.
Annunci online

Blog personale e risorse per pazienti del Dott. Marco Paolemili
POLITICA
25 giugno 2015
Il proibizionismo è un crimine
Il 26 giugno si celebra la Giornata Mondiale di Lotta alla Droga. L’ONU, nel 1987, quando instituì questo evento, si era posto l’obiettivo di liberare definitivamente la società dalla droga. Nel 2015 questo obiettivo è probabilmente più lontano da allora dall’essere raggiunto e in molti paesi, le politiche proibizioniste e punitive, che negli anni 80 del secolo scorso erano state accolte con grande entusiasmo, si sono rivelate fallimentari. I politici, così come gli alti funzionari amministrativi, hanno dimostrato ancora una volta di non conoscere la storia. Il proibizionismo che aveva vietato l’alcol negli Stati Uniti d’America era stato la svolta per la criminalità organizzata e non aveva risolto il problema dilagante dell’alcolismo. A beneficiarne non erano stati certamente i cittadini americani, ma i gangster stelle e strisce che fecero affari d’oro con la vendita di alcolici di contrabbando.

Non curanti degli insegnamenti del passato, i Governi di tutto il mondo decisero che era necessario intraprendere una lotta senza confini contro le altre droghe, come l’hashish, la marijuana, l’eroina e la cocaina. Non curanti perché, anche in quella occasione, decisero che proibire, punire e mettere fuori legge sarebbe stata la loro arma vincente. A vincere furono e sono tuttora, invece, i narcotrafficanti e le criminalità organizzate di tutte il mondo, dalla Russia alla Colombia, passando per l’Italia e il Messico. A perdere furono e sono tuttora, i consumatori delle droghe. Uomini e donne più o meno giovani si trovano oggi con due problemi: uno, come liberarsi dalla dipendenza e due, come uscire dai guai giudiziari, dal carcere e dalla criminalità in cui si sono trovati incatenati.

Essere dipendente da una sostanza significa innanzitutto non riuscire ad avere la forza di liberarsi da una schiavitù. Le sostanze d’abuso sono quelle che producono in chi le usa fenomeni di tolleranza e astinenza, per cui per ottenere lo stesso effetto piacevole è necessario assumere sempre quantità maggiori di droga (tolleranza). Non impegnare i recettori del sistema nervoso con la sostanza, cioè non assumerla più, significa stare male fisicamente e psichicamente (astinenza). In più queste sostanze stimolano il craving, il forte desiderio che impegna energie fisiche e psichiche nella ricerca del piacere indotto. Questo insieme di fenomeni provoca una schiavitù. Per stare bene e soprattutto per non stare male allora bisogna affidarsi a chi la droga può vendertela, significa cioè scendere a patti con dei criminali.

La dipendenza, grazie al proibizionismo, ti fa diventare un criminale, oltre che un drogato.
Lo sanno bene le famiglie, che si vedono spesso costrette a vendere i propri beni, impegnare i propri valori o vederli rubati dai propri figli, mariti o mogli.

I governi, dal colore diverso, hanno impegnato ingenti somme di denaro pubblico in quella che loro hanno definito “lotta alla droga”. Hanno cercato di mettersi contro un mercato drogato, nel vero senso della parola. E hanno perso. Non hanno fermato il narcotraffico e hanno condannato individui malati a pene aggiuntive. Invece di investire nel recupero sociale e nella cura dei tossicodipendenti, hanno investito in programmi costosissimi e inefficaci (sono i dati a parlare) che hanno creato più problemi di quanti ne hanno risolti.

Una madre di un ragazzo dipendente da eroina, che si è ammalata gravemente di depressione, una volta mi disse: “Vorrei che mio figlio fosse arrestato di nuovo, almeno in carcere potrà essere aiutato da qualche medico”. Se siete madri, o padri, potete immaginare cosa significa arrivare a sperare questo per il proprio figlio.

