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Blog personale e risorse per pazienti del Dott. Marco Paolemili
SCIENZA
29 aprile 2012
Gli Antidepressivi
Usati per curare la depressione e i disturbi d'ansia, gli antidepressivi non sono tutti uguali. Una breve rassegna dei più utilizzati
SCIENZA
8 aprile 2012
Farmaci antipsicotici, domande e risposte
I farmaci antipsicotici sono utilizzati per la cura della schizofrenia e delle altre psicosi. Come funzionano? Quali sono gli effeti collaterali più comuni? Ne parliamo sul sito di Mens Sana
SCIENZA
18 marzo 2012
Piccola assenza, ma tante idee in cantiere
Dopo una lunga assenza dal Blog, sono di ritorno.
Tanti progetti clinici e di ricerca si stanno sviluppando in questo periodo e cercherò di riassumerveli brevemente.

Con la mia equipe abbiamo concluso da poco la stesura di un grande progetto di ricerca sulla Sindrome da delezione di 22q11.2. Una malattia dovuta alla delezione di un pezzo del cromosoma 22, che colpisce 1 ogni 4.000 nati vivi. Raccoglie molte sindromi, dai sintomi differenti, alcuni dei quali di carattere psichiatrico, che stiamo cercando di studiare con molta precisione, nei bambini e negli adulti.

Il Dipartimento di Neurologia e Psichiatria dell'Università "Sapienza" di Roma ha aderito al Network Italiano per la Ricerca sulle Psicosi, che riunisce, oltre al nostro altri 27 centri universitari di tutta Italia. E' il più grande gruppo di ricerca sulle psicosi mai esistito in Italia, che presto collaborerà con i grandi network europei. Nel nostro Centro, sono il responsabile della valutazione dell'area "Risorse personali, funzioni cognitive e capacità funzionali" che valuterà i sintomi cognitivi e il funzionamento nella vita reale dei pazienti affetti da psicosi e schizofrenia.

Mens Sana Onlus continua ad operare nel campo della salute mentale, allargando sempre di più i suoi confini. Le persone trattate sono aumentate rispetto allo scorso anno del 60%, il programma per le dipendenze sta mostrando tassi di successo migliori del previsto e il servizio di psicoterapia segue costantemente decine di pazienti. Stanno per concludersi dei lavori nella sede della zona S. Giovanni - Colosseo e presto sarà inaugurata la nuova sala conferenze in via Merulana.

Credo che questa breve visione d'insieme delle attività che mi vedono coinvolto in prima persona, sia per ora sufficiente. Presto ognuna, e altre, di queste iniziative saranno approfondite con maggiori particolari. Per chi già da ora è interessato e desidera informazioni più approfondite può contattarmi.

sentimenti
24 dicembre 2011
Buon Natale a tutti voi



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SCIENZA
12 novembre 2011
Il Disturbo bipolare nei bambini e negli adolescenti
Il vostro bambino mostra dei cambiamenti di umore intensi?

Il vostro bambino ha dei cambiamenti del comportamento troppo estremi? Il vostro bambino qualche volta appare esaltato o fa cose senza senso? Avete notato altre volte che è invece molto triste? Questi cambiamenti influenzano il modo in cui il vostro bambino si comporta a scuola o casa?

Alcuni bambini e adolescenti con questi sintomi possono soffrire di un disturbo bipolare, una grave malattia mentale.

Che cos'è il disturbo bipolare?

Il disturbo bipolare è una grave malattia del cervello. E' chiamata anche psicosi maniaco-depressiva. I bambini con disturbo bipolare esperiscono insoliti cambiamenti di umore. A volte si sentono molto felici o euforici e sono molto più attivi del solito. Questa condizione viene chiamata mania. A volte invece si sentono molto triste e "giù di umore" e sono molto meno attivi del solito. Questa è la fase della depressione.

Il disturbo bipolare non è paragonabile ai normali alti e bassi che ogni bambino, e che ogni persona di qualsiasi età, si trova ad attraversare. I sintomi bipolari sono molto più imponenti di una normale fluttuazione dell'umore. La malattia può rendere difficile per un bambino andar bene a scuola o andare d'accordo con amici e familiari. La malattia può anche essere pericolosa. Alcuni giovani con disturbo bipolare arrivano a farsi del male o a tentare il suicidio.

I bambini e gli adolescenti con disturbo bipolare dovrebbero essere curati. Con l'aiuto di uno psichiatra e di uno psicologo si possono gestire i propri sintomi e condurre una vita di successo.

Chi può sviluppare un disturbo bipolare?

Chiunque può sviluppare il disturbo bipolare, a tutte le età. Tuttavia, la maggioranza delle persone con disturbo bipolare si ammala nella tarda adolescenza o nella prima età adulta. La malattia di solito dura tutta la vita.

Il disturbo bipolare dei bambini e degli adolescenti è diverso rispetto a quello degli adulti?


Quando sono i bambini a sviluppare la malattia si parla allora di esordio precoce del disturbo bipolare. Questo tipo può essere più grave del disturbo bipolare degli adolescenti e degli adulti. Inoltre i giovani con disturbo bipolare possono avere più spesso periodi di vita con presenza di sintomi e cambiare d'umore più spesso rispetto agli adulti con la stessa malattia.

Quali sono le cause del disturbo bipolare?

Diversi fattori possono contribuire al disturbo bipolare, tra cui:

I geni, perché la malattia si ripropone nelle famiglie. I bambini con un genitore o un fratello con disturbo bipolare hanno maggiori probabilità di sviluppare la malattia rispetto agli altri bambini.
Struttura cerebrale anormale e anormale funzione del cervello.
Disturbi d'ansia. I bambini con disturbi d'ansia hanno più probabilità di sviluppare il disturbo bipolare.

Le cause del disturbo bipolare non sono sempre chiare. Gli scienziati stanno studiando per saperne di più sulle possibili cause e sui fattori di rischio. Questa ricerca aiuterà i medici a predire se una persona potrà essere colpita dal disturbo bipolare. Un giorno potrà anche aiutare i medici a prevenire la malattia in alcune persone.

Quali sono i sintomi del disturbo bipolare?


I cambiamenti di umore del bipolare si chiamano "episodi di disturbo dell'umore". Il vostro bambino può avere episodi maniacali, episodi di depressione, o episodi "misti". Un episodio misto ha sia sintomi maniacali che sintomi depressivi. I bambini e gli adolescenti con disturbo bipolare possono avere più spesso episodi misti rispetto agli adulti.

Gli episodi di disturbo dell'umore durano una settimana o due, a volte più a lungo. Durante un episodio i sintomi sono presenti tutti i giorni, per la maggior parte della giornata.

Gli episodi di disturbo dell'umore sono intensi. I sentimenti sono forti e si verificano con variazioni estreme di comportamento e dei livelli di energia.

I bambini e i ragazzi con un episodio maniacale possono:

Sentirsi molto felici o euforici e agire in un modo che è insolito per loro stessi
Parlare veramente veloce di un sacco di cose diverse contemporaneamente
Avere difficoltà a dormire, ma senza sentirsi stanchi
Avere molte difficoltà a rimanere concentrati
Parlare e pensare al sesso più spesso del solito ed essere promiscui
Fare cose rischiose per la propria incolumità
Fare abuso di alcol e altre droghe   

I bambini e i ragazzi con un episodio depressivo possono:

Sentirsi molto tristi
Lamentarsi molto per dolori vari, come mal di stomaco e mal di testa
Dormire troppo poco o troppo
Sentirsi in colpa e senza valore
Mangiare troppo poco o troppo
Avere poca energia e nessun interesse per le attività divertenti
Pensare alla morte o al suicidio

I bambini e gli adolescenti con disturbo bipolare hanno altri problemi psichici?

Il disturbo bipolare nei giovani può coesistere con diversi problemi.

Abuso di sostanze. Adulti e bambini affetti da disturbo bipolare sono a rischio di bere o assumere droghe.
Deficit di attenzione / iperattività, o ADHD. I bambini con disturbo bipolare e ADHD possono avere difficoltà a rimanere concentrati.
Disturbi d'ansia, come ansia da separazione. I bambini con entrambi i tipi di disturbi, potrebbero essere costrette a ricoveri in ospedale più spesso di altre persone con disturbo bipolare.

A volte problemi del comportamento possono coesistere con gli episodi di alterazione dell'umore. I giovani possono prendere un sacco di rischi, come guidare troppo veloci o spendere troppi soldi. Alcuni giovani con disturbo bipolare pensano al suicidio. Prestate attenzione ad eventuali segni di pensieri suicidi. Prendete sul serio questi segni e chiamate subito il medico del bambino. Il rischio che il suicidio venga messo in atto è alto nel disturbo bipolare.

Come viene diagnosticato il disturbo bipolare?

Un medico esperto esaminerà attentamente il vostro bambino. Non ci sono esami del sangue o scansioni del cervello in grado di diagnosticare il disturbo bipolare. Invece, il medico farà domande sullo stato d'animo del bambino e sul sonno. Il medico indagherà anche sull'energia del vostro bambino e sul suo comportamento. A volte i medici s'informeranno sui problemi di salute in famiglia, come la depressione o l'alcolismo. Il medico può utilizzare dei test per verificare se una malattia diversa dal disturbo bipolare stia causando i sintomi del vostro bambino.

Come viene trattato il disturbo bipolare?

In questo momento non esiste una cura definitiva che porta alla guarigione del disturbo bipolare. Spesso i medici trattano i bambini che hanno la malattia in modo molto simile con cui trattano gli adulti. Il trattamento può aiutare a controllare i sintomi. Il trattamento funziona meglio quando è costante nel tempo perchè può prevenire ulteriori episodi di alterazione dell'umore.

1. Farmaci. Diversi tipi di farmaci possono essere utili. I bambini rispondono ai farmaci in modi diversi, da individuo a individuo. Alcuni bambini potrebbero necessitare di più di un tipo di farmaco, perché i loro sintomi sono spesso complessi. A volte hanno bisogno di provare diversi tipi di medicine per capire quale sia la migliore.

I bambini devono prendere il minor numero e le più piccole quantità di farmaci possibile. "Start low, go slow", dicono gli psichiatri americani: "Partire con poco, procedere piano". Riferite sempre al medico del bambino qualsiasi problema con gli effetti collaterali. Non smettete di dare il farmaco al bambino senza il consulto del medico. L'arresto improvviso di un farmaco può essere pericoloso, e può rendere i sintomi bipolari più aggressivi.

2. Psicoterapia. Diversi tipi di psicoterapia possono aiutare i bambini con disturbo bipolare. La terapia può aiutare i bambini a cambiare il proprio comportamento e gestire le proprie routine. Può anche aiutare i giovani andare più d'accordo con la famiglia e gli amici. Spesso la terapia comprende anche i membri della famiglia.

Cosa si possono aspettare i bambini e i ragazzi dal trattamento?

Con il trattamento, i bambini e gli adolescenti miglioreranno col passare del tempo e il disturbo tenderà ad attenuarsi. E' molto d'aiuto la collaborazione dei medici, dei genitori e dei giovani. Lavorando insieme si ottengono risultati migliori.

A volte il disturbo bipolare si modifica col tempo. Quando questo accade, anche il trattamento deve cambiare. Ad esempio, il bambino può avere bisogno di provare un farmaco diverso. I sintomi possono tornare dopo un po' di tempo in cui tutto è andato bene, e più regolazioni dei dosaggi possono essere necessarie. Il trattamento può richiedere tempo, ma affrontare subito la malattia aiuta molti bambini e ragazzi ad avere un minor numero di sintomi bipolari.

