beta-bloccanti.

E' possibile anche una psicoterapia per questo disturbo, sia in associazione ad una cura farmacologica, sia da sola, per i casi meno gravi.

I trattamenti possono dare grande sollievo alle persone con questo disturbo e aiutarli a vivere una vita più normale.


Perché la gente si ammala di Disturbo d'Ansia Generalizzato?

Il DAG ricorre a volte in famiglia, ma nessuno sa per certo perché alcune persone ne soffrono, mentre altre no. Quando le sostanze chimiche nel cervello non sono regolate in un certo modo, può accadere che una persona sviluppi un DAG. Per questo motivo i farmaci spesso aiutano con i sintomi perché aiutano le sostanze chimiche del cervello a riequilibrarsi al giusto livello.

Per migliorare il trattamento, gli scienziati stanno studiando diverse medicine e altri tipi di terapia. Alcuni centri universitari, in Italia e all'estero, reclutano persone con DAG per sperimentare nuovi trattamenti e capire quale di quelli esistenti sia migliore per quell'individuo.

Presso i nostri centri troverai specialisti esperti nella cura del Disturbo D'Ansia Generalizzato. Per avere ulteriori informazioni o per prendere un appuntamento chiama lo 0683390682 oppure manda una email a info@mens-sana.biz

SCIENZA
4 agosto 2010
Cos'è la Fobia sociale?
La Fobia Sociale è un disturbo d'ansia caratterizzato da ansia opprimente ed eccessiva "coscienza di sé" in situazioni sociali quotidiane. La fobia sociale può essere limitata a un solo tipo di situazione - come una paura di parlare in pubblico, o di mangiare o bere davanti agli altri - o, nella sua forma più grave, può essere così ampia che una persona sperimenta sintomi quasi ogni volta che sono presenti altre persone.

Segni e sintomi

Le persone con fobia sociale hanno una paura persistente, intensa e cronica di essere guardate e giudicate dagli altri e di sintirsi imbarazzate o umiliati a causa delle loro stesse azioni. La loro paura può essere così grave da interferire con il lavoro o la scuola, o con altre attività ordinarie. Sintomi fisici spesso accompagnano l'intensa ansia sociale e comprendono rossore, sudorazione, tremori, nausea, e la difficoltà di parlare.

Trattamento

Sono disponibili trattamenti efficaci per la fobia sociale e la ricerca sta fornendo delle importanti novità, terapie sempre migliori che possono aiutare molte persone con fobia sociale e disturbi d'ansia sono in sperimentazione.


Se pensi di avere un disturbo d'ansia, la prima persona a cui rivolgerti è il tuo medico di famiglia. Un medico può determinare se i sintomi descritti sono causati da un disturbo d'ansia, da un altro stato medico, o da entrambi.

Se un disturbo d'ansia viene diagnosticato, il passo successivo è di solito di consultare un professionista della salute mentale, ovvero uno psichiatra. I professionisti più utili nei disturbi ansiosi sono coloro che hanno una formazione in terapia cognitivo-comportamentale e che sono esperti nell'uso dei farmaci, se è necessario.

Una volta trovato un terapeuta con il quale si stabilisce un buon rapporto, è necessario lavorarvi come una squadra e progettare un piano per trattare il disturbo d'ansia insieme.

Ricorda che una volta che si comincia un farmaco, è importante non smetterlo a bruscamente. Certi farmaci devono essere diminuiti sotto la supervisione di un medico o potrebbero verificarsi reazioni negative. Assicurati di parlare con il medico che ha prescritto il farmaco prima di interrompere l'assunzione di questo. Se si hanno problemi con gli effetti collaterali, è possibile che essi possano essere eliminati, regolando la quantità di farmaco da prendere e il momento in cui prenderlo.


Metodi per ottenere un trattamento più efficace

Molte persone con disturbi d'ansia beneficiano di un gruppo di un auto-aiuto o di supporto per condividere i loro problemi e i loro risultati con gli altri. Chat su Internet possono anche essere utili a questo proposito, ma ricordate che tutte le notizie ottenute tramite Internet devono essere usate con cautela! Anche parlare con un amico fidato o con un Sacerdote può fornire un sostegno, ma non possono essere considerati sostituti di un vero professionista della salute mentale.