Per sconfiggere la droga non “basta dire no” come diceva Nancy Reagan mentre lanciava la prima disastrosa lotta alla droga negli Stati Uniti. Se fosse così facile, non avremo migliaia di professionisti che in ogni parte del mondo cercano ogni giorno di aiutare persone, in ospedali, cliniche, comunità e ambulatori. Queste persone, medici, psicologi, infermieri, operatori, volontari, devono combattere ogni giorno con fondi sempre più esigui e sempre meno risorse. Devono fare gli eroi, mentre vorrebbero solo fare il loro mestiere. In Italia i SerT, le strutture pubbliche delle ASL che curano le dipendenze, vedono ridurre progressivamente il loro personale e non hanno nemmeno i soldi per pagare le cure, lunghe e complesse, dei tossicodipendenti. Per ignoranza o malafede, i nostri governi condannano uomini e donne, nei tribunali e nelle strade, alla sofferenza, all’emarginazione e alla morte.

Il proibizionismo è un crimine. Se vogliamo davvero combattere la droga, dobbiamo imparare a pensare diversamente.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. droga proibizionismo dipendenza

permalink | inviato da marcopaolemili il 25/6/2015 alle 18:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
3 ottobre 2013
INCONTRO INFORMATIVO GRATUITO PARLANDO DI DIPENDENZE PATOLOGICHE: A CHI RIVOLGERSI E QUALI CURE?
SABATO 26 OTTOBRE 2013
Ore 9.30 - 13.30


Organizzato dall’Associazione Mens Sana Onlus

Le dipendenze costituiscono un problema sanitario di portata mondiale, che ha enormi ripercussioni economiche, psicologiche e di salute pubblica. Insieme ai problemi relativi all’alcol, e all’uso di sostanze stupefacenti, risulta sensibilmente aumentata l’accessibilità ad altre forme di dipendenza come la compulsione verso il gioco d’azzardo, Internet, il cibo, e che si configurano nel quadro delle “Nuove Dipendenze”. Tutte le forme di dipendenza patologica coinvolgono e possono portare sofferenza anche nel contesto familiare e sociale del diretto interessato. Il corso nasce dalla convinzione che il confronto e la condivisione sulle tematiche della dipendenza possano essere fonte di risorse per coloro che vogliono approfondire o che vivono da vicino tali problematiche.

FINALITÀ DELL’INCONTRO

La finalità è quella di promuovere un processo di sensibilizzazione e informazione verso le dipendenze patologiche e aumentare la conoscenza  sulle possibilità di intervento per gli individui e per le loro famiglie o gruppi di supporto.


OBIETTIVI
1. Informare sui fattori di rischio delle Dipendenze;
2.Fornire indicazioni in merito alle possibili cure per le Dipendenze ad oggi più utilizzate ed efficaci;
3. Accogliere le richieste d’aiuto;
4. Aumentare la conoscenza sul tema generale della Dipendenza Patologica;
5. Favorire la comprensione delle diverse tipologie di Dipendenze, dall’alcol, al fumo, al gioco, promuovendone il riconoscimento a fini preventivi.

POSSONO PARTECIPARE tutte le persone e le famiglie interessate al tema della Dipendenza. È previsto un massimo di 25 partecipanti, al fine di consentire uno scambio e una partecipazione attiva da parte di tutti.

TEMI DELL’INCONTRO

1. Come riconoscere la Dipendenza patologica: caratteristiche principali
2. Gli effetti di alcune sostanze sul nostro organismo
3. Le Nuove Dipendenze: dall’abuso di sostanze ad altre forme di dipendenza
4. Il processo di cambiamento: cosa fare?
5. A chi rivolgersi: la richiesta d’aiuto
6. Possibilità di cura per le Dipendenze Patologiche.

CONDUCONO L’INCONTRO

Dr.ssa Maria Langellotti, Psicologa-Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Associazione Mens Sana Onlus; Contatti: 3337813785, e-mail: info@marialangellotti.com

Dott. Marco Paolemili, Psichiatra, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Associazione Mens Sana Onlus; Contatti: 3206975533 e-mail: info@mens-sana.biz

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Per partecipare è sufficiente inviare una email indicando Nome e Cognome al seguente indirizzo di posta elettronica: info@mens-sana.biz .  
L’evento è gratuito