I familiari possono fare in modo che il trattamento sia più efficace. Provate a tenere una tabella degli stati d'animo del bambino, comportamenti e durata del sonno. Questo è chiamato un "grafico giornaliero dell'umore". Può aiutare voi e il vostro bambino a capire e monitorare la malattia. Un grafico può anche aiutare il medico a verficare se il trattamento sta funzionando.

Come posso aiutare mio figlio?

Aiutate innanzitutto il vostro bambino o adolescente ad avere una giusta diagnosi e un trattamento efficace. Se pensate che possa avere un disturbo bipolare, fissate per prima cosa un appuntamento con il medico di famiglia per parlare dei sintomi che avete notato.

Se il bambino ha il disturbo bipolare, ci sono alcune cose di base che potete fare:

Avere pazienza con lui/lei
Incoraggiate vostro figlio a parlare e ascoltate lui o lei con cura
Siate comprensivi con gli episodi di disturbo dell'umore
Aiutate vostro figlio a distrarsi
Aiutate vostro figlio a capire che il trattamento può aiutarlo a stare meglio.

In che modo il disturbo bipolare influenza i genitori e la famiglia?


Prendersi cura di un bambino o di un adolescente con disturbo bipolare può essere stressante anche per i genitori. Si devono affrontare gli sbalzi d'umore e altri problemi, come ad esempio comportamenti e attività rischiose. Questo può sfidare qualsiasi genitore. A volte lo stress può ledere i vostri rapporti con le altre persone, e si può rischiare di perdere il lavoro o molto del proprio tempo libero.

Se vi state prendendo cura di un bambino con disturbo bipolare, prendetevi cura anche di voi stessi. Se mantenete il vostro livello di stress a livelli accettabili riuscirete a vivere meglio. Anche questo potrebbe aiutare il vostro bambino. Ecco perchè Mens Sana propone sempre un aiuto e un sostegno psicologico anche ai genitori.

Per avere maggiori informazioni e per prendere un appuntamento con i professionisti di Mens Sana presso le nostre sedi, potete chiamare lo 0683390682 oppure scrivere a info@mens-sana.biz

SCIENZA
29 ottobre 2011
Gli effetti dell'alcol sul cuore
In molti sanno quanto le malattie cardiache siano diffuse nella popolazione: circa 1 persona su 12 ne soffre. Quello che non sempre sappiamo è che le malattie del cuore possono essere causate dall'alcol. I ricercatori sanno da secoli che il consumo eccessivo di alcol può danneggiare il cuore. Bere molto e per un lungo periodo di tempo o bere troppo in una sola occasione può mettere il cuore e la vostra vita a rischio. D'altra parte, i ricercatori ora hanno capito che bere moderate quantità di alcol può proteggere il cuore di alcune persone dai rischi di malattia coronarica.

Decidere quanto alcol, e se sia il caso, è giusto ingerire può essere complicato. Per prendere la decisione migliore, è necessario conoscere come stanno le cose e poi consultare il proprio medico.

Conoscere la funzione del cuore

Il sistema cardiovascolare è costituito dal cuore, dai vasi sanguigni e dal sangue. Questo sistema lavora costantemente, ogni secondo della nostra vita, fornendo ossigeno e sostanze nutritive alle cellule e portando via anidride carbonica e altri materiali non più necessari.

Il cuore guida questo processo idraulico. Si tratta di un muscolo che si contrae e si rilassa più e più volte, pompando il sangue lungo il percorso dei vasi sanguigni. Il cuore batte circa 100.000 volte al giorno, pompando l'equivalente di 2.000 litri di sangue in tutto il corpo.

Le due parti, o camere, del cuore ricevono dal corpo e pompano il sangue nuovamente in esso. Il ventricolo destro del cuore pompa il sangue nei polmoni per lo scambio di anidride carbonica che viene dalle cellule con ossigeno che viene dall'esterno. Il cuore si rilassa per consentire al sangue di tornare di nuovo nella sua camera di sinistra. E poi pompa il sangue ricco di ossigeno ai tessuti e agli organi. Il sangue che passa attraverso i reni, permette al corpo di liberarsi dei rifiuti. I segnali elettrici mantengono il cuore in pompaggio continuo e alla forza appropriata per sostenere questa routine.

Conoscere i rischi


Cardiomiopatia alcolica

A lungo termine bere pesantemente indebolisce il muscolo cardiaco, causando una condizione chiamata cardiomiopatia alcolica. Un cuore indebolito ha delle fibre più deboli e allungate che non possono contrarsi in modo efficace. Di conseguenza, il cuore non può pompare sufficiente sangue per nutrire a sufficienza gli organi. In alcuni casi, questa carenza di flusso sanguigno provoca gravi danni a organi e tessuti. I sintomi della cardiomiopatia comprendono respiro corto e difficoltà respiratorie, stanchezza, gonfiore alle gambe e ai piedi, battito cardiaco irregolare. Questa condizione può anche portare all'insufficienza cardiaca.

Aritmie

Sia un abuso a breve che a lungo termine può influenzare la velocità con cui il cuore batte. Il cuore dipende da un sistema di pacemaker interno che mantiene costantemente il pompaggio alla giusta velocità. L'alcol disturba il sistema del pacemaker e fa sì che il cuore batta troppo rapidamente, o irregolarmente. Queste anomalie della frequenza cardiaca sono chiamate aritmie. Due tipi di aritmie alcol-indotte sono:

    Fibrillazione atriale - In questa forma di aritmia, della parte superiore del cuore, o atriale, le camere cardiache vibrano debolmente e troppo velocemente e non riescono a contrarsi. Il sangue si può raccogliere e coagulare negli atri e se uno di questi coaguli di sangue si stacca dal cuore e arriva al cervello, può verificarsi un ictus. Se il coagulo viaggia verso altri organi come i polmoni, provocherà  un'embolia o potrà verificarsi il blocco dei vasi sanguigni.

    Tachicardia ventricolare -  Questa forma di aritmia si verifica nelle camere cardiache più basse, i ventricoli. I segnali elettrici viaggiano in tutto il muscolo del cuore, innescando le contrazioni che fanno sì che il sangue scorra al ritmo giusto. Il danno indotto dall'alcol alle cellule del muscolo cardiaco possono far sì che questi impulsi elettrici passino attraverso il ventricolo più volte, causando contrazioni troppo frequenti. Il cuore batte così troppo velocemente, non riuscendosi a riempire di una quantità di sangue sufficiente tra ogni battito. Come risultato, il resto del corpo non riceve abbastanza sangue. La tachicardia ventricolare provoca vertigini, stordimento, perdita di coscienza, arresto cardiaco e morte improvvisa.

Bere in eccesso in una particolare occasione, soprattutto quando non sì è soliti consumare alcol, può innescare una di queste irregolarità. Il disturbo è soprannominato “holiday heart syndrome”, perché colpisce la gente che di solito non beve e potrebbe consumare troppo alcol alle feste, durante, per esempio, le festività natalizie o estive.

Nel lungo termine, l'alcol provoca dei cambiamenti cronici del corso degli impulsi elettrici che guidano il battito del cuore, creando aritmie.

Ictus cerebrale

Un ictus si verifica quando il sangue non raggiunge il cervello. In circa l'80 per cento degli ictus, è un coagulo di sangue ad impedire il flusso di sangue al cervello. Questi sono chiamati ictus ischemici. A volte il sangue, a causa di lesioni nei vasi, si accumula nel cervello, o negli spazi che lo circondano. Ciò causa un ictus emorragico.

Sia grandi quantità di alcol che l'uso a lungo termine possono portare a ictus anche nelle persone che non hanno malattie coronariche. Recenti studi hanno dimostrato che le persone che bevono molto alcol hanno circa il 56 per cento in più di probabilità rispetto alle persone che non bevono di andare incontro ad un ictus ischemico nei 10 anni successivi. I grandi bevitori hanno anche circa il 39 per cento in più di probabilità di soffrire di qualsiasi tipo di ictus rispetto alle persone che non bevono molto.

Inoltre l'alcol aggrava i problemi che spesso portano all'ictus, come l'ipertensione, le aritmie e la cardiomiopatia.

Ipertensione

L'uso cronico di alcol, così come l'abuso, possono causare l'aumento della pressione del sangue, o ipertensione. La pressione del sangue è una misura della pressione creata dal cuore mentre batte, e della pressione all'interno delle vene e arterie esercitata dal sangue. Un tratto sano dei vasi sanguigni si comporta come un elastico: come il cuore pompa sangue attraverso di loro questi si allargano, per poi tornare alle dimensioni di riposo. L'ipertensione si sviluppa quando i vasi s'irrigidiscono, diventando meno flessibili. Il consumo di alcol stimola il rilascio di ormoni dello stress che a loro volta restringono i vasi sanguigni. Ciò eleva la pressione sanguigna. Inoltre, l'alcol può influenzare la funzione dei muscoli all'interno dei vasi sanguigni, causando una loro costrizione eccessiva e la conseguente elevazione della pressione sanguigna.


Conoscere i benefici

La ricerca mostra che le persone sane che bevono quantità moderate di alcol possono avere un minor rischio di sviluppare malattie coronariche. Un bere moderato è di solito definito come non più di due drink al giorno per gli uomini e un bicchiere al giorno per le donne che non sono in stato di gravidanza o che cercano di concepire (che devono astenersi totalmente dall'alcol).

Una varietà di fattori, tra cui la dieta, la genetica, la pressione alta e l'età, può essere causa di accumulo di grasso nelle arterie, con conseguente malattia coronarica. Un eccesso di grasso restringe le arterie coronarie, che sono i vasi sanguigni che forniscono sangue al cuore. Le arterie bloccate riducono l'apporto di sangue al muscolo cardiaco, e rendono più facile la formazione di coaguli di sangue. I coaguli di sangue possono causare poi infarti cardiaci e ictus.

Secondo recenti studi, bere moderatamente potrebbe proteggere il cuore da queste situazioni. Bere moderatamente aiuta a inibire e ridurre l'accumulo di grasso nelle arterie. Possono aumentare i livelli di HDL o colesterolo "buono"  nel sangue, che scongiura le malattie cardiache. Può aiutare la prevenzione dell'infarto e dell'ictus, impedendo la formazione di coaguli di sangue e sciogliendo coaguli di sangue che si sviluppano. Bere moderatamente può anche aiutare a mantenere i livelli di pressione sanguigna sotto controllo.

Questi benefici possono non valere per le persone con altri disturbi e malattie, o che assumono regolarmente determinati farmaci. Inoltre, i ricercatori e anche noi di Mens Sana, scoraggiamo le persone dal cominciare a bere solo per i possibili ed eventuali benefici per la salute. Piuttosto, è bene discutere di queste ricerche con il proprio medico per aiutare a dar vita ad una collaborazione medico-paziente circa il percorso migliore per voi.