Le tecniche di gestione dello stress, come training autogeno o rilassamento muscolare, e la meditazione possono aiutare e potenziare gli effetti della terapia. Ci sono infatti prove sperimentali che l'esercizio aerobico può avere un effetto calmante. Poiché la caffeina, alcuni farmaci illeciti, e anche alcuni farmaci da banco possono aggravare i sintomi dei disturbi d'ansia, questi dovrebbero essere evitati. Verificate con il vostro medico prima di prendere qualsiasi farmaco supplementare.

La famiglia è molto importante per il recupero di una persona con un disturbo d'ansia. Idealmente, la famiglia dovrebbe essere di supporto, ma a volte rischia di perpetuare nel proprio amato i sintomi. I membri della famiglia non devono banalizzare la malattia o spingere ad affrontare il problema senza alcun trattamento. Se la vostra famiglia sta facendo una di queste cose, consigliamo di mostrar loro questa pagina web in modo che possano diventare vostri alleati e aiutarvi ad avere successo nella terapia.

Presso le nostre sedi operative operano professionisti specializzati nella cura della fobia sociale. Per prendere un appuntamento o per avere maggiori informazioni potete chiamare lo 0683390682 o mandare una email a info@mens-sana.biz
politica interna
29 luglio 2010
Bocciati 5 ospedali psichiatrici giudiziari su 6, poca igiene e spazi affollati
Roma, 28 lug. (Adnkronos Salute) - Gravissime carenze igienico-sanitarie e strutturali, scarsità di personale ed eccessivo sovraffollamento degli spazi. Cinque ospedali psichiatrici-giudiziari italiani (Opg) su sei vengono bocciati senza appello dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Ssn, che si è recata negli Opg di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), Aversa (Ce), Napoli, Montelupo Fiorentino (Fi), Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere (Mn) per un'ispezione approfondita con l'obiettivo di verificare le condizioni di queste strutture nate negli anni '70 per sostituire i manicomi criminali.Solo l'Opg in provincia di Mantova è risultato in buone condizioni e con un'assistenza di qualità per le persone internate. Negli altri cinque ospedali i senatori che si sono recati in visita hanno rilevato "una sorta di inferno organizzato - ha detto il presidente della Commissione Ignazio Marino - dove senza problemi viene affermato anche dagli operatori che vi lavorano che i malati stanno vivendo una sorta di ergastolo bianco". "Tra il profilo sanitario e penitenziario, negli Opg visitati, a parte rare eccezioni - ha proseguito Marino - prevale l'approccio carcerario ed è pressoché assente l'impostazione terapeutica". Più carceri che ospedali, dunque, dato anche che, paradossalmente, in queste strutture mancano gli psichiatri: "c'è spesso un medico di medicina generale per centinaia di pazienti, che riescono a vedere uno specialista per meno di un'ora alla settimana", racconta Marino."Nei fatti - ha detto il senatore Michele Saccomanno (Pdl), che si è recato in visita negli ospedali con Marino e i senatori Daniele Bosone (Pd), Donatella Poretti (Pd), e con i carabinieri del Nas - almeno cinque dei sei Opg esistenti sul territorio italiano sono ancora manicomi criminali. Le persone internate vivono delle vere e proprie via crucis. Anche i direttori di queste strutture sono spesso insensibili e accettano la situazione senza fare nulla. E con i giorni di afa appena trascorsi, il quadro si è fatto ancora più preoccupante: ho visto pazienti conservare una bottiglia d'acqua all'interno del wc per mantenerla fresca".

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SCIENZA
24 luglio 2010
Uno studio mostra la possibilità di predirre come i pazienti risponderanno agli antidepressivi
In uno studio sperimentale per il trattamento della depressione maggiore, dei test pre-trattamento usati per sondare la funzione di un centro specifico del cervello potrebbero dare previsioni su come i pazienti risponderanno alla chetamina, un farmaco che può migliorare rapidamente i sintomi della depressione in alcuni individui. Il lavoro suggerisce che potrebbe essere possibile sviluppare metodi per utilizzare tali valutazioni in futuro, non solo per comprendere meglio la depressione, ma per guidare le scelte di trattamento.