SEDE: Roma, Associazione Mens Sana, Sala Conferenze di via Merulana 134

PER ULTERIORI INFORMAZIONI

email : info@mens-sana.biz

Dr.ssa Maria Langellotti tel. 333 78 13 785
 
Dott. Marco Paolemili : tel. 320 69 75 533 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. dipendenza corso gratuito aiuto

permalink | inviato da marcopaolemili il 3/10/2013 alle 13:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SCIENZA
21 maggio 2013
Ludopatia: un giocatore di videopoker su tre è patologico
Secondo uno studio, commissionato dal Codacons e svolto su un campione di 300 persone in 20 sale sparse in tutta Italia, i giocatori dipendenti sono in prevalenza sono uomini, disoccupati, stranieri e con bassa scolarizzazione. 
televisione
18 maggio 2013
"Domani smetto", il nuovo programma di Sky che aiuta a smettere di fumare
Dal 20 maggio, su SkyUno, andrà in onda il programma "Domani smetto", condotto dalla ex iena Elena Di Cioccio. Un programma in cantiere da molti mesi al quale anche io ho dato il mio contributo. Nei primi mesi dell'anno ho dato la mia consulenza agli autori per la realizzazione del programma. Alcuni delle informazioni e delle situazioni paradossali, che fanno sorridere ma anche riflettere, che i protagonisti si troveranno davanti, nascono dalla mia esperienza nel trattamento delle dipendenze, in particolare della dipendenza da nicotina.
Non sarà un programma medico e nemmeno una video guida su come smettere di fumare. Non pensiate che basti un giorno per smettere! Guardate però il programma, oltre a divertirvi potrà servirvi a cominciare a fare qualcosa per smettere di fumare veramente e a liberarvi finalmente dalla nicotina.
Buona visione!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. domani smetto sky nicotina dipendenza

permalink | inviato da marcopaolemili il 18/5/2013 alle 9:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
consumi
22 dicembre 2012
Le Donne e l'Alcol
L'alcol rappresenta un'ulteriore sfida di salute per le donne. Anche in piccole quantità, l'alcol colpisce le donne in modo diverso rispetto agli uomini. Leggete tutto l'articolo su Mens Sana.
SCIENZA
13 giugno 2011
Progetto clinico "Come smettere di fumare definitivamente"
DESTINATARI

L’intervento è rivolto a tutti quei fumatori che si mostrano intenzionati a smettere di fumare in modo definitivo.

OBIETTIVO

Affiancare, sostenere e promuovere lo sviluppo da parte del soggetto di una migliore e maggiore consapevolezza delle ragioni della propria dipendenza dal fumo e delle proprie capacità, risorse e motivazioni a smettere.


FOCUS dell’INTERVENTO

  • MOTIVAZIONE L’intervento è focalizzato sulle ragioni che inducono la persona sia a continuare a fumare che a smettere. Entrambe le motivazioni rappresentano, infatti, le principali difficoltà ed allo stesso tempo le principali risorse per il raggiungimento dell’obiettivo. Tecniche specifiche aiutano la persona ad aumentare e mantenere la propria motivazione a smettere.
  • CONVINZIONI LIMITANTI O FALSE CREDENZE Esiste un rapporto fumare-piacere, ciascun individuo stabilisce il proprio. Fondamentale per la cura sarà prendere consapevolezza di come e quanto tale associazione sia stata dal fumatore stesso stabilita nel corso del tempo e di come, quindi, lui stesso possa modificarla una volta divenutone cosciente (es. ‘Fumare mi rilassa’, ‘fumare mi piace’).
  • RAPPORTO COL FUMO E’ essenziale capire il significato che ciascuna persona attribuisce al fumo, al gesto del fumare, alle sigarette etc. Perché è sempre e solo quando questo significato cambia che si potrà finalmente smettere! E se è stato chiesto un aiuto in tal senso è perché questo processo, da qualche parte, è già in atto. Attraverso questo intervento esso viene promosso, sostenuto e facilitato.
  • DEFINIZIONE DELL’OBIETTIVO Aiuteremo la persona a definire in modo dettagliato il proprio obiettivo. Diverse ricerche indicano, infatti, quanto sia efficace ai fini del successo ed indipendentemente dal tipo di obiettivo preposto, proprio la definizione del medesimo in modo positivo, preciso, tangibile e verificabile.