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SCIENZA
3 ottobre 2011
Rapporto Alzheimer, sommersi 3 casi di demenza su 4
Bussano alla porta dello specialista quando è troppo tardi, quando la malattia ha già cominciato a cancellare le loro identità e la nebbia ormai affoga i ricordi. Malati di Alzheimer senza saperlo. Su 36 milioni stimati di persone con demenza nel mondo, 3 casi su 4 sono sommersi. Senza diagnosi e senza cure. E' il dato che emerge dal Rapporto mondiale Alzheimer 2011, presentato oggi a Milano, Londra e New York in vista della XVIII Giornata dedicata all'Alzheimer (21 settembre). Ma una diagnosi precoce, avvertono i ricercatori, potrebbe far risparmiare 10 mila dollari per malato. Questo racconta il rapporto dedicato quest'anno proprio ai 'Benefici di diagnosi e interventi tempestivi', diffuso in contemporanea da Alzheimer?s Disease International (Adi), Alzheimer's Association Usa e Federazione Alzheimer Italia.Secondo il dossier, nei Paesi ad alto reddito solo il 20-50% dei casi di demenza sono riconosciuti e documentati. Una situazione che si aggrava ancora di più se si guarda alle realtà dei Paesi a basso e medio reddito, dove la percentuale di diagnosi è del 10%. "Si arriva a una diagnosi di Alzheimer anche con 3 anni di ritardo - spiega Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia - Spesso i sintomi non si riconoscono. Trattandosi nella maggior parte dei casi di anziani si attribuiscono i cali di memoria alla vecchiaia, oppure è il malato stesso a non voler uscire allo scoperto. E tutto questo si traduce in tempo perso per la cura della malattia". I trattamenti, prosegue Salvini Porro, "vanno cominciati il più presto possibile per salvaguardare la qualità di vita del malato". Interventi mirati, assicurano gli autori del rapporto, possono fare la differenza soprattutto nello stadio iniziale della malattia. Farmaci e interventi psicologici possono migliorare cognitività, indipendenza e qualità di vita delle persone con demenza allo stadio iniziale. Supporto e counselling ai familiari possono migliorare l'umore, ridurre lo stress e ritardare l'istituzionalizzazione dei pazienti. Ma la chiave è una: anticipare i tempi di riconoscimento della malattia. Sulla base di una revisione delle analisi economiche, nel rapporto si stima che la diagnosi tempestiva potrebbe far risparmiare fino a 10 mila dollari per malato nei Paesi ad alto reddito. "I governi, preoccupati per l'aumento dei costi delle cure a lungo termine della demenza, dovrebbero spendere ora per risparmiare più tardi, ma dubito che lo faranno - commenta Salvini Porro - In questo periodo si sono dimenticati dell'Alzheimer, ma nei prossimi anni dovranno affrontare una vera emergenza. Con i giovani che diminuiscono e i malati che aumentano, chi si occuperà di questi pazienti?". La malattia, relegata in basso alla lista di priorità dai governi alle prese con la crisi finanziaria, corre a un ritmo "preoccupante - osserva l'esperta - E' previsto quasi il raddoppio dei casi ogni 20 anni: 36 milioni di malati nel 2010 (di cui 7,3 in Europa), 65,7 milioni nel 2030, 115,4 milioni nel 2050. Sono queste le stime" contenute nel dossier curato da un gruppo di ricercatori guidati da Martin Prince dell'Istituto di Psichiatria del King's College di Londra. I ricercatori hanno revisionato nell'ultimo anno migliaia di studi scientifici sull'impatto di una diagnosi e di un trattamento precoci e hanno trovato l'evidenza di reali benefici per il malato e il familiare. Risultato: oggi la maggior parte delle diagnosi di demenza, spiegano, "viene effettuata con grave ritardo provocando un altrettanto grave ritardo nel trattamento". Secondo Prince, "per affrontare la demenza ogni Paese ha bisogno di una strategia nazionale che promuova una diagnosi tempestiva e un percorso di cura". In Italia, dove si contano un milione di persone con demenza di cui circa 600 mila con Alzheimer, "dovremmo seguire l'esempio di Paesi a noi vicini come la Francia, che ha varato un piano pluriennale da 1,6 miliardi", incalza Salvini Porro. La malattia costa tempo, soldi e fatica. E pesa soprattutto sulle famiglie dei pazienti. "Per un malato si parla di 60 mila euro circa fra costi diretti e indiretti", ricorda. Secondo il Rapporto mondiale Alzheimer 2010, i costi globali della demenza arrivano a 604 miliardi di dollari, cifra che rappresenta circa l'1% del Pil mondiale. In Italia sono attive circa 500 Unità di valutazione dell'Alzheimer e "la parte specialistica è adeguata - riflette Claudio Mariani, ordinario di neurologia all'università degli Studi di Milano - Ma è necessario lavorare sulla sensibilizzazione dei medici di famiglia che devono aiutarci a risparmiare tempo e a stanare i pazienti bisognosi di cure il più presto possibile. Oggi i malati arrivano dallo specialista già con i segni della demenza, ma il processo distruttivo della patologia comincia prima. E c'è una fase di pre-demenza in cui si possono riconoscere segni 'sottili' della malattia, con test molto sofisticati e precisi e con esami diagnostici". Sul fronte terapie, riferisce invece l'esperto, "i ricercatori sono a caccia di farmaci che agiscano sulle cause della patologia. C'è molta attesa per i nuovi farmaci, il vaccino che sarà sia terapeutico che preventivo e gli anticorpi monoclonali, che entrerà nella fase III di sperimentazione nel giro di un anni". Oggi sono disponibili anche trattamenti non farmacologici, come la cosiddetta 'stimolazione cognitiva' che, spiega Mariani, "può essere utile per rallentare la comparsa della demenza. Si tratta di tecniche raffinate che hanno un costo molto elevato, visto che sono praticate in pochi centri da personale super specializzato". Da Adnkronos salute

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SCIENZA
22 settembre 2011
Al di là della sbronza, conoscere l'alcol

Al di là della sbronza

Un cosmopolitan dai colori vivaci è la bevanda di scelta per i personaggi glamour in "Sex and the City". James Bond dipende dal suo famoso Martini shakerato, non mescolato, per rilassarsi dopo uno scontro con un cattivo. E cosa dire un matrimonio che si conclude senza un brindisi con lo champagne?

L'alcol è parte della nostra cultura, ci aiuta festeggiare e socializzare e migliora anche le nostre cerimonie religiose. Ma bere troppo, in un'unica occasione o nel corso del tempo, può avere gravi conseguenze per la nostra salute. La maggior parte degli Italiani, ad esempio, riconoscono che bere troppo può causare incidenti e dipendenza. Ma questa è solo una parte della storia. Oltre a questi gravi problemi, l'abuso di alcol può danneggiare gli organi del nostro corpo, indebolire il sistema immunitario e contribuire allo sviluppo del cancro. Inoltre, proprio come il fumo, l'alcol colpisce persone diverse in modo diverso. I geni, l'ambiente, e anche la dieta possono avere un ruolo nello sviluppo di una malattia alcol-correlata.

Il rovescio della medaglia è che alcune persone potrebbero effettivamente beneficiare del bere alcol in piccole quantità. Sembra un discorso complicato? Certamente sì. Per rimanere in buona salute, e decidere quale ruolo dovrebbe svolgere l'alcool nella vostra vita, avete bisogno di accurate e aggiornate informazioni. Sul nostro sito pubblicheremo degli articoli per offrire una guida basata sulle più recenti ricerche sull'effetto dell'alcol sulla salute.

Conoscere le quantità di alcol

Sapere quanto alcool c'è in un drink "standard" può aiutare a determinare quanto si sta bevendo e comprenderne i rischi. Un drink standard contiene circa 1,7 centilitri o 14 grammi di alcol puro. In termini più familiari, i seguenti importi costituiscono un drink standard o unità standard:

  • 33 cl di birra (una lattina o una bottiglia piccola - circa il 5% di alcol)
  • 14 cl di vino da tavola ( un bicchiere da tavola - circa il 12% di alcol)
  • 4,3 cl di superalcolici (un bicchierino da liquore - circa il 40% di alcol)

 


La ricerca dimostra che livelli di alcol "a basso rischio" per gli uomini non sono più di 4 unità standard per ogni singolo giorno e non più di 14 unità a settimana. Per le donne, un "basso rischio" è costituito dal consumo di non più di tre unità standard per ogni singolo giorno e non più di sette drink a settimana. Per rimanere nel basso rischio, è necessario mantenersi all'interno di entrambi i limiti giornalieri e settimanali.

Anche all'interno di questi limiti, si possono avere dei problemi se si beve troppo in fretta, se si hanno cattive condizioni di salute, o si ha un'età di più di 65 anni. Gli anziani devono bere non più di tre drink al giorno e non più di sette drink a settimana.

Sulla base della propria salute e su come l'alcol agisce sul singolo individuo, potrebbe essere necessario bere meno o per niente. Le persone che dovrebbero astenersi completamente dall'alcol sono coloro che:

Dovranno guidare un veicolo o usare macchinari
Sono incinta o vogliono avere una gravidanza a breve
Assumono farmaci che interagiscono con l'alcol
Hanno una condizione medica che l'alcol può aggravare (ad esempio cardiopatie, ipertensione, malattie del fegato e metaboliche, malattie psichiatriche e malattie neurologiche)


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permalink | inviato da marcopaolemili il 22/9/2011 alle 17:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
11 settembre 2011
In Italia 374 bambini suicidi in 27 anni, la prevenzione è assente

Centinaia di bambini italiani, negli ultimi 27 anni, hanno deciso di smettere di vivere. "Abbiamo esaminato i dati dal 1980 al 2007, scoprendo che 374 piccoli dai 10 ai 14 anni si sono suicidati nel nostro Paese. Un fenomeno tragico, che non accenna a diminuire. E che ci deve spingere a riflettere. E soprattutto a fare, finalmente, prevenzione". Lo dice all'Adnkronos Salute Maurizio Pompili, responsabile del Servizio per la prevenzione del suicidio dell'ospedale S.Andrea, in occasione dell'incontro in programma oggi e domani nella struttura romana, alla vigilia della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, che si celebra ogni anno il 10 settembre. Ogni anno, prosegue l'esperto, in Italia si contano circa 4 mila suicidi, come se ogni 12 mesi scomparisse un piccolo Paese. "Un fenomeno particolarmente allarmante proprio tra i giovani e i giovanissimi, dal momento che nella fascia di età 15-24 anni rappresenta la seconda causa di morte". Il comportamento suicidario è un fenomeno complesso e solitamente una sola causa non è sufficiente a spiegarlo. "I dati appena raccolti sui bambini testimoniano che a togliersi la vita sono più spesso i maschi, con un rapporto di tre a uno rispetto alle femmine - prosegue l'esperto - Fra le cause molto spesso ci sono problemi familiari e depressione giovanile, un altro fenomeno trascurato". "Il suicidio - conclude l'esperto - è un evento tragico e drammatico, che però può essere prevenuto. Per questo emerge con forza la necessità di interventi mirati in centri sportivi, scuole e centri sociali". Interventi che potrebbero salvare centinaia di giovani vite.