Resta urgente il bisogno di nuovi farmaci antidepressivi che funzionino con meccanismi alternativi a quelli esistenti. Vi è una particolare necessità di farmaci che possano agire più rapidamente di quelli attualmente disponibili, che possono richiedere settimane, e di modi per prevedere quali pazienti possano essere aiutati da farmaci specifici. La chetamina, il farmaco usato in questo studio, può alleviare i sintomi della depressione entro poche ore. Mentre però la ketamina ha effetti collaterali che la escludono come trattamento per la depressione, continuare la ricerca sulla ketamina può contribuire a fornire la base per lo sviluppo di altri farmaci con un meccanismo simile, buona sicurezza e rapidità di azione.

Una strada percorribile verso lo sviluppo di nuovi farmaci è quella di mappare i circuiti del cervello che non funzionano normalmente durante la depressione. Gli scienziati possono monitorare il livello di funzione di specifiche aree cerebrali, mentre un soggetto sta svolgendo un compito mentale. Lo stesso tipo di monitoraggio può essere utilizzato anche prima di iniziare un trattamento antidepressivo per determinare l'attività di base del cervello in pazienti con depressione e le differenze di attivazione che possono correlare con un miglioramento clinico.

In questo studio quindici pazienti con depressione maggiore, prima di ricevere la ketamina, hanno effettuato un test che ha coinvolto la memoria di lavoro, il tipo di memoria a breve termine chiamata in causa, per esempio, quando si tiene in mente un numero di telefono.

Mentre i pazienti effettuavano gli esercizi, i ricercatori hanno monitorato l'attività in una zona del cervello che ha collegamenti sia emotivi che cognitivi con altri centri del cervello: la corteccia cingolata anteriore pregenuale (pgACC). La tecnologia di monitoraggio utilizzata è chiamata magnetoencefalografia (MEG) che analizza i campi magnetici creati dall'attività elettrica dei neuroni nel cervello.

Tra i pazienti depressi che hanno eseguito il test di memoria di lavoro (che non implica alcun contenuto emotivo), quelli nei quali la pgACC era meno attiva, il miglioramento dei sintomi in risposta alla ketamina è stato maggiore. In ricerche precedenti, quando i pazienti depressi visualizzavano immagini a contenuto emotivo (volti spaventosi), quelli in cui la pgACC era più attiva, il miglioramento dei sintomi in risposta alla ketamina era maggiore. Presi insieme, i risultati suggeriscono che una bassa attività di questa parte del cervello in risposta a compiti non emotivi, e ad alta attività in risposta a compiti a contenuto emotivo, possono prevedere come una persona affetta da depressione può rispondere alla ketamina.

Questo studio ha anche esaminato se l'attività della pgACC possa trovare riscontro nell'attività simultanea dell'amigdala, una parte del cervello che svolge un ruolo nella elaborazione emotiva. Pazienti in cui vi era una sincronia stretta tra i due centri del cervello durante il compito di memoria di lavoro sono risultati meno sensibili alla chetamina.

In questo studio, effettuato dagli scienziati del National Institute of Mental Health Giacomo Salvadore, Carlos Zarate e colleghi, l'attività nella pgACC, e il grado con cui questa è funzionalmente connessa all'amigdala, hanno potuto fungere da indicatori, o biomarkers, del grado in cui i pazienti avrebbero risposto al trattamento con chetamina. Dare a degli individui un compito che impegna il cervello in modi specifici aiuta i ricercatori a misurare l'efficienza con cui un circuito cerebrale specifico è in funzione. Gli autori spiegano che negli studi con soggetti sani, l'attività della pgACC è aumentata quando una persona elabora informazioni con contenuto emozionale, ma non quando una persona si sta concentrando su uno stimolo più emotivamente neutro.
Nelle persone depresse, in cui il pattern di attivazione della pgACC era più vicina a quella osservata nei soggetti non depressi, le risposte al trattamento apparivano migliori. Gli autori osservano anche che il circuito di regolazione dell'umore studiato in questo lavoro sembra essere attivo nei pazienti depressi, anche quando gli viene dato un compito senza contenuto emotivo.

