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Blog personale e risorse per pazienti del Dott. Marco Paolemili
SCIENZA
5 dicembre 2010
Diabete e depressione, cosa arriva prima?
È il diabete che aumenta il rischio di depressione o viceversa? La correlazione tra queste due condizioni fa ipotizzare che la relazione causale sia in entrambe le direzioni, stando a quanto riferiscono gli autori di un articolo apparso sulla rivista Archives of Internal Medicine.

Nel 1996, An Pan e colleghi dell'Harvard School of Public Health di Boston hanno valutato la correlazione tra le due condizioni patologiche in 65.381 donne di età compresa tra 50 e 75 anni.

I partecipanti hanno completato un questionario iniziale sulla propria anamnesi e alcuni questionari di follow-up ogni due anni fino al 2006. Sono stati classificati come depressi coloro che hanno riferito sintomi di depressione, che facevano uso di antidepressivi e che hanno avuto una diagnosi per tale condizione da un medico. Le donne che hanno ricevuto invece una diagnosi di diabete hanno poi dovuto completare un questionario su sintomi, test diagnostici e trattamenti.

Durante i 10 anni di follow-up, 2844 donne hanno ricevuto una diagnosi di diabete di tipo 2 e 7415 soggetti una diagnosi di depressione. Queste ultime avevano anche un rischio di sviluppare diabete aumentato del 17 per cento, dopo aver normalizzato i risultati per altri fattori di confondimento quali l'attività fisica o l'indice di massa corporea (BMI). In particolare, nelle donne che hanno riferito di consumare antidepressivi il rischio di sviluppare diabete risulta aumentato del 25 per cento.

Ribaltando la prospettiva, le donne con diabete hanno mostrato di avere un rischio di sviluppare depressione più alto del 29 per cento e addirittura del 53 per cento se in terapia insulinica.

“Una diagnosi di diabete può portare ai sintomi di depressione per diverse ragioni: la depressione può essere il risultato di cambiamenti biochimici direttamente causati dal diabete o dal suo trattamento, oppure dallo stress di una condizione così debilitante”, sottolineano gli autori dello studio.

politica interna
17 gennaio 2008
Primari scelti dalla politica
Roma, 16 gen. (Adnkronos Salute) - La scelta dei primari? E' molto influenzata dalla politica. La pensa così ben il 94% dei medici che hanno risposto a un sondaggio realizzato da 'Quotivadis'

Vorrei sapere in che mondo vive l'altro 6% di medici...

O forse sono i Primari che tentano di salvare la faccia e autoconvincersi di essere lì perchè bravi?


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SOCIETA'
6 settembre 2007
Noi psichiatri siamo i meno religiosi
Lo studio, psichiatri i meno religiosi tra i camici bianchi
 
Roma, 3 set. (Adnkronos Salute) - Ci sono pochi fedeli della religione tra i seguaci di Freud. Uno studio dell'università di Chicago rivela infatti che gli psichiatri sono, tra i medici, gli specialisti che vantavano il minor numero di camici bianchi che si dichiarano credenti. La ricerca, condotta tra 1.820 laureati in medicina di ogni settore, è pubblicata su Psychiatric Services e rivela che il 70% degli psichiatri dichiara di non appartenere ad alcuna confessione religiosa, rispetto al 10% di quanti esercitano altre discipline mediche. "Il controverso rapporto tra fede e psichiatria - ipotizza l'autore dell'inchiesta, Farr Curlin - affonderebbe le radici nella stessa storia della disciplina medica, che a partire da Freud non ha mai incoraggiato un sentimento religioso. Un atteggiamento scettico nei confronti della fede, che a sua volta dissuaderebbe gli studenti di medicina credenti a scegliere questa specialità". Come se non bastasse, a contribuire a tenere a distanza psichiatri e fede c'è anche "la riluttanza dei medici credenti di altre specialità a inviare i propri pazienti con problemi psichici o spirituali agli psichiatri, preferendo invece ministri di culto". Ciononostante, rivela lo studio, esistono medici della 'mente' credenti. E la maggior parte sono di religione ebraica, seguiti da protestanti e cattolici che invece sono le confessioni religiose più comuni tra le altre specialità mediche.

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