Da Adnkronos Salute

SCIENZA
3 settembre 2011
Introduzione: I farmaci per la Salute Mentale
I farmaci sono usati per trattare i sintomi dei disturbi mentali, come la schizofrenia, la depressione, il disturbo bipolare (a volte chiamata psicosi maniaco-depressiva), i disturbi d'ansia e i deficit di attenzione-iperattività (ADHD). Talvolta i farmaci vengono utilizzati assieme ad altri trattamenti, come la psicoterapia. Gli articoli di questa guida descriveranno: I tipi di farmaci usati per trattare i disturbi mentali Gli effetti collaterali dei farmaci Le istruzioni utili per l'assunzione di farmaci Le avvertenze sui farmaci pubblicate dalle agenzie di vigilanza sui farmaci. Questo sezione, dunque, non fornisce informazioni sulla diagnosi di disturbi mentali. La scelta del farmaco più adatto, della dose e del tipo di trattamento deve essere basato sui bisogni individuali di una persona e sulla sua situazione medica, sotto la imprescindibile cura di un medico. Le informazioni sui farmaci sono aggiornato frequentemente, perché nuovi studi ogni hanno vengono completati circa l'efficacia e la sicurezza delle medicine che assumiamo. In queste pagine terremo aggiornate le informazioni relative, per fornire un servizio sempre all'altezza. Vedrete che ogni volta che verranno nominati i farmaci avranno due nomi, il nome generico, ovvero la molecola che ha le proprietà farmacologiche e tra parentesi, il nome commerciale più noto. Un esempio: fluoxetina (Prozac), un antidepressivo. Che tipo di farmaci sono, quelli usati per trattare disturbi mentali? Vengono chiamati psicofarmaci perché il loro target è quello di regolare le funzioni neuronali e neurotrasmettitoriali che caratterizzano le funzioni e i disturbi psichici. Essi spesso non possono curare la malattia, ma fanno in modo che le persone si sentano molto meglio, dando loro la possibilità di lavorare, uscire di casa, avere un partner e fare una vita normale. Esiste una differenza individuale molto marcata riguardo la risposta a questi tipi di farmaci, funzionano cioè in modo diverso in persone diverse. Alcuni ottenere grandi risultati dai farmaci e aver bisogno di loro solo per un breve periodo. Per esempio, una persona con la depressione può sentirsi molto meglio dopo aver preso un farmaco per alcuni mesi, e forse non ne avrà mai più bisogno. Persone con disturbi come la schizofrenia o il disturbo bipolare, o persone che soffrono di depressione per lunghi periodi o hanno una grave ansia, potrebbero dover assumere farmaci per un tempo molto più lungo. Alcune persone sviluppano gli effetti collaterali dei farmaci (ovvero quegli effetti dovuti all'interazione del farmaco con altre aree del corpo, che producono effetti non voluti) e altre persone non ne presentano. Le dosi da assumere possono essere piccole o grandi, a seconda del farmaco e della persona che lo assume (ricordate la differenza individuale alla risposta?). I fattori che possono influenzare il modo in cui i farmaci funzionano nelle persone includono: Il tipo di disturbo mentale, quali depressione, ansia, disturbo bipolare e schizofrenia L'Età, il sesso, e la dimensione corporea (persone più grandi avranno un volume più grande in cui il farmaco si distribuirà) Le malattie fisiche (che possono colpire la funzionalità del fegato e dei reni, che sono gli organi deputati al metabolismo e alla eliminazione dal corpo dei farmaci) Abitudini come il fumare e il bere (perché tali sostanze posso interagire direttamente o indirettamente con il farmaco) La genetica (esistono varianti genetiche di enzimi metabolizzatori dei farmaci che li rendono più lenti o più veloci nel loro lavoro) Altri farmaci e integratori a base di erbe / vitamine (che interagiscono con il farmaco, rallentandone o accelerandone il metabolismo e quindi i suoi effetti). La dieta (che può aiutare l'organismo a funzionare meglio o può rallentarlo) Se i farmaci vengono presi come prescritto (dimenticare le dosi, assumerli nelle ore diverse da quelle indicate possono rendere l'effetto quasi o totalmente nullo).

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SOCIETA'
28 agosto 2011
Quanto costa una fotocopia ad agosto

Alla vostra cortese attenzione...

Desidero portare a Sua conoscenza quanto oggi, 22 agosto, ho dovuto subire nel disbrigo di una pratica presso la stanza n.°33 – ASL Roma D di via Pascarella - per una autorizzazione di un “piano terapeutico" prescritto da un medico dell’ospedale Forlanini.

Alla consegna della “prescrizione" (consegnatami dal Forlanini perché la portassi in via Pascarella…), mi è stata richiesta dalla impiegata, anche una fotocopia della stessa “prescrizione”, fotocopia che io non avevo, ne avrei dovuto avere per motivi di facile comprensione, che riguardono l'organizzazione della struttura sanitaria, non certo il cittadino. Ma… niente fotocopia, niente autorizzazione… è stata la risposta!

Erano le ore 11, la temperatura per strada 35/37 gradi, malgrado i miei quasi 80 anni, sono stato così costretto a trovare un servizio in viale Trastevere per riprodurre il documento e tornare nella stanza 33 di via Pascarella. Non è stato un “andata e ritorno" facile, per il fisico ed i 37°, mi creda!

Se ha dei dubbi Le consiglio di sottoporre qualche suo anziano  parente, o, meglio ancora , se stesso – se non è più nella verde età - a ripetere quello che oggi è stato imposto allo scrivente. Ritengo sia stato un sopruso, un abuso di ufficio perchè non trovo traccia di un obbligo del paziente a fornire la “ fotocopia”;  se c’è me lo faccia sapere per cortesia! Perché non c’è un collegamento tra le strutture per evitare di aggravare ancora più la vita del cittadino/paziente, il tutto poi per una fotocopia come nel caso in questione?

In altre strutture è possibile trovare a disposizione una macchina fotocopiatrice,(con uso a pagamento) a disposizione dei cittadini. Mi è stato detto che il problema è a conoscenza del direttore della ASL, con il risultato che tutto si è fermato alla “conoscenza”…

Se, disgraziatamente, oggi per la strada mi fossi sentito male, mi creda, qualcuno ne avrebbe pagato le conseguenze, perché non è ammissibile una tale indifferenza nel risolvere problemi a salvaguardia dell'altrui salute e per i quali si viene assunti e pagati!

Questa mia protesta ha lo scopo (la speranza) di sollecitare interventi tesi ad apportare migliorie nella organizzazione, che evitino ad altri poveracci quello che oggi è capitato a me, per una fotocopia!

Potrei conoscere il Suo pensiero al riguardo? La ringrazio anticipatamente.

Roma 22 agosto 2011

Lettera firmata


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Egregio Signore,

Ha ragione, quello che ha subito è un sopruso e uno scarico di responsabilità e lavoro su di lei. Le strutture sanitarie che redigono piani terapeutici sono tenuti a produrre tre copie: una da trattenere in cartella clinica, una da consegnare al paziente che la consegnerà al suo medico di base e una terza che deve essere spedita alla ASL di competenza dalla struttura sanitaria e non portata a mano dal paziente! La prescrizione poi è inutile, perchè già la redazione di un piano terapeutico sottintende che sia avvenuta una prescrizione (altrimenti il piano terapeutico che cosa viene fatto a fare?).
Purtroppo questo paese dalle troppe leggi, applicate con il fai da te, produce anarchia e disservizi che si abbattono sempre tutti sul cittadino-utente. Questi burocrati, che stanno uccidendo la sanità, dovrebbero mettersi in testa che sono addetti a fornire servizi al cittadino e non sono lì solo per percepire stipendi ad avere una sedia e una scrivania, da cui ripararsi anche dal caldo. Questo però dobbiamo farglielo capire noi utenti, non possiamo che essere noi a cambiare questa vergogna, ormai spero che sia chiaro a tutti che non possiamo più appellarci a qualche "onorevole", maiale ingrassato a spese nostre.
Non consegni la copia del Piano terapeutico alla ASL e non faccia nessuna fotocopia, lo riconsegni all'ospedale e gli regali un francobollo, così non potranno piangere perchè non possono sostenere i costi di spedizione.
La saluto e le prometto che pubblicheremo la sua lettera sul nostro sito
www.mens-sana.biz a testimonianza dei disservizi e soprusi che i cittadini devono sopportare e che ci impegneremo affinchè i diritti dei malati siano difesi e rispettati.

Dott. Marco Paolemili

 

ECONOMIA
25 agosto 2011
Qual è la conseguenza della socializzazione dei costi?

Mi sta a cuore diffondere un piccolo estratto dell'articolo di Albert Esplugas Boter "Perchè lo Stato minimo continua a crescere?", che reputo illuminante. Questo sistema socialista che molti di noi accettano di buon cuore, come una conquista è in realtà la nostra condanna. Condanna alla sicurezza che nessuno abbasserà mai le tasse e mai fornirà servizi pubblici di più alta qualità. Avverà sempre il contrario.


Immaginiamo due tavoli, in un ristorante, da 20 persone ciascuna. Nella prima tavola i costi verranno socializzati, ovvero ogni spesa di ogni singolo individuo seduto a quel tavolo si sommerà e il totale verrà diviso per 20. Nell’altro tavolo, invece, ciascuno pagherà il suo conto, paga per ciò che ha consumato. Quale sarà il tavolo che alla fine avrà speso di più? Il primo, dato che ogni commensale penserà: “Se io chiedo un piatto più costoso non lo pagherò io, dato che il prezzo verrà distribuito fra tutti e venti”! E dato che tutti la penseranno nello stesso modo, il conto del primo tavolo sarà decisamente più alto, rispetto al secondo.

In un sistema statale le persone finiranno col pensarla nello stesso modo degli avventori del primo tavolo. Il risultato è una domanda crescente di benefit e prebende da parte della popolazione, con il conseguente aumento della spesa pubblica.


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SOCIETA'
9 agosto 2011
Dona 1 click, fai un bel gesto
Citroen Italia ha bandito un concorso riservato alle Onlus, che assegnerà a cinque di esse un’autovettura Grand C4 Picasso. Saranno scelte le più votate attraverso il sito dell’azienda, dove è visibile l’elenco delle Onlus che si sono candidate. Partecipiamo anche noi. Se volete aiutarci, votate per Mens Sana, seguendo questo link


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SCIENZA
29 giugno 2011
La Schizofrenia
Conoscete qualcuno che sembra come aver perso contatto con la realtà? Avete mai sentito parlare di persone che affermano di "sentire voci" che nessun altro può udire? O di vedere o sentire cose che nessun altro percepisce? Oppure persone che credono a cose che non sono assolutamente vere?

A volte le persone con questi sintomi sono affette da schizofrenia, una grave malattia. Leggere questa pagina web vi aiuterà a saperne di più.

Che cos'è la schizofrenia?

La schizofrenia è una malattia grave del cervello. Molte persone affette da schizofrenia sono fortemente disabili a causa dei loro sintomi.

Le persone affette da schizofrenia possono sentire voci di altre persone che nessun altro può sentire. Possono pensare che altre persone stiano cercando di far loro del male. A volte i loro discorsi non hanno alcun senso. La malattia rende difficile mantenere un lavoro o prendersi cura di se stessi.

Chi si può ammalare di schizofrenia?


Chiunque può sviluppare la schizofrenia. Colpisce uomini e donne in modo uguale, in tutti i gruppi etnici. Anche gli adolescenti possono sviluppare la schizofrenia. In rari casi, anche i bambini ne sono affetti.

Quando ha inizio questa malattia?

I sintomi della schizofrenia di solito iniziano in una età compresa tra i 16 e 30 anni. Gli uomini spesso sviluppano sintomi in età più giovanile rispetto alle donne. Solitamente la schizofrenia non esordisce più superati i 45 anni.

Quali sono le cause della schizofrenia?