Oltre a farmaci in via di sviluppo con nuovi meccanismi di azione, sarà importante sviluppare metodi per prevedere chi risponderà a questi trattamenti. Questo studio fornisce indizi per capirer meglio i circuiti sottostanti la depressione maggiore e per eventuali futuri approcci a trattamenti più efficaci.

SOCIETA'
7 luglio 2010
I cittadini valutano la psichiatria: ko da nord a sud
È quanto risulta dal “Rapporto Audit civico nella salute mentale: i cittadini valutano i servizi” presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva, Tribunale per i diritti del malato.

Il Tribunale del malato ha concluso un'indagine a campione su un centinaio di servizi di psichiatria su tutto il territorio italiano. In ogni azienda sanitaria coinvolta sono emerse una o più violazioni. Locali troppo spesso fatiscenti, urgenze poco coordinate e scarsa integrazione socio-sanitaria, denunciati anche casi limite di violazioni dei diritti umani. Servizi psichiatrici tra luci e ombre ma, questa la costante, strutturalmente poco accoglienti per i locali fatiscenti e poco curati. Aspetti critici restano la sicurezza dei pazienti, la scarsa accessibilità, orari dei servizi e reperibilità in emergenze-urgenze, l'informazione, il rapporto con le famiglie e l'integrazione con gli altri attori della sanità. Solo il 40% dei centri di salute mentale ha le linee guida per pazienti a rischio suicidio.

«Bisogna sanzionare chi viola palesemente i diritti umani con trattamenti sanitari obbligatori anche nei casi in cui non sono necessari; situazioni in cui si legano le persone, si tengono le porte chiuse a chiave, si fa un uso massiccio di psicofarmaci come unica risposta - denuncia Francesca Moccia, coordinatore nazionale del Tribunale del malato -sviluppare le reti del mutuo-aiuto e delle esperienze che a queste si ispirano; rafforzare i servizi nella dimensione territoriale per ridurre i ricoveri ospedalieri».

Fonte:
Salute di Repubblica, pag. 34
SOCIETA'
3 aprile 2010
Parte il sondaggio di Mens Sana sulla qualità dei centri di salute mentale in Italia
Sul sito di Mens Sana Onlus è partito un sondaggio per valutare il grado di soddisfazione degli utenti dei Centri di Salute Mentale del territorio nazionale. L'obiettivo è quello di avere una panoramica dei servizi offerti a chi ha problemi di salute mentale dal punto di vista dei pazienti stessi, che sembrano sempre più dimenticati dai "piani di rientro" e dalle sedicenti "riforme sanitarie".
L'obiettivo di Mens Sana, con i prossimi sondaggi, sarà quello di analizzare i problemi della salute mentale e presentare le richieste degli uteni agli organi di governo della sanità.
Parteciapate!

SCIENZA
22 marzo 2010
In Italia un milone di malati psichiatrici gravi, 200 mila cronici
Roma, 18 mar. (Adnkronos Salute) - In Italia ci sono un milione di pazienti psichiatrici gravi, 200 mila cronici. E manca il 60% dei posti letto o di cura. Un ricovero in strutture pubbliche e case di cura costa tra 500 e 1.000 euro al giorno. E la mancata collaborazione con le strutture extraospedaliere (che costano 70-200 euro al giorno) deputate ad assistenza e cura dopo la fase acuta, provoca: eccesso di ricoveri, spese eccessive, interventi inadeguati e cronicizzazioni. Lo denuncia Federazione nazionale strutture comunitarie psicoterapeutiche (Fenascop), che oggi ha aperto a Torino il convegno nazionale. A 30 anni dall'entrata in vigore della legge Basaglia che ha chiuso i manicomi, nel campo dell'assistenza ai pazienti psichiatrici, si legge in una nota Fenascop, "assistiamo oggi a sprechi, divisioni e mancanza di dialogo" tra i diversi servizi. Gli sconfitti, secondo la Federazione restano i pazienti. "Con il principio di accreditamento - sottolinea in una nota il direttore scientifico Fenascop, Giovanni Giusto - si sarebbero dovute superare tutte le barriere tra pubblico e privato". "Ciò nella realtà non avviene. Il servizio 'pubblico' - dice Giusto - tende a difendere il suo status quo e dà accreditamento a strutture terze, ma sempre e soltanto pubbliche". A tutto questo si aggiungono gli sprechi: "Nella maggior parte delle Regioni - si legge in una nota Fenascop - non viene fatta un'analisi delle strutture pubbliche e private esistenti, salvo creare e mettere in rete nuove strutture pubbliche che generano concorrenza, tensione, illogicità e, in più casi, gestione privatistica del pubblico". Secondo la Federazione delle strutture comunitarie psicoterapeutiche serve "un modello di intervento veramente indirizzato alla cura e alla riabilitazione psichiatrica. La psicoterapia e la psichiatria non vanno ospedalizzate. Gli Spdc (Servizio psichiatrico diagnosi e cura) ospedalieri purtroppo non parlano con le realtà territoriali ed è quasi la norma che non sappiano o non vogliano sapere quali sono gli altri percorsi alternativi sul territorio. La maggior parte dei pazienti delle varie realtà non è la stessa degli Spdc". Nel nostro Paese a fronte dei 15 milioni di persone che almeno una volta nella vita consultano uno psicologo-psicoterapeuta, uno psichiatra o un neurologo, si registra una grave insufficienza dei posti letto e progetti individuali (dal primo intervento in strutture ospedaliere alla cura e assistenza con posti letto e progetti individuali in strutture extraospedaliere): la necessità di 10 posti ogni 10.000 abitanti si scontra con una realtà che offre 4 posti ogni 10.000 abitanti, un vuoto del 60%.