METODOLOGIA

Il protocollo, frutto di un’attenta analisi della letteratura specifica di riferimento, delle metodologie attualmente in uso più diffuse ed efficaci e dell’esperienza sia psicologico e medico professionale, si articola in cinque colloqui nel corso dei quali vengono impiegate tecniche di Counseling e Coaching. Esso, inoltre, si avvale dell’impiego di alcuni strumenti valutativi oltre che di fogli informativi appositamente sviluppati contenenti informazioni specifiche solitamente sconosciute ai fumatori e che gli consentono di riflettere e rimettere più facilmente in discussione alcune loro false credenze sul fumo (ad esempio quelle relative alla dipendenza da nicotina). La cura può essere aiutata e coadiuvata da un trattamento farmacologico per la dipendenza da nicotina, sotto stretto controllo medico.

DURATA e MODALITA’

Un totale di cinque colloqui di cui i primi due a distanza di 1 settimana l’uno dall’altro. Il terzo a 15 giorni dal secondo, infine il quarto ed il quinto rispettivamente a 3 mesi e 6 mesi. Per quanto riguarda la cadenza, essa è il risultato dell’analisi e riflessione su quelle che le statistiche sui tentativi di smettere di fumare indicano come i momenti di maggiore crisi e probabilità di ricaduta. L'obiettivo è, quindi, non solo quello di smettere di fumare, ma soprattutto quello di evitare le ricadute e liberarsi definitivamente dalla sigaretta. Quando alla terapia psicologica è associata una terapia farmacolgica, saranno forniti colloqui aggiuntivi con il nostro psichiatra.

Il progetto è guidato dalla Dott.ssa Giorgia Pizzuti Psicologa Clinica, Psicoterapeuta. Per un appuntamento e per ulteriori informazioni manda una email a info@mens-sana.biz , oppure telefona allo 06 83390682

 

SCIENZA
22 luglio 2010
L'uso dell'alcool negli anziani
Chiunque, a qualsiasi età, può avere problemi di alcolismo. "A Zio Giorgio è sempre piaciuta la sua grappa, e la sua famiglia non riesce a vedere che il suo problema col bere peggiora come lui diventa più vecchio. Nonna Beatrice è stata un'astemia per tutta la vita, ha iniziato con un bicchierino ogni sera per aiutarsi a prendere sonno dopo la morte del marito. Ora, nessuno si rende conto che ha bisogno di un paio di bicchieri ogni giorno per far passare le giornate".

Queste sono storie comuni. Il fatto è che le famiglie, amici e operatori sanitari spesso non si preoccupano dell'assunzione di alcol negli anziani. Inoltre, come il corpo gestisce l'alcool può cambiare con l'età: si può bere sempre la stessa quantità di alcol, ma nel frattempo il tuo corpo è cambiato...

L'alcol può agire in modo diverso nelle persone anziane rispetto ai giovani. Alcune persone anziane possono sentirsi "sù" senza aver dovuto aumentare la quantità di alcol. Questo star "sù" rende più alta la probabilità di avere incidenti, comprese le cadute, le fratture e gli incidenti stradali.


Bere troppo alcool nel corso di un lungo periodo può:

Aumentare della frequenza di alcuni tipi di cancro, danni al fegato, disturbi del sistema immunitario e del sistema nervoso.
Peggiorare alcune condizioni di salute, quali l'osteoporosi, il diabete, l'ipertensione e le ulcere.
Provocare alcuni problemi medici, difficili da diagnosticare e trattare. Per esempio, l'alcol provoca cambiamenti nel cuore e nei vasi sanguigni. Questi cambiamenti possono portare un dolore sordo che potrebbe essere un segnale di avvertimento di un attacco cardiaco.
Aumentare difficoltà di memoria, che possono essere scambiate per sintomi di Morbo di Alzheimer.

Alcool e farmaci

Molti farmaci soggetti a prescrizione, quelli da banco, o i rimedi a base di erbe, possono essere pericolosi o addirittura mortali se mescolati con l'alcool e bisogna rendersi conto che gli anziani assumono spesso molti farmaci ogni giorno. Prima di prendere qualsiasi medicinale quindi, rivolgetevi al medico per sapere se è possibile tranquillamente bere alcolici assieme. Ecco alcuni esempi di problemi causati da alcool mescolando con alcuni medicinali:

Se si prende l'aspirina e si beve alcol, il rischio di sanguinamento gastrico o intestinale è aumentato.
Se combinato con l'alcool, i farmaci per l'allergia e il raffreddore (gli antistaminici) possono far sentire molto sonno.
L'alcol utilizzato con alte dosi di paracetamolo, un antidolorifico comune, può causare danni al fegato.
Alcuni farmaci, come sciroppi per la tosse e lassativi, hanno un elevato contenuto di alcool. Se si beve nello stesso tempo, il livello di alcool nel sangue salirà pericolosamente.
L'alcol utilizzato con dei sonniferi, antidolorifici, ansiolitici o antidepressivi può essere mortale.