Diversi fattori possono contribuire alla schizofrenia, tra cui:

I geni, perché la malattia viene spesso a trovarsi nelle famiglie
L'ambiente, come virus e problemi di nutrizione prima della nascita
Il cervello, con una diversa struttura e chimica cerebrale alterata.

Gli scienziati hanno imparato molto sulla schizofrenia in questi anni. I progressi più importanti riguardano l'identificazione di geni e strutture del cervello che possono giocare un chiavr ruolo nella malattia. Alcuni esperti ritengono che la malattia inizi prima della nascita, ma non si mostri fino a molti anni più tardi. Con ulteriori anni di studio, i ricercatori potrebbero essere in grado di prevedere chi svilupperà la schizofrenia.

Quali sono i sintomi della schizofrenia?

I sintomi della schizofrenia possono variare d'intensità. Ci sono tre principali tipi di sintomi.

1. I sintomi positivi si riferiscono ad una distorsione del pensiero. Sono i cosiddetti sintomi psicotici. Le persone con questi sintomi sono talvolta, ma non sempre, in grado di distinguere ciò che è reale da ciò che è immaginato o creduto. I sintomi positivi includono:

Allucinazioni: quando una persona vede, sente, odora o prova cose che nessun altro può esperire con i propri sensi. "Sentire le voci" è comune per le persone con schizofrenia. Le voci può tormentare la persona per un lungo periodo prima che la famiglia o gli amici notino un problema.
Deliri: quando una persona crede cose non sono hanno un fondamento di verità. Per esempio, una persona può credere che la radio o la televisione stiano parlando direttamente a lui o lei. A volte possono credere di essere in pericolo, oppure che altre persone stiano cercando di far loro del male.
Disturbi del pensiero: modi di pensare che non sono abituali o utili. Le persone con disturbi del pensiero possono avere difficoltà nell'organizzazione dei loro pensieri. A volte smettono di parlare nel mezzo di un pensiero. Altre persone compongono parole che non hanno alcun significato.
Disturbi del movimento: i movimenti del corpo possono apparire tesi e agitati. Il disturbo del movimento può consistere nella ripetizione di certi movimenti più e più volte. In estremo, una persona può smettere di muoversi o parlare per un periodo più o meno lungo: una rara condizione chiamata "catatonia".

2. I sintomi negativi si riferiscono invecde alla difficoltà di mostrare emozioni o funzionare normalmente. Quando una persona con schizofrenia ha dei sintomi negativi, potrebbe apparire come affetto da depressione. Le persone con sintomi negativi possono:

Parlare con voce monotona
Non mostrare alcuna espressione nel viso, come un sorriso o un cipiglio
Avere difficoltà a divertirsi e a provare piacere
Avere problemi di pianificazione di una attività, come fare la spesa
Parlare molto poco agli altri, anche quando ne hanno bisogno.

3. I sintomi cognitivi non sono facili da notare, ma possono rendere difficile avere un lavoro o prendersi cura di se stessi. I sintomi cognitivi includono:

Problemi nell'utilizzare le informazioni a disposizione per prendere decisioni
Problemi nell'utilizzare e ricordare le informazioni appena apprese
Disturbi dell'attenzione.

Gli adolescenti possono ammalarsi di schizofrenia, anche se può essere difficile da diagnosticare in un primo momento. Questo perché i sintomi possono apparire come problemi che molti adolescenti hanno. Una schizofrenia che si sta sviluppando in un adolescente può apparire in diversi modi:

Il ragazzo/a Inizia a ricevere brutti voti a scuola
Cambia amici o lascia le amicizie d'un tempo
Ha difficoltà a dormire
E' irritabile o lunatico.

Come viene trattata la schizofrenia?

Non c'è una cura definitiva per la schizofrenia, ma due tipi principali di trattamento sono efficaci a controllare i sintomi: i farmaci e i trattamenti psicosociali.

1. Farmaci. I diversi tipi di farmaci antipsicotici possono aiutare enormemente e la reazione ai vari tipi di farmaci dipende molto dal paziente. A volte una persona ha bisogno di provare diversi farmaci per trovare quello che funzioni veramente.

I farmaci possono causare alcuni effetti indesiderati. La maggior parte degli effetti indesiderati comunque tendono a sparire dopo pochi giorni. Altri richiedono più tempo. I pazienti dovrebbero sempre riferire al proprio medico di questi problemi. Gli effetti collaterali più comuni includono:

Visione difficoltosa, con problemi nella messa a fuoco
I movimenti del corpo difficilmente controllabili, più spesso agitazione
Vertigini
Sonnolenza
Aumento del battito cardiaco
Sensazione di irrequietezza
Problemi mestruali
Fotosensibilità
Eruzioni cutanee
Rigidità del corpo.

Alcuni tipi di antipsicotici possono causare significativi aumenti di peso, che se non controllati possono portare a diabete o aumento del colesterolo. Altri tipi possono causare disturbi del movimento per cui una persona non può controllare alcuni movimenti muscolari, in particolare intorno alla bocca.

E 'importante segnalare qualsiasi di questi effetti collaterali al medico. I pazienti non devono interrompere l'assunzione di un farmaco senza l'aiuto di un medico. L'interruzione improvvisa del farmaco può essere pericolosa, e può rendere i sintomi della schizofrenia peggiori.

2. Trattamenti psicosociali. Questi trattamenti consentono ai pazienti di affrontare la vita di giorno in giorno. I trattamenti sono utili dopo aver trovato un farmaco che funziona. I trattamenti includono:

Psicoeducazione della famiglia: esistono modi diversi per aiutare tutta la famiglia imparare ad affrontare la malattia e aiutare i loro cari
capacità di gestione della malattia: strumenti per conoscere la malattia e gestirla giorno per giorno
Riabilitazione: un aiuto per ritrovare un lavoro e le abilità della vita quotidiana
Gruppi di auto-aiuto: sostegno reciproco tra persone affette da questa malattia e le loro famiglie
Psicoterapia incentrata su come convivere con la malattia e imparare a gestire e affrontare i sintomi, come le voci o i deliri.

Le persone affette da schizofrenia sono violente?

La maggior parte delle persone affette da schizofrenia non sono violente. Tuttavia, alcuni di loro presentano problemi di aggressività. La violenza avviene di solito a casa contro i membri della famiglia.

Il suicidio è un problema che si manifesta in alcune persone affette da schizofrenia. La probabilità di tentare un suicidio, infatti, è più alta che nelle persone non affette. Se conosci qualcuno che parla di suicidio, aiutalo a trovare un aiuto in fretta.

Problemi di droga e alcool?

L'assunzione di droghe illegali e di eccessive quantità di alcol sono problemi che si riscontrano nelle persone affette da schizofrenia. Quando un paziente fa uso di droga, è meno propenso a seguire un piano di trattamento e a curarsi, con la conseguenza che la malattia peggiora.

Molti esperti credono droga e alcol non causino la schizofrenia, ma possano rendere i farmaci antipsicotici meno efficaci. Inoltre, droghe come la marijuana fanno peggiorare i sintomi o possono essere un fattore di rishcio per l'insorgenza della malattia.

E 'molto comune per le persone affette da schizofrenia fumino molte sigarette. Anche il fumo può rendere i farmaci meno efficaci. E' difficile queste persone smettere di fumare perché ciò potrebbe rendere i loro sintomi peggiori per un periodo di tempo. E' spesso però una necessità aiutare tutti i pazienti con schizofrenia a smettere di fumare.

Come posso aiutare qualcuno che conosco che soffre di schizofrenia?

Le famiglie sono di solito quelli che hanno sulle spalle tutto il peso della gestione di una persona con schizofrenia. I membri della famiglia possono aiutare il loro caro ad assumere i farmaci e sottoporsi agli altri trattamenti. Possono anche imparare come aiutare il loro caro a rendere la sua vita migliore possibile.

Assistere e sostenere un membro della famiglia con la schizofrenia può essere difficile. Alcuni pazienti decidono di smettere il trattamento, smettere di prendere le medicine. Se questo accade, può essere necessario l'aiuto dello psichiatra, che può disporre un trattamento sanitario obbligatorio, o del pronto soccorso di un ospedale. I medici del pronto soccorso possono infatti controllare la persona e decidere se ha bisogno di aiuto professionale urgente.

E 'importante però rispettare una persona con schizofrenia. Ma non si deve permettere loro di attuare comportamenti pericolosi per se stesso o per gli altri. Ecco perchè è importante rimanere sempre in contatto con il proprio psichiatra.

Contattaci per saperne di più sulla schizofrenia o per aiutare te stesso, o una persona a cui vuoi bene ad affrontare al meglio questa malattia. Chiama lo 0683390682 o manda una email a info@mens-sana.biz per sapere come possiamo aiutarti.

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SCIENZA
13 giugno 2011
Progetto clinico "Come smettere di fumare definitivamente"
DESTINATARI

L’intervento è rivolto a tutti quei fumatori che si mostrano intenzionati a smettere di fumare in modo definitivo.

OBIETTIVO

Affiancare, sostenere e promuovere lo sviluppo da parte del soggetto di una migliore e maggiore consapevolezza delle ragioni della propria dipendenza dal fumo e delle proprie capacità, risorse e motivazioni a smettere.


FOCUS dell’INTERVENTO

  • MOTIVAZIONE L’intervento è focalizzato sulle ragioni che inducono la persona sia a continuare a fumare che a smettere. Entrambe le motivazioni rappresentano, infatti, le principali difficoltà ed allo stesso tempo le principali risorse per il raggiungimento dell’obiettivo. Tecniche specifiche aiutano la persona ad aumentare e mantenere la propria motivazione a smettere.
  • CONVINZIONI LIMITANTI O FALSE CREDENZE Esiste un rapporto fumare-piacere, ciascun individuo stabilisce il proprio. Fondamentale per la cura sarà prendere consapevolezza di come e quanto tale associazione sia stata dal fumatore stesso stabilita nel corso del tempo e di come, quindi, lui stesso possa modificarla una volta divenutone cosciente (es. ‘Fumare mi rilassa’, ‘fumare mi piace’).
  • RAPPORTO COL FUMO E’ essenziale capire il significato che ciascuna persona attribuisce al fumo, al gesto del fumare, alle sigarette etc. Perché è sempre e solo quando questo significato cambia che si potrà finalmente smettere! E se è stato chiesto un aiuto in tal senso è perché questo processo, da qualche parte, è già in atto. Attraverso questo intervento esso viene promosso, sostenuto e facilitato.
  • DEFINIZIONE DELL’OBIETTIVO Aiuteremo la persona a definire in modo dettagliato il proprio obiettivo. Diverse ricerche indicano, infatti, quanto sia efficace ai fini del successo ed indipendentemente dal tipo di obiettivo preposto, proprio la definizione del medesimo in modo positivo, preciso, tangibile e verificabile.


METODOLOGIA

Il protocollo, frutto di un’attenta analisi della letteratura specifica di riferimento, delle metodologie attualmente in uso più diffuse ed efficaci e dell’esperienza sia psicologico e medico professionale, si articola in cinque colloqui nel corso dei quali vengono impiegate tecniche di Counseling e Coaching. Esso, inoltre, si avvale dell’impiego di alcuni strumenti valutativi oltre che di fogli informativi appositamente sviluppati contenenti informazioni specifiche solitamente sconosciute ai fumatori e che gli consentono di riflettere e rimettere più facilmente in discussione alcune loro false credenze sul fumo (ad esempio quelle relative alla dipendenza da nicotina). La cura può essere aiutata e coadiuvata da un trattamento farmacologico per la dipendenza da nicotina, sotto stretto controllo medico.

