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Blog personale e risorse per pazienti del Dott. Marco Paolemili
SCIENZA
20 marzo 2014
Quasi 150 mila studenti italiani sono consumatori abituali di droghe
I primi dati del rapporto del IFC-CNR rileva che sono cira 150 mila gli studenti italiani a consumare abitualmente dorghe. Oltre al consumo di cannabis, che pesa per il 50%, colpisce quello di cocaina (18.500 abituali), eroina (16 mila), sintetiche e allucinogeni (19 mila ciascuno)

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finanza
12 settembre 2013
Un tranquillo weekend nell'economia reale italiana
Guardare la realtà con i propri occhi, non ascoltare i canti delle sirene nazionalpopolari, insomma, pensare con la propria testa, è un consiglio che do sempre ai miei pazienti. Questo vale per tutte le aree che riguardano la nostra vita, anche l'economia. Per questo vi segnalo questo articolo di Roberto Gorini sull'economia reale italiana. Buona lettura.

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SCIENZA
2 maggio 2011
Il suicidio in Italia
Il suicidio è una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica. Circa 2800 persone muoiono per suicidio ogni anno in Italia. Sono quindi più le persone che muoiono ogni anno per suicidio che per omicidio. In Italia la regione con il numero più basso di suicidi è la Campania con 2,6 suicidi per 100.000 abitanti, e la più alta in Friuli-Venezia Giulia, (9,8 per 100.000 abitanti), nel 2007, seguita da Valle d'Aosta (9 su 100.000), Sardegna (8,9 su 100.000) e Trentino-Alto Adige (8,7 su 100.000). rispetto ad una media nazionale di 5,6. (Dati Istat 2008)

Il suicidio è una tragedia. Ma è spesso evitabile. Conoscere i fattori di rischio per il suicidio e chi ne è a rischio, può aiutare a ridurre il tasso di suicidi.

Chi può essere a rischio di suicidio?


Il suicidio non fa discriminazioni. Persone di tutti i generi, età, etnie sono a rischio di suicidio. Ma le persone più a rischio tendono a condividere alcune caratteristiche. I principali fattori di rischio per il suicidio sono:

La depressione, altri disturbi mentali, abuso o dipendeza da sostanze
Un precedente tentativo di suicidio
Storia familiare di un disturbo mentale o di un abuso di sostanze
Storia familiare di suicidio
Famiglia violenta, inclusi gli abusi fisici o sessuali
Possesso di pistole o altre armi da fuoco in casa
Incarcerazione, ovvero essere reclusi in carcere
L'esser stato esposto a comportamenti suicidi altrui, come quello di un membro della famiglia, di coetanei, o figure importanti.

Il rischio di comportamento suicidario è anche associato a cambiamenti nel cervello di sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori, tra cui la serotonina, che è anche associata alla depressione. Bassi livelli di serotonina sono stati trovati nel cervello di persone con una storia di tentativi di suicidio.

Molte persone, pur avendo alcuni di questi fattori di rischio, ma non hanno mai fatto tentativo di suicidio. Il suicidio, infatti, non è una normale risposta allo stress. E 'comunque, un segno di estrema necessità, non un tentativo innocuo per attrarre l'attenzione.

Più uomini o più donne?

Gli uomini hanno maggiore probabilità di morire per suicidio rispetto alle donne, ma le donne sono più inclini a tentare il suicidio. Gli uomini sono più propensi a usare metodi letali, come le armi da fuoco o il soffocamento. Le donne sono più propense degli uomini a tentare il suicidio per avvelenamento, molto spesso da farmaci.

Che dire dei bambini?

I bambini e i giovani possono anch'essi a rischio di suicidio. Anno dopo anno, il suicidio rimane una delle prime tre cause di morte per i giovani dai 15 a 24 anni.

E gli anziani?

Anche loro possono tentare il suicidio. In realtà, i maschi bianchi di 85 anni presentano il più alto tasso di suicidi rispetto a qualsiasi altra età e gruppo etnico.

Come può essere impedito il suicidio?

La prevenzione del suicidio efficace è basata sulla comprensione approfondita del problema. I programmi che funzionano devono tener conto dei fattori di rischio e promuovere interventi che sono appropriati a gruppi specifici. Ad esempio, la ricerca ha dimostrato che i disturbi mentali e l'abuso di sostanze sono fattori di rischio per il suicidio. Pertanto, molti programmi devono concentrarsi sul trattamento di questi disturbi, oltre ad affrontare il rischio di suicidio in particolare.

La Psicoterapia può effettivamente ridurre il rischio di suicidio. Una delle più efficaci è la terapia cognitivo comportamentale. Essa può aiutare le persone a imparare nuovi modi di affrontare le esperienze stressanti e aiutare le persone a prendere in considerazione azioni alternative quando i pensieri di suicidio si fanno avanti.