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permalink | inviato da marcopaolemili il 22/3/2010 alle 16:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SCIENZA
4 gennaio 2010
Come riaggiungere gli studi medici
Studio Medico Dott. Paolemili - Via di Monteverde 85 Interno 2 - Piano Terra


Linee autobus nelle vicinanze: 31 e 33: Fermate su Viale dei Colli Portuensi, 44 Fermata su Piazza C. A. Scotti

Clicca qui per vedere una mappa del luogo

Studio Medico presso l'Associazione Mens Sana - Centro Sanitario Romano: Via Labicana 62 - Piano -1

Clicca qui per vedere una mappa del luogo

Linee Metro nelle vicinanze: Metro A: Manzoni, Metro B: Colosseo
Linee Autobus nelle vicinanze: C3, 85, 87, 186, 571, 810, 850, 117
Linea Tram nelle vicinanze: 3

SOCIETA'
6 settembre 2007
Noi psichiatri siamo i meno religiosi
Lo studio, psichiatri i meno religiosi tra i camici bianchi
 
Roma, 3 set. (Adnkronos Salute) - Ci sono pochi fedeli della religione tra i seguaci di Freud. Uno studio dell'università di Chicago rivela infatti che gli psichiatri sono, tra i medici, gli specialisti che vantavano il minor numero di camici bianchi che si dichiarano credenti. La ricerca, condotta tra 1.820 laureati in medicina di ogni settore, è pubblicata su Psychiatric Services e rivela che il 70% degli psichiatri dichiara di non appartenere ad alcuna confessione religiosa, rispetto al 10% di quanti esercitano altre discipline mediche. "Il controverso rapporto tra fede e psichiatria - ipotizza l'autore dell'inchiesta, Farr Curlin - affonderebbe le radici nella stessa storia della disciplina medica, che a partire da Freud non ha mai incoraggiato un sentimento religioso. Un atteggiamento scettico nei confronti della fede, che a sua volta dissuaderebbe gli studenti di medicina credenti a scegliere questa specialità". Come se non bastasse, a contribuire a tenere a distanza psichiatri e fede c'è anche "la riluttanza dei medici credenti di altre specialità a inviare i propri pazienti con problemi psichici o spirituali agli psichiatri, preferendo invece ministri di culto". Ciononostante, rivela lo studio, esistono medici della 'mente' credenti. E la maggior parte sono di religione ebraica, seguiti da protestanti e cattolici che invece sono le confessioni religiose più comuni tra le altre specialità mediche.

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permalink | inviato da marcopaolemili il 6/9/2007 alle 22:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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Benvenuti nel blog del Dott. Marco Paolemili, Psichiatra e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Presidente di Mens Sana Onlus

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Dr. Marco Paolemili

 



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