DURATA e MODALITA’

Un totale di cinque colloqui di cui i primi due a distanza di 1 settimana l’uno dall’altro. Il terzo a 15 giorni dal secondo, infine il quarto ed il quinto rispettivamente a 3 mesi e 6 mesi. Per quanto riguarda la cadenza, essa è il risultato dell’analisi e riflessione su quelle che le statistiche sui tentativi di smettere di fumare indicano come i momenti di maggiore crisi e probabilità di ricaduta. L'obiettivo è, quindi, non solo quello di smettere di fumare, ma soprattutto quello di evitare le ricadute e liberarsi definitivamente dalla sigaretta. Quando alla terapia psicologica è associata una terapia farmacolgica, saranno forniti colloqui aggiuntivi con il nostro psichiatra.

Il progetto è guidato dalla Dott.ssa Giorgia Pizzuti Psicologa Clinica, Psicoterapeuta. Per un appuntamento e per ulteriori informazioni manda una email a info@mens-sana.biz , oppure telefona allo 06 83390682

 

SCIENZA
12 maggio 2011
Come dimagrire e mantenere il peso forma







Sovrappeso ed obesità costituiscono un importante fattore di rischio per malattie metaboliche (infarto, ipertensione, ictus cerebrale e diabete); inoltre sono anche fonte di disagio estetico e psicologico nella vita di relazione e nei rapporti interpersonali.
Dimagrire con le diete classiche è però un’impresa difficile: il calo del peso avviene molto lentamente, è necessario pesare e dosare tutti gli alimenti; è impossibile seguire le norme dietetiche se si è fuori casa.
Insomma, si perde la costanza e la motivazione, riacquistando velocemente i pochi chili persi.
Fortunatamente esiste un metodo nutrizionale rivoluzionario, messo a punto dal Prof. Blackburn dell’Università di Harvard (U.S.A.) negli anni ‘70, che consente un dimagrimento rapido (è possibile perdere dai 7 ai 9 Kg. al mese), non pericoloso perché fondato rigorosamente su basi scientifiche e seguito scrupolosamente dal medico.
Si tratta della dieta normo proteica, ovvero un programma dietetico completo: dalla perdita di peso all’equilibrio alimentare.
Permette di perdere peso, rimodellare la silhouette corporea, eliminare la cellulite attraverso la perdita della massa grassa in eccesso, senza intaccare la massa magra, cioè l’apparato muscolare.
Seguito da un periodo di transizione dove si inseriscono poco per volta gli alimenti, sia a livello quantitativo che qualitativo (aventi zuccheri lenti e semi-lenti) in modo da permettere all’organismo ad abituarsi a secernere una giusta quantità di insulina (ormone che fabbrica il grasso), e a rialzare il metabolismo che, nella dieta proteica, come del resto in tutti i regimi dietetici, si abbassa.
Questa è la fase “chiave” per mantenere a medio e lungo tempo gli importanti risultati raggiunti, oltre che a rieducare ad una sana, varia e completa alimentazione: l’equilibrio alimentare.

La Dieta proteica classica, la più rapida


Il suo principio è semplice: il consumo di proteine ad alta qualità biologica, attraverso gli integratori S.D.M., permette di proteggere la massa magra (muscoli, ossa, pelle, organi) e obbliga l’organismo ad utilizzare i propri grassi come fonte di energia.
Ne segue una perdita di peso rapida, unicamente per quanto riguarda i grassi stoccati. Altro vantaggio molto importante: i corpi chetonici, che si formano nei primi giorni del regime, tolgono la fame in maniera del tutto naturale e sono psico stimolanti. Non c’è dunque né fame né stanchezza.
Nel corso della dieta, certe verdure sono permesse a volontà, indispensabili al buon funzionamento intestinale e permettono di variare i pasti.
Al fine di evitare tutti i deficit, vi sarà consigliato di associare, secondo i vostri bisogni, diversi complementi alimentari: sali minerali, vitamine, oligo-elementi, calcio, acidi grassi essenziali etc. scelti nella gamma di Micronutrizione Inovance S.D.M. perfettamente adattata per questa complementazione.
La dieta proteica classica è particolarmente raccomandata per eccessi ponderali importanti e per una necessità di perdita di peso veloce.

La Dieta proteica mitigata, la più conviviale


E’ composta da tassi di glucidi e lipidi leggermente più elevati rispetto alla dieta classica, può essere usata dopo un periodo di dieta classica, o fin dall’inizio del regime per:
. perdita di peso meno importante
. persone che preferiscono avere la possibilità di mangiare,in uno dei due pasti principali, alimenti proteici di origine animale (carne, pesce) e verdure più varie.
Presenta gli stessi vantaggi della dieta classica, ma la perdita di peso è meno rapida e l’effetto anti fame a volte meno radicale. Le restrizioni sono minori e può essere più adatta a chi per esigenze diverse non può utilizzare in ogni occasioni gli integratori proteici.

Il Regime di transizione in 4 tappe

Reintroduzione progressiva sia quantitativa che qualitativa dei glucidi e dei lipidi.
E’ una fase indispensabile dopo la dieta proteica e prima dell’alimentazione normale equilibrata.
Può essere anche utilizzata per:
• perdite di peso poco importanti
• in certe età della vita: adolescenti o anziani.

L’equilibrio alimentare


Una corretta alimentazione, attività fisica, igiene di vita aiutano a mantenerci in buona forma.
Dal punto di vista etimologico, dietetica significa “l’arte del ben vivere e del ben mangiare”, due fenomeni che vanno di pari passo tra loro. Avete appena terminato la dieta proteica S.D.M. sotto controllo del vostro medico, avete raggiunto il peso da voi desiderato e vi sentite in perfetta forma; in questo momento è indispensabile mantenere a lungo termine i risultati raggiunti, ed è per questo che parleremo di equilibrio alimentare. Con il mantenimento che avete seguito dopo la dieta proteica, avete già potuto valutare e conoscere i giusti cibi sia a livello qualitativo che quantitativo inseriti durante la giornata. Ci sono poche regole, ma ben precise da rispettare: innanzitutto evitare alimenti aventi troppi grassi saturi e zuccheri semplici, es: croissants, pasticceria in genere, privilegiare gli zuccheri lenti: frutta, pane e pasta integrali. Non deve mai mancare un apporto di proteine: carne, pesce, uova, legumi, necessari per i vostri muscoli e per il loro effetto saziante. Evitare formaggi troppo stagionati. Le verdure non devono mai mancare ad ogni pasto per un giusto apporto di vitamine, oligoelementi e fibre. E’ altresì importante la cottura e il modo di cucinare: la pasta deve essere al dente e non stracotta. I cibi devono essere cucinati evitando il più possibile grassi saturi (es. burro, margarina); ottimo, senza esagerare, l’olio extravergine di oliva (ricco in vitamine). E’ giusto che vi concediate ogni tanto uno “sfizio” o un pasto goloso, ma è altrettanto giusto che non prendiate certe “cattive abitudini” come abituali!
Un altro consiglio?
Una giusta e costante attività fisica vi permetterà di mantenere sotto controllo oltre che il vostro peso, il vostro stress!



Una dieta dimagrante, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, deve seguire 5 regole fondamentali: essere senza pericolo, essere abbastanza restrittiva, essere equilibrata in vitamine
e oligoelementi, essere in grado di migliorare lo stato di salute, essere inclusa in un programma
completo di gestione del peso.
Il programma dietetico globale S.D.M. - Mens Sana segue scrupolosamente questi 5 imperativi:
• Prescrivibile solo dal medico
• Un periodo iniziale di dimagrimento attraverso una dieta a basso contenuto di zuccheri e lipidi che, sfruttando gli effetti fisiologici del consumo dei grassi di riserva, permette una dieta senza fame e senza l’uso di medicinali.
• La protezione della massa muscolare, grazie ad un apporto di proteine preassimilabili.
• Una corretta integrazione di micronutrienti.
• Mantenimento dei risultati, grazie alla fase di transizione con un’appropriata rieducazione alimentare.

Semplice (niente da pesare)
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I nostri medici seguono corsi e sono autorizzati dalla Società Dietetica - Nutrizionale Medica per la gestione della dieta proteica e del progetto medico dietetico S.D.M. Per ulteriori informazioni visitate il sito www.menopeso.it

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SCIENZA
2 maggio 2011
Il suicidio in Italia
Il suicidio è una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica. Circa 2800 persone muoiono per suicidio ogni anno in Italia. Sono quindi più le persone che muoiono ogni anno per suicidio che per omicidio. In Italia la regione con il numero più basso di suicidi è la Campania con 2,6 suicidi per 100.000 abitanti, e la più alta in Friuli-Venezia Giulia, (9,8 per 100.000 abitanti), nel 2007, seguita da Valle d'Aosta (9 su 100.000), Sardegna (8,9 su 100.000) e Trentino-Alto Adige (8,7 su 100.000). rispetto ad una media nazionale di 5,6. (Dati Istat 2008)

Il suicidio è una tragedia. Ma è spesso evitabile. Conoscere i fattori di rischio per il suicidio e chi ne è a rischio, può aiutare a ridurre il tasso di suicidi.

Chi può essere a rischio di suicidio?


Il suicidio non fa discriminazioni. Persone di tutti i generi, età, etnie sono a rischio di suicidio. Ma le persone più a rischio tendono a condividere alcune caratteristiche. I principali fattori di rischio per il suicidio sono:

La depressione, altri disturbi mentali, abuso o dipendeza da sostanze
Un precedente tentativo di suicidio
Storia familiare di un disturbo mentale o di un abuso di sostanze
Storia familiare di suicidio
Famiglia violenta, inclusi gli abusi fisici o sessuali
Possesso di pistole o altre armi da fuoco in casa
Incarcerazione, ovvero essere reclusi in carcere
L'esser stato esposto a comportamenti suicidi altrui, come quello di un membro della famiglia, di coetanei, o figure importanti.

Il rischio di comportamento suicidario è anche associato a cambiamenti nel cervello di sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori, tra cui la serotonina, che è anche associata alla depressione. Bassi livelli di serotonina sono stati trovati nel cervello di persone con una storia di tentativi di suicidio.

Molte persone, pur avendo alcuni di questi fattori di rischio, ma non hanno mai fatto tentativo di suicidio. Il suicidio, infatti, non è una normale risposta allo stress. E 'comunque, un segno di estrema necessità, non un tentativo innocuo per attrarre l'attenzione.

Più uomini o più donne?

Gli uomini hanno maggiore probabilità di morire per suicidio rispetto alle donne, ma le donne sono più inclini a tentare il suicidio. Gli uomini sono più propensi a usare metodi letali, come le armi da fuoco o il soffocamento. Le donne sono più propense degli uomini a tentare il suicidio per avvelenamento, molto spesso da farmaci.

Che dire dei bambini?

I bambini e i giovani possono anch'essi a rischio di suicidio. Anno dopo anno, il suicidio rimane una delle prime tre cause di morte per i giovani dai 15 a 24 anni.

E gli anziani?

Anche loro possono tentare il suicidio. In realtà, i maschi bianchi di 85 anni presentano il più alto tasso di suicidi rispetto a qualsiasi altra età e gruppo etnico.