Quando l'alcool è troppo?

L'Istituto nazionale per l'abuso di alcool e l'alcolismo, parte del National Institutes of Health americano, raccomanda che le persone sane e con più di 65 anni non dovrebbero bere più di 7 bicchieri a settimana e non più di 3 bicchieri in un singolo giorno.

Un bicchiere, o unità alcolica, equivale a:

Una lattina da 33 cl di birra normale
Un normale bicchiere di 5 grammi di vino rosso o bianco
Un bicchierino di superalcolici (spiriti) come gin, vodka o whisky.

Quando bere diventa un problema?

Alcune persone sono state forti bevitori per molti anni. Ma, proprio come con Zio Giorgio, nel corso del tempo la stessa quantità di alcol ha una "funzione" più potente. Altre persone, come la nonna Beatrice, possono sviluppare problemi di alcolismo più tardi nella vita. A volte questo è il risultato di importanti cambiamenti come la morte di amici o di una persona cara, trasferirsi in una nuova casa o il peggioramento della salute. Questi tipi di cambiamenti possono portare solitudine, noia, ansia o depressione. In realtà, la depressione in adulti più anziani spesso è correlata o causata dal bere troppo.

Non tutti quelli che bevono alcolici ogni giorno hanno un problema col bere. E non tutti i bevitori problematici bevono ogni giorno. Potrebbe avere bisogno di aiuto una persona che si nasconde quando beve, assume più di sette bicchieri a settimana, o si fa del male o fa male agli altri quando beve.

Chiedere aiuto

Se si vuole smettere di bere, la prima cosa da fare è chiedere aiuto. Inizia a parlarne con il medico di base: può essere in grado di darti consigli sul trattamento. Anche i servizi sociali locali possono fornire un aiuto. Queste sono alcune cose che potete provare:

Chiedete al vostro medico quale medicina possa essere utile per voi.
Parlate con un consulente esperto che conosce i problemi di alcol nelle persone anziane.
Trovate un gruppo di sostegno per gli anziani con problemi di alcol.
Cominciate un programma di 12-step, come gli AA (Alcolisti Anonimi), che offrono sostegno alle persone che vogliono smettere di bere.
Trovate una persona, un familiare o una terapia di gruppo che possa capirvi e sostenervi.

Ci sono molte cose che potete fare per ridurre o smettere di bere:

Contare quanti grammi di alcol ci sono in ogni bevanda e farvi un rapido conto.
Tenere traccia del numero di bicchieri bevuti ogni giorno.
Decidere quanti giorni alla settimana si desidera bere, pianificando alcuni giorni senza alcol.
Non bere più di una bevanda alcolica in un'ora. Al posto di alcol, bere acqua, succhi, o altre bevande.
Assicurarsi di mangiare quando si beve. L'Alcol entrerà nel vostro sistema più lentamente se si mangia del cibo.
Prendersi il tempo per pianificare il proprio futuro. Ecco alcune cose, come esempio:

Sviluppare interessi che non riguardano l'alcool.
Evitare persone, luoghi e momenti della giornata che possono scatenare la voglia di bere.
Pianificare altre attività da svolgere quando si avrà voglia di bere.
Imparare a dire "no, grazie" quando viene offerta una bevanda alcolica.
Ricordare che rimanere in buona salute significa potersi divertire di più, provare il piacere delle cose della vita, come la nascita di un nipote, un lungo viaggio, una visita inaspettata o una festa.
Nessuno vuol farsi del male o vorrebbe ferire gli altri come conseguenza dell'aver bevuto troppo alcool. Tuttavia, ciò può accadere se si beve più di quanto si dovrebbe. Bisogna essere consapevoli di come il proprio corpo cambia con l'età. Stare attenti a questi cambiamenti, regolando la quantità di alcool può permettere di continuare a bere tranquillamente e continuare a godersi la vita al meglio.