Un altro tipo di psicoterapia chiamata terapia comportamentale dialettica ha mostrato di riuscire a ridurre il tasso di suicidi tra le persone con disturbo borderline di personalità, una grave malattia mentale caratterizzata da umore instabile, relazioni complicati, immagine di sé non definità, e problemi di comportamento. Un terapeuta esperto in terapia comportamentale dialettica aiuta una persona a riconoscere quando i propri sentimenti o azioni sono pericolose o insalubri e insegna le competenze necessarie per affrontare meglio le situazioni sconvolgenti.

Alcuni farmaci possono essere di grande aiuto. Ad esempio, la clozapina, farmaco antipsicotico, è stato approvato dalla US Food and Drug Administration per la prevenzione del suicidio nelle persone affette da schizofrenia. Altri farmaci promettenti e trattamenti psicosociali sono tutt'ora oggetto di ricerca. Buoni risultati appare avere l'Acido Valproico.

Da altre ricerche è emerso che molti adulti più anziani e le donne che sono morti per suicidio hanno visto i loro medici di base almeno una volta l'anno prima della loro morte. La formazione dei medici nel riconoscere i segni che possono indurre una persona a considerare il suicidio può aiutare sensibilmente a prevenire i suicidi.

Cosa devo fare se qualcuno che conosco sta prendendo in considerazione il suicidio?

Se conosci qualcuno che sta pensando al suicidio, non lasciare lui o lei da sola. Cerca aiuto immediato dal suo medico o al più vicino pronto soccorso dell'ospedale, o chiama il 118. Elimina dalla vista e dalla portata di questa persona eventuali armi da fuoco o altri strumenti potenzialmente pericolosi, compresi i farmaci.

Se sei in crisi chiama la nostra associazione allo 0683390682, disponibile 7 giorni alla settimana. Il servizio è a disposizione di chiunque. Tutte le chiamate sono confidenziali. Sapremo aiutarti.

SCIENZA
22 marzo 2010
In Italia un milone di malati psichiatrici gravi, 200 mila cronici
Roma, 18 mar. (Adnkronos Salute) - In Italia ci sono un milione di pazienti psichiatrici gravi, 200 mila cronici. E manca il 60% dei posti letto o di cura. Un ricovero in strutture pubbliche e case di cura costa tra 500 e 1.000 euro al giorno. E la mancata collaborazione con le strutture extraospedaliere (che costano 70-200 euro al giorno) deputate ad assistenza e cura dopo la fase acuta, provoca: eccesso di ricoveri, spese eccessive, interventi inadeguati e cronicizzazioni. Lo denuncia Federazione nazionale strutture comunitarie psicoterapeutiche (Fenascop), che oggi ha aperto a Torino il convegno nazionale. A 30 anni dall'entrata in vigore della legge Basaglia che ha chiuso i manicomi, nel campo dell'assistenza ai pazienti psichiatrici, si legge in una nota Fenascop, "assistiamo oggi a sprechi, divisioni e mancanza di dialogo" tra i diversi servizi. Gli sconfitti, secondo la Federazione restano i pazienti. "Con il principio di accreditamento - sottolinea in una nota il direttore scientifico Fenascop, Giovanni Giusto - si sarebbero dovute superare tutte le barriere tra pubblico e privato". "Ciò nella realtà non avviene. Il servizio 'pubblico' - dice Giusto - tende a difendere il suo status quo e dà accreditamento a strutture terze, ma sempre e soltanto pubbliche". A tutto questo si aggiungono gli sprechi: "Nella maggior parte delle Regioni - si legge in una nota Fenascop - non viene fatta un'analisi delle strutture pubbliche e private esistenti, salvo creare e mettere in rete nuove strutture pubbliche che generano concorrenza, tensione, illogicità e, in più casi, gestione privatistica del pubblico". Secondo la Federazione delle strutture comunitarie psicoterapeutiche serve "un modello di intervento veramente indirizzato alla cura e alla riabilitazione psichiatrica. La psicoterapia e la psichiatria non vanno ospedalizzate. Gli Spdc (Servizio psichiatrico diagnosi e cura) ospedalieri purtroppo non parlano con le realtà territoriali ed è quasi la norma che non sappiano o non vogliano sapere quali sono gli altri percorsi alternativi sul territorio. La maggior parte dei pazienti delle varie realtà non è la stessa degli Spdc". Nel nostro Paese a fronte dei 15 milioni di persone che almeno una volta nella vita consultano uno psicologo-psicoterapeuta, uno psichiatra o un neurologo, si registra una grave insufficienza dei posti letto e progetti individuali (dal primo intervento in strutture ospedaliere alla cura e assistenza con posti letto e progetti individuali in strutture extraospedaliere): la necessità di 10 posti ogni 10.000 abitanti si scontra con una realtà che offre 4 posti ogni 10.000 abitanti, un vuoto del 60%.

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Benvenuti nel blog del Dott. Marco Paolemili, Psichiatra e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Presidente di Mens Sana Onlus

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Studi Medici a Roma:

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Per informazioni e contatti:

Segreteria: 0683390682

Cellulare: 3206975533

Email: marco.paolemili@uniroma1.it

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Dr. Marco Paolemili

 



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