Come può essere impedito il suicidio?

La prevenzione del suicidio efficace è basata sulla comprensione approfondita del problema. I programmi che funzionano devono tener conto dei fattori di rischio e promuovere interventi che sono appropriati a gruppi specifici. Ad esempio, la ricerca ha dimostrato che i disturbi mentali e l'abuso di sostanze sono fattori di rischio per il suicidio. Pertanto, molti programmi devono concentrarsi sul trattamento di questi disturbi, oltre ad affrontare il rischio di suicidio in particolare.

La Psicoterapia può effettivamente ridurre il rischio di suicidio. Una delle più efficaci è la terapia cognitivo comportamentale. Essa può aiutare le persone a imparare nuovi modi di affrontare le esperienze stressanti e aiutare le persone a prendere in considerazione azioni alternative quando i pensieri di suicidio si fanno avanti.

Un altro tipo di psicoterapia chiamata terapia comportamentale dialettica ha mostrato di riuscire a ridurre il tasso di suicidi tra le persone con disturbo borderline di personalità, una grave malattia mentale caratterizzata da umore instabile, relazioni complicati, immagine di sé non definità, e problemi di comportamento. Un terapeuta esperto in terapia comportamentale dialettica aiuta una persona a riconoscere quando i propri sentimenti o azioni sono pericolose o insalubri e insegna le competenze necessarie per affrontare meglio le situazioni sconvolgenti.

Alcuni farmaci possono essere di grande aiuto. Ad esempio, la clozapina, farmaco antipsicotico, è stato approvato dalla US Food and Drug Administration per la prevenzione del suicidio nelle persone affette da schizofrenia. Altri farmaci promettenti e trattamenti psicosociali sono tutt'ora oggetto di ricerca. Buoni risultati appare avere l'Acido Valproico.

Da altre ricerche è emerso che molti adulti più anziani e le donne che sono morti per suicidio hanno visto i loro medici di base almeno una volta l'anno prima della loro morte. La formazione dei medici nel riconoscere i segni che possono indurre una persona a considerare il suicidio può aiutare sensibilmente a prevenire i suicidi.

Cosa devo fare se qualcuno che conosco sta prendendo in considerazione il suicidio?

Se conosci qualcuno che sta pensando al suicidio, non lasciare lui o lei da sola. Cerca aiuto immediato dal suo medico o al più vicino pronto soccorso dell'ospedale, o chiama il 118. Elimina dalla vista e dalla portata di questa persona eventuali armi da fuoco o altri strumenti potenzialmente pericolosi, compresi i farmaci.

Se sei in crisi chiama la nostra associazione allo 0683390682, disponibile 7 giorni alla settimana. Il servizio è a disposizione di chiunque. Tutte le chiamate sono confidenziali. Sapremo aiutarti.

sessualità
15 aprile 2011
Perchè scelgo te? Seminario dedicato alla formazione della coppia

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Da cosa dipende la scelta del partner? Cosa ci tiene uniti a Lui o a Lei?
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SCIENZA
19 marzo 2011
Il Disturbo da Stress Post Traumatico

Cos'è il disturbo da stress post-traumatico o PTSD (Post traumatic stress disorder)?

Il PTSD è un disturbo d'ansia che si può sviluppare dopo aver visto o aver preso parte a un evento pericoloso.

Quando si è in pericolo, è naturale avere paura. Questa paura provoca molti cambiamenti nel corpo in una frazione di secondo, aiutandolo a prepararsi a difendersi contro il pericolo o a evitarlo. Questa reazione, chiamata di "lotta o fuga", è una sana reazione e ha come significato il proteggere la persona da un male imminente. Ma nel PTSD, questa reazione è modificata o danneggiata. Le persone che hanno un PTSD possono sentirsi stressate o spaventate, anche quando non sono più in pericolo.

Chi ne può soffrire?

Chiunque può ammalarsi di Disturbo da stress post-traumatico, a qualsiasi età. Ne possono essere colpiti i veterani di guerra e i superstiti di aggressioni fisiche e sessuali, di abusi, di incidenti, di disastri naturali, e molti altri eventi gravi.

Non tutte le persone con PTSD hanno però vissuto in prima persona un evento pericoloso. Alcune persone si ammalano PTSD dopo aver assistito ad un evento che ha danneggiato o messo in forte pericoloun amico o un familiare. Anche aa morte improvvisa e inaspettata di una persona cara può anche causare un PTSD.
Quali sono i sintomi di PTSD?

Il PTSD può causare molti sintomi. Questi sintomi possono essere raggruppati in tre categorie:

1. Sinotmi di Ri-esperienza:

* Flashback, ovvero rivivere il trauma più e più volte, anche con i sintomi fisici come un cuore che batte forte o la sudorazione
* Brutti sogni o incubi rigurdanti quella o situazioni simili
* Pensieri spaventosi.

I sinotmi di ri-esperienza possono causare problemi nella routine quotidiana di una persona. Questi possono scaturire da pensieri della persona o da sentimenti esperiti. Parole, oggetti o situazioni che ricordano l'evento possono innescare il rivivere la brutta situazione.

2. Sintomi di Evitamento:

* Stare lontani da luoghi, eventi o oggetti che ricordano l'esperienza
* Sentirsi emotivamente insensibili
* Forte senso di colpa, depressione, o preoccupazioni
* Perdita di interesse in attività che sono state piacevoli in passato
* Difficoltà nel ricordare l'evento pericoloso.

Molte cose che ricordano alla una persona l'evento traumatico possono innescare questi sintomi di evitamento. Questi sintomi possono indurre una persona a cambiare la propria routine personale. Ad esempio, dopo un brutto incidente d'auto, una persona che guida spesso evitare di guidare o perfino di salire in macchina.

3. Sintomi di Ipervigilanza:

* Spaventarsi facilmente
* Sensazioni di tensione o "essere sul punto di"
* Difficoltà a dormire, e/o avere scoppi d'ira.

I sintomi di ipervigilanza sono di solito costanti, anzichè essere attivati dalle cose che ricordano l'evento traumatico come i precedenti. Possono far sentire la persona molto stressata e arrabbiata. Questi sintomi possono rendere difficile lo svolgimento dei compiti quotidiani, come dormire, mangiare, o concentrarsi.

E 'naturale avere alcuni di questi sintomi dopo un evento pericoloso. A volte le persone hanno sintomi molto gravi che vanno via comunque da soli dopo alcune settimane. Questo si chiama disturbo acuto da stress, o ASD. Quando i sintomi durano più di un paio di settimane e diventano un problema importante, potrebbero essere segni di un PTSD. Alcune persone con PTSD non mostrano alcun sintomo per settimane o mesi.

I bambini reagiscono in modo diverso rispetto agli adulti
I bambini e gli adolescenti possono avere reazioni estreme al trauma, ma i loro sintomi possono essere anche molto diversi dagli adulti. Nei bambini molto piccoli, questi sintomi possono includere:

* Pipì a letto, quando in precendenza avevano imparato a usare il bagno
* Dimenticare come parlare o di non essere in grado più di parlare
* Rivivere e riprodurro l'evento spaventoso durante la ricreazione a scuola nei giochi con i coetanei
* Essere insolitamente appiccicosi con un genitore o con un altro adulto.

I bambini più grandi e gli adolescenti di solito mostrano sintomi più simili a quelli osservati negli adulti. Essi possono anche sviluppare comportamenti distruttivi o irrispettosi. I bambini più grandi e gli adolescenti possono sentirsi in colpa per non essere stati in grado di prevenire lesioni o decessi a cui hanno assistito. Possono anche avere pensieri di vendetta.

Come viene diagnosticato un PTSD?

Un medico che abbia esperienza nell'aiutare le persone con malattie mentali, come ad esempio uno psichiatra o psicologo, è in grado di diagnosticare il PTSD. La diagnosi viene fatta dopo pochi colloqui con la persona che presenta sintomi di PTSD.
Per essere diagnosticato con PTSD, una persona deve avere tutti i seguenti, per almeno 1 mese:

* Almeno un sintomo di ri-esperienza
* Almeno tre sintomi di evitamento
* Almeno due sintomi di ipervigilanza
* I sintomi rendono difficile la vita di ogni giorno, l'andare a scuola o al lavoro, lo stare con gli amici, e il prendersi cura di compiti importanti.

Perché alcune persone si ammalano di PTSD e altre no?

E 'importante ricordare che non tutti coloro che vivono un evento pericoloso sviluppano questo disturbo. In realtà, nella maggior parte delle persone questo non si svilupperà (pensate a tutte le persone che hanno vissuto durante una guerra).

Molti fattori giocano un ruolo importante nella genesi di questo disturbo. Alcuni di questi sono fattori di rischio, che rendono una persona più vulnerabile al PTSD. Altri fattori, chiamati fattori di resilienza, possono invece aiutare a ridurre il rischio d'insorgenza della malattia. Alcuni di questi fattori di rischio e resilienza sono presenti prima del trauma e altri diventano importanti, durante e dopo un evento traumatico.

I fattori di rischio per il PTSD comprendono:

* Aver già vissuto altri eventi pericolosi e traumi
* Avere una storia di malattia mentale
* Subire lesioni durante l'evento
* Vedere persone ferite o uccise
* Aver esperito sensazioni di orrore, impotenza, o paura estrema
* Aver avuto poco o nessun sostegno sociale, dopo l'evento
* Affrontare uno stress supplementare dopo l'evento, come la perdita di una persona amata, il dolore e il pregiudizio, o la perdita di un lavoro o della casa.

I fattori di resilienza che possono ridurre il rischio di PTSD comprendono:

* La ricerca di sostegno di altre persone, come amici e familiari
* Trovare un gruppo di sostegno dopo un evento traumatico
* Sentirsi in pace con la coscienza circa le proprie azioni fatte di fronte al pericolo
* Avere una strategia di coping, o un modo di affrontare l'evento cattivo e imparare da esso
* Essere in grado di agire e di rispondere in maniera efficace pur sentendosi impauriti.

I ricercatori stanno studiando l'importanza dei fattori di rischio e resilienza. Con ulteriori studi, potrà essere possibile un giorno prevedere la vulnerabilità al PTSD.

Come si cura un PTSD?

I principali trattamenti per le persone con PTSD sono la psicoterapia (una terapia che si basa molto sul "parlare"), i farmaci, o entrambi. Ognuno di noi è diverso, quindi un trattamento che funziona per una persona può non funzionare per un'altra. E 'importante che chiunque abbia un PTSD sia curato da uno psichiatra, che abbia esperienza con questo disturbo. Alcune persone con PTSD hanno bisogno di provare trattamenti diversi prima di trovare quello che funziona per i loro sintomi.

Psicoterapia

La psicoterapia è la terapia "basata sul parlare". Si tratta di un parlare con un professionista della salute mentale e non un chiacchierare!. La Psicoterapia può essere individuale o di gruppo. La durata è di solito dalle 6 alle 12 settimane, ma può richiedere più tempo. La ricerca mostra inoltre che il sostegno dei familiari e degli amici può essere una parte importante della terapia.

Molti tipi di psicoterapia possono aiutare le persone con PTSD. Alcuni psicoterapia hanno come obiettivo diretto i sintomi del PTSD. Altre terapie si concentrano sul contesto sociale, familiare, o sui problemi al lavoro. Il medico o il terapista può combinare terapie differenti a seconda delle esigenze della persona.