Nei centri di Mens Sana sono disponibili programmi di trattamento specializzati per anziani con problemi di alcol. Per avere maggiori informazioni o per prendere un appuntamento potete chiamare lo 0683390682 oppure mandare una email a info@mens-sana.biz


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. alcol dipendenza anziani

permalink | inviato da marcopaolemili il 22/7/2010 alle 21:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
SOCIETA'
4 marzo 2010
Alcol, allarme 'sballo' tra i giovani il primo bicchiere già a 12 anni
Roma, 3 mar. (Adnkronos Salute/Ign) - Italiani e alcol: attrazione fatale. I connazionali che esagerano col bicchiere sfiorano il 16%. E a volte si lasciano andare in modo pericoloso: il 34% dei bevitori, soprattutto giovani, pratica almeno una volta a settimana il binge drinking, la moda di bere in maniera compulsiva fino ad ubriacarsi. E' il quadro che emerge dalla Relazione al Parlamento che il ministero della Salute ha trasmesso il 14 gennaio scorso ai presidenti di Camera e Senato sugli interventi realizzati da ministero e Regioni in attuazione della 'Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati'. Il quadro epidemiologico che emerge dalla Relazione conferma la diffusione, in atto negli ultimi anni, di comportamenti a rischio lontani dalla tradizione nazionale - sottolinea il ministero - quali i consumi fuori pasto, le ubriacature e il binge drinking, soprattutto tra i giovani. Nei confronti dell'Europa, l'Italia presenta una minore prevalenza di consumatori di bevande alcoliche e una minore diffusione del binge drinking. Tuttavia, fra coloro che consumano alcol, ben il 26% lo fa quotidianamente (il doppio della media europea), il 14% lo fa da 4 a 5 volte a settimana (valore più alto in Europa) e il 34% pratica il binge drinking almeno una volta a settimana (contro il 28% della media europea). Inoltre, il 9,4% della popolazione consuma quotidianamente alcol in quantità non moderate e il 15,9% non rispetta le indicazioni di consumo proposte dagli organi di tutela della salute. Il binge drinking è diffuso soprattutto tra i ragazzi di 18-24 anni (22,1%) e di 25-44 (16,9% ). Per quanto riguarda i giovani, la bassa età del primo contatto con le bevande alcoliche è l'aspetto di maggiore debolezza del nostro Paese nel confronto con l'Europa (in media 12,2 anni di età, contro i 14,6 della media europea). Nel 2008 il 17,6% dei giovani di 11-15 anni ha consumato bevande alcoliche, in un'età al di sotto di quella legale per la somministrazione e per la quale il consumo consigliato è pari a zero. Tra i giovani di 18-24 anni, maschi e femmine, ha consumato bevande alcoliche il 70,7%, con una prevalenza superiore alla media nazionale. In particolare, i giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano il 10% dei pazienti in trattamento nei servizi alcologici territoriali del Ssn. Cattive abitudini che portano inevitabilmente anche ad un aumento degli incidenti stradali. Tra i giovani conducenti si riscontra il più alto numero di feriti e morti negli incidenti stradali (29.672 feriti di 30-34 anni e 432 morti di 25-29 anni nel 2007) e l'ebbrezza da alcol ha rappresentato nel 2007 il 2,09 % del totale di tutte le cause di incidente stradale rilevate. Tra gli anziani over 65, il 48,1% dei maschi e il 13,1% delle femmine consuma alcolici, e in particolare vino, senza attenersi alle linee guida proposte dagli organi di tutela della salute.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. alcol dipendenza

permalink | inviato da marcopaolemili il 4/3/2010 alle 21:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
maggio        luglio

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Benvenuti nel blog del Dott. Marco Paolemili, Psichiatra e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Presidente di Mens Sana Onlus

Curriculum e profilo professionale

 

Studi Medici a Roma:

Via di Monte Verde 85 - Via Labicana 62

 

Per informazioni e contatti:

Segreteria: 0683390682

Cellulare: 3206975533

Email: marco.paolemili@uniroma1.it

Skype: marco.paolemili Skype Me™!

 


 

Dr. Marco Paolemili

 



Virtual community



Tocque Ville


NeoLib

 



New Media



 

 



Iniziative
 
 

 

 

 

 

 



Associazioni

 

Società Italiana di Psicopatologia 

 

 

NeoLib




Istituto Bruno Leoni
 


 

 


Sponsor