Una delle terapie più utili è la terapia cognitivo-comportamentale, o CBT (Cognitive Behaviour Terapy). La terapia cognitivo-comportamentale si avvale di molte tecniche, tra cui:

* Terapia espositiva. Questa terapia aiuta le persone a controllare il loro volto e la paura. Li espone al trauma che hanno vissuto in modo sicuro. Essa utilizza immagini mentali, la scrittura, o visite al luogo in cui l'evento è accaduto. Il terapeuta utilizza questi strumenti per aiutare le persone con PTSD a far fronte ai loro sentimenti spiacevoli.
* Ristrutturazione cognitiva. Questa terapia aiuta le persone a dare un senso ai brutti ricordi. A volte la gente ricorda l'evento in modo diverso da come è accaduto. Possono sentirsi in colpa o vergognarsi di ciò che non è loro colpa. Il terapeuta aiuta le persone con PTSD guardare a quello che è successo in modo realistico.
* Inoculazione dello Stress. Questa terapia cerca di ridurre i sintomi di PTSD, insegnando al paziente come ridurre l'ansia. Come la ristrutturazione cognitiva, questo trattamento aiuta le persone a guardare i loro ricordi in modo sano.

Altri tipi di trattamento possono comunque aiutare le persone con PTSD. Generalmente esse insegnano modalità diverse di reazione a eventi spaventosi che innescano i sintomi di PTSD. Sulla base di questo obiettivo generale, abbiamo diversi tipi di terapia:

* Tecniche di rilassamento e di controllo della rabbia.
* Fornire consigli per dormire meglio, la dieta e esercizio fisico.
* Aiutare le persone ad identificare e trattare il senso di colpa, la vergogna, e altri sentimenti circa l'evento.
* Aiutare le persone a visitare luoghi e persone che ricordano il trauma.

Farmaci

La US Food and Drug Administration (FDA) ha approvato due farmaci per il trattamento di adulti con PTSD:

* Sertralina (Zoloft)
* Paroxetina (Sereupin)

Entrambi questi farmaci sono antidepressivi o meglio inibitori della ricaptazione della serotonina, che vengono utilizzati anche per curare la depressione e l'ansia. Essi possono contribuire a controllare i sintomi di PTSD, come tristezza, preoccupazione, rabbia e altri sentimenti insostenibili. Prendendo questi farmaci è possibile rendere più facile efficace la psicoterapia, che rimane la terapia principale.

A volte le persone, dopo l'assunzione di questi farmaci mostrano effetti collaterali. Gli effetti possono essere fastidiosi, ma di solito vanno via in pochi giorni. Eventuali effetti collaterali o reazioni inusuali devono essere segnalate immediatamente al proprio medico.
Gli effetti indesiderati più comuni degli antidepressivi come la paroxetina e la sertralina sono:

* Mal di testa, che di solito scompare entro pochi giorni.
* Nausea (sensazione di malessere allo stomaco), che di solito scompare anch'essa entro pochi giorni.
* Insonnia o sonnolenza, che possono verificarsi durante le prime settimane. A volte la dose di farmaco deve essere ridotta o il momento della giornata in cui viene somministrato deve essere adeguato per contribuire a diminuire questi effetti collaterali.
* Agitazione (sensazione di nervosismo).
* Problemi sessuali, che possono colpire sia gli uomini e le donne, compresa la riduzione del desiderio sessuale, e l'avere problemi a godere del sesso.

I risultati di una revisione globale degli studi su pazienti pediatrici condotto tra il 1988 e il 2006 ha suggerito che i benefici dei farmaci antidepressivi potrebbero superare i potenziali rischi anche per i bambini e gli adolescenti. Lo studio è stato finanziato in parte dal National Institute of Mental Health americana, finanziato quindi dal Governo Americano e non dalle case farmaceutiche.
Altri farmaci

I medici possono prescrivere anche altri tipi di farmaci, come quelli elencati di seguito. Ci sono poche informazioni su perchè questi siano utili per le persone con PTSD.

1. Benzodiazepine. Questi farmaci possono essere dati per aiutare le persone a rilassarsi e dormire. Le persone che assumono benzodiazepine possono avere però problemi di memoria o diventarne dipendenti.
2. Antipsicotici. Questi farmaci sono in genere somministrati a persone con altri disturbi mentali come la schizofrenia. Persone che assumono farmaci antipsicotici possono aumentare di peso e hanno una maggiore probabilità di avere malattie cardiache e diabete.
3. Altri antidepressivi. Come la sertralina e paroxetina, la fluoxetina (Prozac) e il citalopram (Elopram), possono aiutare le persone con PTSD a sentirsi meno tesi o tristi. Per le persone con PTSD che hanno anche altri disturbi d'ansia o depressione, gli antidepressivi possono essere utili nel ridurre i sintomi di queste malattie concomitanti.

Se conosci qualcuno che pensi possa avere un disturbo da stress post traumatico, la prima cosa e la più importante che puoi fare è quella di aiutarlo ad ottenere la giusta diagnosi e trattamento. Potrebbe essere necessario prendere un appuntamento per il tuo amico o parente e andare con lui o lei alla prima visita con il medico.
Per aiutare un amico o un parente, è possibile:

* Offrire sostegno emotivo, comprensione, pazienza, e incoraggiamento.
* Imparare a conoscere il PTSD in modo da poter capire che cosa il vostro amico o parente sta vivendo.
* Parlaree con il vostro amico o parente, e ascoltaterlo attentamente.
* Imparate soprattutto a capire i suoi sentimenti. Vi aiuterà a comprendere le situazioni che possono innescare i suoi sintomi.
* Invitate i vostri amici o parenti ad uscire per distrazioni positive come passeggiate, gite e altre attività.
* Ricordategli sempre che, con il tempo e il trattamento, miglioreranno.

Dove posso trovare aiuto?

Se non sei sicuro su dove andare per chiedere aiuto, rivolgiti al tuo medico di famiglia. Le altre persone che sicuramente che possono aiutarti sono gli specialisti della salute mentale, come psichiatri, psicologi, assistenti sociali.

Presso le nostre sedi troverai sempre qualcuno di questi professionisti in grado di aiutarti ad affrontare questo disturbo. Per maggiori informazioni o per prendere un appuntamento potete chiamare lo 0683390682 o mandare una email a info@mens-sana.biz

SOCIETA'
21 febbraio 2011
End Polio Now: la testimonianza del Distretto Rotary 2080

Carissimi Amici,

rotariani e non, al rientro dall’INDIA, dove una squadra distrettuale si è recata per la campagna NID (National Immunization Day) per l’eradicazione della Polio, vi dobbiamo le nostre impressioni su questa esperienza di “servizio” che ci ha veramente toccato, premettendo, però, che sotto il profilo operativo il nostro apporto è stato contenuto anche se pesante per impegno.

Abbiamo affiancato i volontari di New Deli, organizzati dai Rotary Club locali, che con spirito di abnegazione e grossi sacrifici, hanno sposato la causa, sobbarcandosi, un duro lavoro, credetemi, massacrante, ma la nostra presenza come di quelli che si vi si recano per analogo “servizio” è importantissima per 3 principali motivi:

  • Incoraggia, sprona, e dà una forte carica di entusiasmo ai volontari locali in un lavoro, come detto, incredibilmente duro, casa per casa, se non quando in punti di raccolta in zone di estremo degrado; Il lavoro viene svolto con gravi rischi igienici e di sicurezza ed è per questo che non dobbiamo lasciare soli questi volontari facendogli sentire che tutto il Rotary International a livello mondiale è loro vicino.

  • Inoltre la presenza di tanti rotariani da tutto il mondo, focalizza l’attenzione, quindi l’impegno, del Governo Indiano che, messo sotto la lente di ingrandimento, è obbligato a chiudere questa campagna e ad eradicare la Polio in India. Tutto il mondo guarda come operano le autorità sanitarie locali con i volontari ed è anche per questo che il Governo indiano avverte questa responsabilità.

  • Infine i volontari rotariani di tutto il mondo - lì abbiamo trovato rotariani tedeschi, olandesi, statunitensi, canadesi, e molti provenienti da Hong Kong e dalla Nuova Zelanda , solo per citarne alcuni – sono i veri testimonial di questa lotta, con un importantissimo compito, quello di trasmettere all’interno e all’esterno dei loro Club che l’impegno è in fase finale e che non bisogna abbassare la guardia per sconfiggere questa terribile malattia e che occorre sostenere la Fondazione Rotary con ulteriori residui finanziamenti, come ha fatto nei giorni scorsi la Fondazione Melinda e Billi Gates, che, oltre alle somme già finanziate a stanziate, ha erogato un ulteriore contributo per l’eradicazione della malattia in Afghanistan e in Pakistan.

Quali sono in sintesi i pensieri di chi ha portato a termine questa servizio?

Li trascrivo di seguito, così come mi sono pervenuti e credo che sia utile pubblicarne le foto perché devono essere ricordati per il loro spirito rotariano che travalica la lotta alla Polio.

Grazie

Roberto Scambelluri


Alberto Cecchini

Nella povertà si riesce a cogliere il senso della vita. Ogni goccia di vaccino non solo ha dato una speranza ad una giovane vita ma ha rafforzato il nostro essere rotariani. Il futuro del Rotary darà necessariamente spessore per un maggiore coinvolgimento attivo dei soci.

Ingegnere

Eradicatore della Polio


Cristina Cecchini

Siamo state piccole gocce che contribuiranno a creare un immenso mare

Biologa

Eradicatore della Polio


Giampaolo Cioccia

Il nostro intervento rappresenta una goccia in un oceano che sicuramente insieme alle altre piccole gocce contribuirà a formare un grande mare. Bastano due gocce di vaccino, meno di 50 centesimi di euro, per fare la differenza tra una vita normale ed un’esistenza ulteriormente aggravata dalla disabilità della Polio.

Ritengo questa sfida rappresenti un obbligo morale per tutti noi.

Medico

Eradicatore della Polio


Francesco Mengucci

Due gocce per dire addio alla Polio, un sorriso per gettare un ponte tra i continenti e creare amicizia

Dottore Commercialista

Eradicatore della Polio


Marco Paolemili

La gioia più grande è stata quella di rendere un pò più facile il futuro di un bambino che ha molto meno di quello che ho avuto io.

Medico

Eradicatore della Polio


Salvatore Posca

Rotary, due braccia per cingere un mondo di amicizia

Farmacista

Eradicatore della Polio


Piergiorgio Poddighe

Forse due gocce di vaccino antipolio non lo salveranno dalla fame e dalla povertà. Il Rotary si deve quindi impegnare per garantire migliori condizioni di vita favorendo l’istruzione

Avvocato

Eradicatore della Polio


Roberto Scambelluri

Rientro in Italia con un gran turbamento, ma il Rotary mi riporterà ancora dove l’infanzia ed i più deboli soffrono per le pessime condizioni di vita e riporteremo ancora, dove servono, gocce di pace, gocce di salute, gocce di istruzione e promozione sociale perché singole gocce insieme sollevano transatlantici.

Questo è il nostro impegno che mettiamo nelle vostre mani , soprattutto dei giovani, per chiudere questo capitolo. END POLIO NOW

Avvocato

Eradicatore della Polio



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Benvenuti nel blog del Dott. Marco Paolemili, Psichiatra e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Presidente di Mens Sana Onlus

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Studi Medici a Roma:

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